Igp

Lazio Bianco Igp Viogner 2019, Casale del Giglio

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Casale del Giglio fondata nel 1967 può vantare più di centosessanta ettari di vigneto, coniugati in una produzione che si aggira intorno al milione e settecentomila bottiglie all’anno; i vitigni sono molto vari, con un’ampia presenza degli internazionali, Chardonnay, Sauvignon, Viogner, Petit Manseng, Merlot, Shiraz, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, che ben si adattano a quest spicchio di terroir laziale, senza trascurare i locali Trebbiano, Biancolella, Bellone e Cesanese.

Il Lazio Bianco Igp Viogner proveniente dalla vendemmia 2019, composto da una piccola percentuale di uve surmature, si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, di media consistenza nel calice; al naso si apre su note floreali, biancospino e gelsomino, ginestra e lavanda, con sentori fruttati di ananas e pesca bianca, finendo con sensazioni di salvia ed erbe officinali.

Snello in bocca, possiede una spiccata freschezza in equilibrio con una sapidità minerale molto piacevole, note pseudocaloriche delicate ed una discreta eleganza; il finale risulta simmetrico e completo, a concludere un assaggio di qualità.

Adatto a vari abbinamenti, lo proverei con del petto di pollo cotto a lungo a basse temperature.

A Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, si trova l’azienda vitivinicola Paolo e Noemia d’Amico, fondata nel 1985 in questo splendido angolo di Tuscia. Trentuno sono gli ettari dedicati alla coltivazione della vite, da cui si ottengono una media di circa centottanta mila bottiglie all’anno dai vitigni internazionali Chardonnay, Semillon, Sauvignon Blanc, Cabernet Franc, Pinot Nero, Merlot e Sirah, ma anche dai locali Grechetto e Trebbiano.

Oggi assaggiamo il Lazio Chardonnay Igp Calanchi di Vaiano, affinato in acciaio per otto mesi e in bottiglia per altri: dalla vendemmia 2018 ci giunge vestito di un bell’abito giallo paglierino intenso e brillante, di media consistenza nel calice.

Grande impatto olfattivo, propone una sequenza di richiami intensi all’albicocca, alla ginestra, alla mimosa ed agli agrumi, con cenni di thè, pepe e zenzero; al palato è succoso e dinamico, di vibrante freschezza e tensione minerale, ancora fruttato e floreale, con una intrigante complessità abbinata ad una sorprendente facilità di beva. Caldo e abbastanza morbido, possiede una struttura che potrà affrontare con soddisfazione l’evoluzione nel tempo.

Il finale lungo e persistente chiude un assaggio di grande qualità; lo proverei in abbinamento con dei tagliolini al ragù di capesante.

Lazio Bellone Igp Anthium 2019, Casale del Giglio

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Casale del Giglio fondata nel 1967 può vantare più di centosessanta ettari di vigneto, coniugati in una produzione che si aggira intorno al milione e settecentomila bottiglie all’anno; i vitigni sono molto vari, con un’ampia presenza degli internazionali, Chardonnay, Sauvignon, Viogner, Petit Manseng, Merlot, Shiraz, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon, che ben si adattano a quest spicchio di terroir laziale, senza trascurare i locali Trebbiano, Biancolella, Bellone e Cesanese.

Il Lazio Bellone Igp Anthium targato 2019 si presenta di un bel colore giallo paglierino intenso e luminoso, con ampi riflessi dorati, di buona consistenza nel calice; il bouquet olfattivo presenta aromi di ananas, pesca gialla, mango, timo, bergamotto e pietra focaia. Al palato stimola le sensazioni di freschezza e sapidità in modo equilibrato e molto piacevole, avanzando in progressione su complessità minerali e ammandorlate. Caldo e abbastanza morbido, si protrae al palato con buona lunghezza e persistenza aromatica intensa.

Snello ma profondo, un bianco di qualità da abbinare con piatti a base di pesce come le linguine alle vongole.

Lazio Rosso Igp Ferro e Seta 2016, Villa Simone

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Villa Simone si trova in località Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, ed dal 1982 anno della sua fondazione si è dedicata alla realizzazione di vini di alta qualità; oltre metà della produzione viene esportata, essendo capace di soddisfare anche il gusto internazionale, puntando sia sui vitigni locali come la Malvasia, il Cesanese ed il Sangiovese e sia su quelli internazionali come il Merlot ed il Syrah.

Oggi stappiamo l’annata 2016 del Lazio Rosso Igp Ferro e Seta, costituito in parti uguali da Cesanese e Sangiovese, affinato per circa diciotto mesi in barriques nuove; di colore rosso rubino fitto e profondo, limpido  e molto consistente nel calice, si apre all’olfatto con note intese di more, confettura di sambuco, cannella, liquirizia e tabacco.

In bocca esprime una grande corpo, dalla struttura complessa e ricca; caldo e dai tannini eleganti, avvolge il palato con gentilezza per non lasciarlo più: molte le sensazioni che richiamano ancora i frutti di bosco e le spezie. Una vena di freschezza ci accompagna al finale che si allunga nella memoria maestoso e simmetrico.

Ottimo rosso da abbinare a carni di selvaggina come quella di cinghiale.

In località Fulgatore, in provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia, alle pendici del monte Erice, si trova il Barone di Serramarrocco, azienda vitivinicola dedita alla produzione di vini di qualità, sia dai vitigni locali come il Nero d’Avola, il Pignatello, il Grillo e lo Zibibbo, sia da quelli internazionali di origine francese come il Cabernet Franc ed il Cabernet Sauvignon. Fondata nel 2007, l’azienda conta ventidue ettari vitati, da cui realizza circa sessantacinquemila bottiglie all’anno; fra queste segnaliamo due prodotti di assoluto interesse: il bianco Quojane, da uve Zibibbo, dall’ottima freschezza ed aromaticità, ed il classico Nero di Serramarrocco, ottenuto da Nero d’Avola in purezza, un rosso intenso e concentrato.

Il Terre Siciliane Zibibbo Igp Quojane di Serramarrocco proveniente dalla vendemmia 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino molto luminoso ed elegante, di media consistenza nel calice; i profumi sono molto intensi ed ampi, con note di melograno, scorza d’arancia, lime, rosmarino e mandorla. Bello l’ingresso in bocca pieno e gustoso, con note pseudocaloriche decise ed un buon equilibrio fra freschezza e sapidità; il finale è lungo e persistentemente, chiudendo un assaggio di grande qualità.

Intensa interpretazione di un classico vitigno siciliano, da provare in abbinamento con dei tagliolini al salmone affumicato.

In contrada Sant’Antonino, a San Severo in provincia di Foggia, sorge l’azienda vitivinicola D’Alfonso del Sordo, figlia di una tradizione di viticoltori che risale al lontano 1860. I vitigni coltivato sono il Bombino Bianco, la Malvasia, il Trebbiano, il Moscato Bianco, il Montepulciano, il Nero di Troia, il Negramaro ed il Cabernet Sauvignon.

Oggi assaggiamo il Puglia Nero di Troia Igp Guado San Leo, le cui uve affinano in barriques di Borgogna di legno di Alliers e Nevers di media tostatura per circa un anno; il prodotto della vendemmia 2012 è un vino di colore rosso rubino fitto, di buona consistenza nel calice. Al naso si apre su note che ricordano la prugna, la mora, la marasca, il pepe nero e la cannella; in bocca scorre con bei tannini incisivi, immersi in una struttura fruttata e di buona complessità. Calore e freschezza ben si supportano in un generale equilibrio; piacevole e dal frutto pieno, chiude con un finale lungo e persistente.

Vino di qualità, espressione di un grande territorio, da provare con formaggi di media – lunga stagionatura.

La storia dell’Azienda Agricola San Salvatore 1988 comincia alle falde del Vesuvio, verso la metà degli anni quaranta; ad oggi questa dinamica realtà esporta i propri prodotti in tutto il mondo,e può contare su 97 ettari, di cui 23 e mezzo di vigneto, ed il resto dedicato a uliveti, frutteti e bosco, con annesso un importante allevamento di bufale.

Passando dalle cifre al calice, assaggiamo oggi uno dei vini più rappresentativi dell’azienda del Cilento, il Paestum Aglianico Igp Omaggio a Gillo Dorfles, realizzato per quanto riguarda l’annata 2013 in sole 7.200 bottiglie, e che suggella in un certo modo l’amicizia fra il proprietario della cantina e l’artista, del quale ogni anno viene riportato in etichetta un disegno; dopo un affinamento durato ventiquattro mesi in barriques di rovere francese nuove questo Aglianico si presenta di un bel colore rosso rubino pieno e fitto, consistente nel calice. Al naso si dimostra molto intenso ed ampio, con un ventaglio di aromi fruttati e speziati, che richiama erbe aromatiche, ciliegie, lavanda, viola essiccata, liquirizia, noce moscata e cuoio; al palato scorre discretamente morbido, con un impianto tannico importante e gustoso. Strutturato e complesso, esprime giusta freschezza e buona sapidità, il tutto in equilibrio e con vigore; generoso il finale, coccola i sensi con una lunga persistenza aromatica, piena e definita.

Un vino del territorio, un grande vino, lo proverei in tavola con dell’agnello al forno.

 

Puglia Negroamaro Igp Orfeo 2015, Paololeo

by Vitocco Francesco on

A San Donaci, in provincia di Brindisi, si trova l’azienda Paololeo, una delle cantine pugliesi ricche di tradizioni familiari e capaci di puntare alla modernità; a partire dai venticinque ettari vitati della Masseria Monticello, dove ad inizio novecento un bisavolo cominciò a vinificare le proprie uve, si è giunti dopo cinque generazioni ad una moderna sede di 17.000 metri quadri ed una capacità di 50.000 ettolitri di vino, con un’invidiabile linea produttiva varia e ricca di campioni di qualità dai vitigni Fiano, Chardonnay, Malvasia Bianca, Malvasia Nera, Primitivo e Negroamaro.

Il Puglia Negroamaro Igp Orfeo proveniente dalla vendemmia 2015 si presenta di un bel colore rosso rubino, con alcune striature granato; consistente nel calice, propone un bouquet olfattivo intenso ed ampio, con richiami alla mora, al ribes, alla prugna, con sentori di cannella e cioccolato. In bocca approccia con calore e piena rotondità, i tannini sono molto ben integrati in una struttura elegante, succosa e nel complesso equilibrata.

Ottimo anche il finale per lunghezza e persistenza, sottolinea un Negroamaro convincente ed avvincente; da provare in abbinamento con il maialino al forno.

Terre Siciliane Nero d’Avola Igp 2014, Di Giovanna

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Di Giovanna si trova in Contrada San Giacomo, in località Sambuca di Sicilia; seppur fondata nel 1996, la cantina condotta dai due fratelli Klaus e Gunther ha portato avanti una lunghissima tradizione di famiglia risalente addirittura alla seconda metà dell’ottocento. Gli ettari vitati sono circa sessanta, disposti fra Sambuca di Sicilia e Contessa Entellina, dove vengono coltivati i vitigni tipici del territorio: Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Grillo, coadiuvati da varietà internazionali come Syrah, Merlot, Cabernet Sauvignon, Viogner e Sauvignon Blanc.

Il Terre Siciliane Nero d’Avola Igp affina per metà in barrique e per metà in acciaio, per un periodo di sei mesi; il frutto della vendemmia 2014 si presenta di un bel colore rosso rubino luminoso, consistente nel calice, da cui provengono note di frutti di bosco, macchia mediterranea, mirto, con soffi di liquirizia e tabacco. Al palato è importante e ricco di tannini ben amalgamati in una struttura robusta e fruttata, solcata da una vena di freschezza decisa; avvolgente e molto piacevole, regala un finale lungo e persistente.

Lo proverei in abbinamento con il coniglio alla cacciatora.

Venezia Giulia Vitovska Igp 2012, Zidarich

by Vitocco Francesco on

A Duino Aurisina, in provincia di Trieste, si trova la cantina Zidarich, una delle aziende vitinicole più importanti del Carso; fondata nel 1988 e condotta da Benjamin Zidarich, è riuscita con il passare delle vendemmie ad innalzare sempre di più l’asticella della qualità, con il grande merito di aver interpretato al meglio un territorio molto particolare, non facile da coltivare a vite, con alcuni autoctoni molto interessanti e tipici di questa zona. Le uve a bacca bianca sono la Malvasia Istriana, la Vitovska ed il Sauvignon, mentre quella a bacca rossa è il Terrano, o Refosco dal Peduncolo Verde, per una produzione annua che si aggira intorno alle venticinquemila bottiglie.

Oggi assaggiamo il Venezia Giulia Vitovska Igp, che per l’annata 2012 si presenta di un bel colore giallo dorato, fitto e mediamente consistente nel calice, con i segni tipici della mancata filtrazione; al naso propone note di pesca, menta, ananas, canditi ed un’importante scia minerale che si ritrova piacevolmente anche in bocca. Fresco e sapido, strutturato ma di grande piacevolezza e bevibilità, chiude con buona persistenza e lunghezza un assaggio di ottima fattura.

Vino di grande interesse e tipicità, lo proverei in abbinamento con un risotto con zucca e finferli.