Vigna

A Mercato Saraceno, in provincia di Forlì, si trova l’azienda vitivinicola Tenuta Casali, fondata nel 1978 sulle colline della Valle del Savio dai fratelli Valerio e Paolo. Ad oggi si estende su circa ventidue ettari vitati di proprietà, con una produzione annua che si aggira intorno alle novantamila bottiglie, soprattutto dai vitigni Albana e Sangiovese, ma anche Cabernet Sauvignon e Famoso.

Dopo cinque mesi in barriques di secondo e terzo passaggio l’annata 2019 del Romagna Sangiovese Doc Mercato Saraceno Vigna Baruccia ci giunge nel calice di un bel colore rosso rubino luminoso, piuttosto consistente. All’olfatto si delinea un bouquet ricco ed intenso di prugna, ciliegia, viola essiccata, pepe nero e cannella. In bocca emerge una freschezza e sapidità ben diffusa, con buine note pesudocaloriche e tannini decisi e ben integrati in una struttura importante, complessa e di buona eleganza. Di buon equilibrio, chiude con un finale di media lunghezza, ricco di frutto e spezie.

Da provare in tavola in abbinamento con un succulento brasato di manzo.

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Dalla vigna Devin Ros, situata nel comune di Montjovet, viene realizzato lo splendido Valle d’Aosta Dop Petite Arvine Fleur, affinato sui propri lieviti per nove mesi; la vendemmia 2020 si presenta vestita di un colore giallo paglierino brillante, di media consistenza nel calice. Il naso è seducente ed elegante, con ricercati sentori di ananas, pesca bianca, acacia, ginestra, biancospino e melone; in bocca scorre con buona freschezza e sapidità, minerale e con calibrate note pseudocloriche. Equilibrato, di grande pulizia e finezza, regala tensione e una marcata persistenza aromatica, con un finale molto lungo e piacevole.

Un grande bianco autoctono, lo proverei in abbinamento con una delicata tartare di tonno.

A Pontassieve, in provincia di Firenze, si trova la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi, storica realtà del vino toscano di qualità risalente al lontano 1592; diciannove ettari di proprietà, coniugati per una produzione di circa cinquantamila bottiglie l’anno, qui sono coltivati vitigni classici come il Sangiovese, il Colorino ed il Trebbiano, affiancati da quelli internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Chardonnay ed il Sauvignon Blanc.

Oggi assaggiamo la vendemmia 2016 del Chianti Rufina Docg Riserva Villa Bossi, le cui uve provengono dalla Vigna Poggio Diamante, Sangiovese all’80% , Colorino al 10% e Cabernet Sauvignon al 10%, affinate per ben dodici mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, per dodici mesi in barriques e per ulteriori ventiquattro in bottiglia; il vino si presenta di un bel colore rosso rubino fitto ed intenso, con leggeri riflessi porporini, molto consistente nel calice da cui si apprezzano aromi di viola essiccata, prugne e confettura di more, seguiti da note di cardamomo, liquirizia, cannella e cioccolato.

Al palato scorre con tannini fitti e ben lavorati, fresco e sapido, con un frutto maturo e una struttura complessa e strutturata; grande il potenziale di sviluppo, offre note pseudocaloriche molto piacevoli ed un buon equilibrio che si perfezionerà con il tempo.

Un vino di grande qualità che abbinerei con un piccione al forno.

L’azienda vitivinicola Romano Dal Forno nasce nel 1983 nel comune di Illasi, in località Cellore, in Valpolicella; ad oggi la produzione si aggira intorno alle sessantamila bottiglie, ripartita sostanzialmente su tre vini: l’Amarone, il Valpolicella Superiore ed il vino dolce Vigna Serè. Qui la parola d’ordine è qualità, a tratti, dico io, perfezione.

Oggi apriamo l’ Amarone della Valpolicella Doc Vigneto di Monte Lodoletta annata 2008, composto da uve Corvina al 60%, Rondinella al 20%, Croatina al 10% e Oseleta al 10%, con una maturazione che avviene in barrique di rovere Americano di primo passaggio; nel bicchiere si apprezza un bel colore rosso rosso fra il rubino ed il granato, luminoso e di estrema consistenza.

Al naso si alternano senza termine aromi di amarena, ciliegia sotto spirito e prugna matura, seguiti da note balsamiche e di terra bagnata, poi humus, ribes, more e ancora caramello, pepe nero, cioccolato ed una punta di liquirizia; al palato le emozioni si susseguono, l’assaggio esprime un equilibrio ed un’armonia d’eccellenza: le parti sapide e fresche sposano una esemplare rotondità ed una trama tannica incredibilmente soffusa ed elegante, mentre la pienezza del frutto e la grande complessità coordinano l’insieme.

Il finale suggella l’armonia prolungandola in maniera interminabile ed indimenticabile; semplicemente eccellente.

Fondata nel 1995, l’azienda vitivinicola Serracavallo si estende per trenta ettari vitati da cui ogni anno vengono prodotte circa ottantamila bottiglie; la cantina prende il nome dall’omonimo colle situato a Bisignano, Cosenza, nella valle del Crati, a circa seicento metri di altezza sul livello del mare. La gamma dei vini è varia e propone bianchi, rossi, rosati, bollicine ed anche grappa, dai vitigni locali Magliocco Dolce e Pecorello, accompagnati da Sangiovese e dagli internazionali Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Riesling.

Il Terre di Cosenza Dop Colline del Crati Vigna Savuco Riserva, Magliocco Dolce in purezza, sosta cinque mesi in acciaio e trenta in barrique, arrivando nel calice per l’annata 2012 di un bel colore rosso rubino, fitto e spesso, decisamente consistente; al naso approccia con intensità, con note di ribes, sottobosco, amarena, geranio, cannella e cioccolato. In bocca si scioglie a poco a poco, dosandosi lentamente su richiami simmetrici di quanto odorato in precedenza; caldo, corposo, profondo e complesso, di grande struttura, regala tannini incisivi ma ben dosati. Il finale molto lungo e completo chiude l’assaggio di un vino che ha pienamente convinto; lo proverei in abbinamento con l’agnello al forno.

L’azienda vitivinicola Lungarotti rappresenta una delle realtà enologiche più significative dell’Umbria e fra le più importanti d’Italia per la produzione di grandi vini di qualità. Fondata nel 1962, la cantina si trova a Torgiano, in provincia di Perugia, e può vantare una produzione importante che si aggira intorno ai due milioni e duecentomila bottiglie all’anno. L’ampia gamma di prodotti è suddivisa fra interessanti vini bianchi come ad esempio il Torre di Giano ed il Bianco di Torgiano Vigna il Pino, capaci di valorizzare e miscelare i vitigni Trebbiano, Grechetto e Vermentino e grandi vini rossi, primo fra tutti il Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva, un vero e proprio gioiello, di cui oggi assaggiamo l’annata 2009: di colore rosso rubino molto concentrato, luminoso e decisamente consistente nel calice, approccia l’olfatto con sottili note di ciliegia, prugna e mora; con il tempo si amplia con un meraviglioso bouquet speziato, liquirizia, cannella, chiodi di garofano, con a seguire percezioni di viola essiccata, rabarbaro e pepe nero. Al palato si esprime con autorità assoluta: fresco e sapido, ben in equilibrio in una struttura che scorre morbida ma ben disegnata da tannini precisi e ben lavorati; il finale corale chiude un sorso coinvolgente e di grande spessore: eccellente.

In tavola lo proverei in abbinamento con il cappone ripieno alle castagne.

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