Igp

Costa Toscana Igp Suisassi 2018, Duemani

by Vitocco Francesco on

La splendida creatura di Luca D’Attoma ed Elena Celli si trova a Riparbella, in provincia di Pisa, su quelle splendide colline da cui si intravede il Tirreno e la costa degli Etruschi; nata nel 2000, l’azienda vitivinicola Duemani è stata capace in breve tempo, ettaro dopo ettaro, vendemmia dopo vendemmia, di crescere sino ai quasi quattordici ettari e ad una produzione annua che si aggira intorno alle quarantamila bottiglie, con una grande cura dei monovarietali Cabernet Franc, Syrah e Grenache, a cui si aggiunge un blend di Merlot e Cabernet Franc chiamato Altrovino.

Oggi assaggiamo l’annata 2018 del Costa Toscana Igp Suisassi, una delle icone aziendali, Syrah in purezza ottenuto da vigneti posti a 220 metri sul livello del mare; il 30% delle uve fermenta con i raspi e l’affinamento avviene per 22 mesi in barriques di rovere francese e tonneaux da 300 lt, all’80% di legno nuovo e al 20% di primo passaggio.

Di colore rosso rubino intenso, di buona consistenza nel calice, si apre con intensi aromi di frutti di bosco, prugna, timo e liquirizia, a cui seguono richiami al cioccolato ed alla cannella, con nuances vegetali e pepate; in bocca è caldo e morbido, con tannini deliziosi integrati alla perfezione in una struttura vibrante, progressiva ed elegante. L’equilibrio è quasi perfetto, con richiami fruttati e speziati simmetrici e delicati; nel finale si distende in tutta la sua profondità e complessità,  regalando emozioni racchiuse in una persistenza ammirevole.

Un Syrah d’autore, celebrazione di una grande lavoro in vigna ed in cantina; da seguire nella sua evoluzione nel tempo, lo assaggerei ora in abbinamento con il piccione al tartufo.

In località Scedina, a San Floriano del Collio, si trova l’azienda Draga condotta dalla famiglia Miklus, una vera e propria “boutique winery” vista la piccola produzione e la personalità e qualità dei vini qui realizzati. I vigneti si estendono nelle migliori zone di questo versante del Collio friulano, sostanzialmente divisi fra i due appezzamenti Draga e Breg, posti fra i 200e i 220 metri di altezza sul livello del mare; i vitigni sono quelli della tradizione, Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia in primis, seguiti da quelli più internazionali che qui hanno trovato una vera  e propria terra di elezione, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon e Merlot.  A chiudere la stimolante proposta anche un Picolit d’autore, eccellente vino da fine pasto e non da molto delle bollicine realizzate secondo il metodo ancestrale.

Il Venezia Giulia Ribolla Gialla Igp Natural Art è ottenuto senza uso di pesticidi e diserbanti, come il resto della produzione d’altronde, macerato per trenta giorni, a cui segue un affinamento in barrique di acacia per quarantotto mesi ed un periodo di riposo in bottiglia di circa sei mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo dorato, piuttosto consistente nel calice.  Al naso si apre in progressione con una sequenza di fiori bianchi, frutti tropicali, ricordi di acacia, miele e zenzero, il tutto intenso ed ampio; il palato è caldo e morbido, con una percezione deliziosa di trama tannica che si sposa ad una tensione minerale ed una freschezza generosa. Molto complesso, assaggiarlo non troppo freddo permette di seguire le diverse sfaccettature che emergono con il passare dei minuti.

Il finale lungo e molto persistente sottolinea un grande presente ma anche un lungo futuro per questa ribolla gialla d’autore.

Eccellente da solo, in tavola l’abbinerei con piatti a base di pesce della costiera adriatica, non troppo lontana da San Floriano del Collio.

Lazio Bianco Igp Viogner 2019, Casale del Giglio

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Casale del Giglio fondata nel 1967 può vantare più di centosessanta ettari di vigneto, coniugati in una produzione che si aggira intorno al milione e settecentomila bottiglie all’anno; i vitigni sono molto vari, con un’ampia presenza degli internazionali, Chardonnay, Sauvignon, Viogner, Petit Manseng, Merlot, Shiraz, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, che ben si adattano a quest spicchio di terroir laziale, senza trascurare i locali Trebbiano, Biancolella, Bellone e Cesanese.

Il Lazio Bianco Igp Viogner proveniente dalla vendemmia 2019, composto da una piccola percentuale di uve surmature, si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, di media consistenza nel calice; al naso si apre su note floreali, biancospino e gelsomino, ginestra e lavanda, con sentori fruttati di ananas e pesca bianca, finendo con sensazioni di salvia ed erbe officinali.

Snello in bocca, possiede una spiccata freschezza in equilibrio con una sapidità minerale molto piacevole, note pseudocaloriche delicate ed una discreta eleganza; il finale risulta simmetrico e completo, a concludere un assaggio di qualità.

Adatto a vari abbinamenti, lo proverei con del petto di pollo cotto a lungo a basse temperature.

A Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, si trova l’azienda vitivinicola Paolo e Noemia d’Amico, fondata nel 1985 in questo splendido angolo di Tuscia. Trentuno sono gli ettari dedicati alla coltivazione della vite, da cui si ottengono una media di circa centottanta mila bottiglie all’anno dai vitigni internazionali Chardonnay, Semillon, Sauvignon Blanc, Cabernet Franc, Pinot Nero, Merlot e Sirah, ma anche dai locali Grechetto e Trebbiano.

Oggi assaggiamo il Lazio Chardonnay Igp Calanchi di Vaiano, affinato in acciaio per otto mesi e in bottiglia per altri: dalla vendemmia 2018 ci giunge vestito di un bell’abito giallo paglierino intenso e brillante, di media consistenza nel calice.

Grande impatto olfattivo, propone una sequenza di richiami intensi all’albicocca, alla ginestra, alla mimosa ed agli agrumi, con cenni di thè, pepe e zenzero; al palato è succoso e dinamico, di vibrante freschezza e tensione minerale, ancora fruttato e floreale, con una intrigante complessità abbinata ad una sorprendente facilità di beva. Caldo e abbastanza morbido, possiede una struttura che potrà affrontare con soddisfazione l’evoluzione nel tempo.

Il finale lungo e persistente chiude un assaggio di grande qualità; lo proverei in abbinamento con dei tagliolini al ragù di capesante.

Lazio Bellone Igp Anthium 2019, Casale del Giglio

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Casale del Giglio fondata nel 1967 può vantare più di centosessanta ettari di vigneto, coniugati in una produzione che si aggira intorno al milione e settecentomila bottiglie all’anno; i vitigni sono molto vari, con un’ampia presenza degli internazionali, Chardonnay, Sauvignon, Viogner, Petit Manseng, Merlot, Shiraz, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, che ben si adattano a quest spicchio di terroir laziale, senza trascurare i locali Trebbiano, Biancolella, Bellone e Cesanese.

Il Lazio Bellone Igp Anthium targato 2019 si presenta di un bel colore giallo paglierino intenso e luminoso, con ampi riflessi dorati, di buona consistenza nel calice; il bouquet olfattivo presenta aromi di ananas, pesca gialla, mango, timo, bergamotto e pietra focaia. Al palato stimola le sensazioni di freschezza e sapidità in modo equilibrato e molto piacevole, avanzando in progressione su complessità minerali e ammandorlate. Caldo e abbastanza morbido, si protrae al palato con buona lunghezza e persistenza aromatica intensa.

Snello ma profondo, un bianco di qualità da abbinare con piatti a base di pesce come le linguine alle vongole.

Lazio Rosso Igp Ferro e Seta 2016, Villa Simone

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Villa Simone si trova in località Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, ed dal 1982 anno della sua fondazione si è dedicata alla realizzazione di vini di alta qualità; oltre metà della produzione viene esportata, essendo capace di soddisfare anche il gusto internazionale, puntando sia sui vitigni locali come la Malvasia, il Cesanese ed il Sangiovese e sia su quelli internazionali come il Merlot ed il Syrah.

Oggi stappiamo l’annata 2016 del Lazio Rosso Igp Ferro e Seta, costituito in parti uguali da Cesanese e Sangiovese, affinato per circa diciotto mesi in barriques nuove; di colore rosso rubino fitto e profondo, limpido  e molto consistente nel calice, si apre all’olfatto con note intese di more, confettura di sambuco, cannella, liquirizia e tabacco.

In bocca esprime una grande corpo, dalla struttura complessa e ricca; caldo e dai tannini eleganti, avvolge il palato con gentilezza per non lasciarlo più: molte le sensazioni che richiamano ancora i frutti di bosco e le spezie. Una vena di freschezza ci accompagna al finale che si allunga nella memoria maestoso e simmetrico.

Ottimo rosso da abbinare a carni di selvaggina come quella di cinghiale.

In località Fulgatore, in provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia, alle pendici del monte Erice, si trova il Barone di Serramarrocco, azienda vitivinicola dedita alla produzione di vini di qualità, sia dai vitigni locali come il Nero d’Avola, il Pignatello, il Grillo e lo Zibibbo, sia da quelli internazionali di origine francese come il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Fondata nel 2007, l’azienda conta ventidue ettari vitati, da cui realizza circa sessantacinquemila bottiglie all’anno; fra queste segnaliamo due prodotti di assoluto interesse: il bianco Quojane, da uve Zibibbo, dall’ottima freschezza ed aromaticità, ed il classico Nero di Serramarrocco, ottenuto da Nero d’Avola in purezza, un rosso intenso e concentrato.

Il Terre Siciliane Zibibbo Igp Quojane di Serramarrocco proveniente dalla vendemmia 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino molto luminoso ed elegante, di media consistenza nel calice; i profumi sono molto intensi ed ampi, con note di melograno, scorza d’arancia, lime, rosmarino e mandorla. Bello l’ingresso in bocca pieno e gustoso, con note pseudocaloriche decise ed un buon equilibrio fra freschezza e sapidità; il finale è lungo e persistentemente, chiudendo un assaggio di grande qualità.

Intensa interpretazione di un classico vitigno siciliano, da provare in abbinamento con dei tagliolini al salmone affumicato.

In contrada Sant’Antonino, a San Severo in provincia di Foggia, sorge l’azienda vitivinicola D’Alfonso del Sordo, figlia di una tradizione di viticoltori che risale al lontano 1860. I vitigni coltivato sono il Bombino Bianco, la Malvasia, il Trebbiano, il Moscato Bianco, il Montepulciano, il Nero di Troia, il Negramaro ed il Cabernet Sauvignon.

Oggi assaggiamo il Puglia Nero di Troia Igp Guado San Leo, le cui uve affinano in barriques di Borgogna di legno di Alliers e Nevers di media tostatura per circa un anno; il prodotto della vendemmia 2012 è un vino di colore rosso rubino fitto, di buona consistenza nel calice. Al naso si apre su note che ricordano la prugna, la mora, la marasca, il pepe nero e la cannella; in bocca scorre con bei tannini incisivi, immersi in una struttura fruttata e di buona complessità. Calore e freschezza ben si supportano in un generale equilibrio; piacevole e dal frutto pieno, chiude con un finale lungo e persistente.

Vino di qualità, espressione di un grande territorio, da provare con formaggi di media – lunga stagionatura.

La storia dell’Azienda Agricola San Salvatore 1988 comincia alle falde del Vesuvio, verso la metà degli anni quaranta; ad oggi questa dinamica realtà esporta i propri prodotti in tutto il mondo,e può contare su 97 ettari, di cui 23 e mezzo di vigneto, ed il resto dedicato a uliveti, frutteti e bosco, con annesso un importante allevamento di bufale.

Passando dalle cifre al calice, assaggiamo oggi uno dei vini più rappresentativi dell’azienda del Cilento, il Paestum Aglianico Igp Omaggio a Gillo Dorfles, realizzato per quanto riguarda l’annata 2013 in sole 7.200 bottiglie, e che suggella in un certo modo l’amicizia fra il proprietario della cantina e l’artista, del quale ogni anno viene riportato in etichetta un disegno; dopo un affinamento durato ventiquattro mesi in barriques di rovere francese nuove questo Aglianico si presenta di un bel colore rosso rubino pieno e fitto, consistente nel calice. Al naso si dimostra molto intenso ed ampio, con un ventaglio di aromi fruttati e speziati, che richiama erbe aromatiche, ciliegie, lavanda, viola essiccata, liquirizia, noce moscata e cuoio; al palato scorre discretamente morbido, con un impianto tannico importante e gustoso. Strutturato e complesso, esprime giusta freschezza e buona sapidità, il tutto in equilibrio e con vigore; generoso il finale, coccola i sensi con una lunga persistenza aromatica, piena e definita.

Un vino del territorio, un grande vino, lo proverei in tavola con dell’agnello al forno.

 

Puglia Negroamaro Igp Orfeo 2015, Paololeo

by Vitocco Francesco on

A San Donaci, in provincia di Brindisi, si trova l’azienda Paololeo, una delle cantine pugliesi ricche di tradizioni familiari e capaci di puntare alla modernità; a partire dai venticinque ettari vitati della Masseria Monticello, dove ad inizio novecento un bisavolo cominciò a vinificare le proprie uve, si è giunti dopo cinque generazioni ad una moderna sede di 17.000 metri quadri ed una capacità di 50.000 ettolitri di vino, con un’invidiabile linea produttiva varia e ricca di campioni di qualità dai vitigni Fiano, Chardonnay, Malvasia Bianca, Malvasia Nera, Primitivo e Negroamaro.

Il Puglia Negroamaro Igp Orfeo proveniente dalla vendemmia 2015 si presenta di un bel colore rosso rubino, con alcune striature granato; consistente nel calice, propone un bouquet olfattivo intenso ed ampio, con richiami alla mora, al ribes, alla prugna, con sentori di cannella e cioccolato. In bocca approccia con calore e piena rotondità, i tannini sono molto ben integrati in una struttura elegante, succosa e nel complesso equilibrata.

Ottimo anche il finale per lunghezza e persistenza, sottolinea un Negroamaro convincente ed avvincente; da provare in abbinamento con il maialino al forno.