Aglianico del Vulture

La cooperativa Cantina di Venosa è stata fondata nel 1957 ed è ad oggi una delle realtà vinicole più significative ed importanti della Basilicata; dai circa ottocento ettari vitati vengono realizzate una media di ottocentomila bottiglie all’anno, con il vitigno a bacca rossa Aglianico a farla da padrona.

Dalla linea top dell’azienda lucana assaggiamo l’Aglianico del Vulture Dop Gesualdo da Venosa, ottenuto da vigneti posti fra i quattrocento ed i cinquecento metri di altitudine sul livello del mare, con una parte delle uve che affina in legno per nove mesi ed una parte in acciaio inox ed un’ulteriore risposo in bottiglia di almeno quattro mesi; dalla vendemmia 2020 ci giunge nel calice un vino di colore rosso rubino fitto e luminoso, molto consistente.

Al naso espone un prezioso corredo di aromi di prugna matura, cardamomo, vaniglia, cannella, pepe nero e cioccolato; ottimo l’attacco al palato, caldo e pieno, sapido e fresco, con tannini importanti ben inglobati in una struttura maestosa. Di buon corpo, risulta complesso e profondo, con un finale decisamente lungo e persistente; da provare in abbinamento con la spalla di agnello al forno.

L’azienda vitivinicola Paternoster si trova in località Barile, in provincia di Potenza, ed è parte del gruppo Tommasi, nato nel lontano 1902 e capace di infondere qualità in ogni progetto condotto mondo del vino: i numeri ci raccontano di quasi seicento ettari e sei tenute in Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia e qui appunto, nella parte settentrionale della Basilicata. Siamo nella terra del Vulture, dove il vitigno Aglianico è storico ed ha trovato una delle sue terre d’elezione, con espressioni meravigliose e di qualità.

Dedicato al fondatore dell’azienda Paternoster, l’Aglianico del Vulture Superiore Docg Don Anselmo viene affinato per dodici mesi in botti grandi di rovere di Slavonia all’80% e per il restante 20% in barriques francesi non nuove, con una successiva sosta in bottiglia di almeno sette mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e luminoso, molto consistente nel calice.

Al naso sprigiona aromi di marasca, ribes, prugna matura, liquirizia, tabacco e cannella, intensi ed ampi; in bocca è caldo, con tannini gustosi e fitti, immersi in una struttura importante e complessa. Non manca di freschezza e sapidità, eleganza ed imponenza, con un finale lungo e molto persistente.

Aglianico di grande qualità, un vero e proprio punto di riferimento nel Vulture, tradizionale ma sempre al passo con i tempi; da provare in tavola in abbinamento con del gustoso capretto al forno.

La cooperativa Cantina di Venosa è stata fondata nel 1957 ed è ad oggi una delle realtà vinicole più significative ed importanti della Basilicata; dai circa ottocento ettari vitati vengono realizzate una media di ottocentomila bottiglie all’anno, con il vitigno a bacca rossa Aglianico a farla da padrona.

Dalla linea top dell’azienda lucana assaggiamo l’Aglianico del Vulture Dop Gesualdo da Venosa, ottenuto da vigneti posti fra i quattrocento ed i cinquecento metri di altitudine sul livello del mare, con una parte delle uve che affina in legno per nove mesi ed una parte in acciaio inox ed un’ulteriore risposo in bottiglia di almeno quattro mesi; l’annata 2017 possiede un bel colore rosso rubino con leggeri riflessi porporini, di buona consistenza nel calice.

Il bouquet olfattivo è ampio ed intenso, con note di prugna matura, marasca, ginepro, chiodi di garofano e menta, tabacco biondo e cannella; al palato si percepisce morbido, con tannini educati, buona verve fresco – sapida e un’ottima espressione del frutto. Corposo e complesso, giunge al finale con discreto equilibrio ed una lunga persistenza pseudoaromatica.

Aglianico molto territoriale e di impatto, da sposare con piatti a base di carne saporiti e gustosi.

Situata in località Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, l’azienda vitivinicola Cantine del Notaio rappresenta uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la produzione di vini di qualità dal classico vitigno Aglianico, nella sua versione che rende pregiata la Basilicata. Nata nel 1998, negli anni questa splendida cantina è stata in grado di realizzare prodotti di eccellenza, interpretando e rendendo grande la tradizione vinicola locale.

Dei tanti gioielli aziendali assaggiamo oggi l’Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio, affinato in grotte naturali di tufo vulcanico in carati o tonneaux di rovere francese per almeno dodici mesi; l’annata 2015 si presenta di un bel colore rosso rubino acceso con leggeri riflessi che richiamano il granato, molto consistente nel calice. Il bouquet olfattivo è ampio e generoso, con note di prugna e marasca, viola essiccata e sottobosco, cannella, chiodi di garofano e cioccolato; in bocca è monumentale, pieno, goloso e succoso, con tannini già splendidi ma che si levigheranno ancora. Fresco, caldo, fruttato e speziato, soddisfacente per pienezza ed equilibrio, con un finale importante, molto lungo e molto persistente.

Grande Aglianico, di qualità eccellente, da provare in abbinamento con la selvaggina.

 

La cooperativa Cantina di Venosa è stata fondata nel 1957 ed è ad oggi una delle realtà vinicole più significative ed importanti della Basilicata; dai circa ottocento ettari vitati vengono realizzate una media di ottocentomila bottiglie all’anno, con il vitigno a bacca rossa Aglianico a farla da padrona.

Oggi stappiamo l’annata 2013 dell’Aglianico del Vulture Dop Carato Venusio, un vino che subisce un affinamento di circa un anno e mezzo in barrique ed uno in bottiglia; di colore rosso granato, piuttosto consistente nel calice, si apre con vigore al naso ricordando note di marasca, prugna, sottobosco, liquirizia, frutta secca e cuoio.

In bocca si apprezza una bella trama tannica, ben supportata da una grande struttura ed un succoso frutto maturo; morbido ma anche fresco, richiama quanto percepito all’olfatto, spaziando dalla frutta alle spezie toccando un buon equilibrio. Lungo e ed appagante il finale, chiude l’assaggio di un vino di ottima qualità, da provare in abbinamento con la carne di agnello.

Quando si parla di Aglianico del Vulture, uno dei vini rossi di qualità più complessi del sud Italia, non si può non pensare alla Casa Vinicola D’angelo: fondata nel lontano 1930 da Rocco d’Angelo, nonno degli attuali titolari, vanta circa quaranta ettari vitati per una produzione annua che si attesta intorno alle quattrocentomila bottiglie, per lo più dal vitigno Aglianico. La cantina sorge a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, nel cuore della denominazione di origine controllata Aglianico del Vulture, dove i vigneti crescono a circa cinquecento metri sul livello del mare, su di un terreno in prevalenza vulcanico. Oggi assaggiamo uno dei capolavori della cantina D’Angelo, l’ Aglianico del Vulture Riserva Doc Caselle, vino che viene lasciato affinare in botte grande per ben ventiquattro mesi: l’annata 2008 si presenta di colore rosso rubino con accenni granato, consistente nel calice. Al naso arrivano note di viola essiccata, prugna matura, pepe, chiodi di garofano, cardamomo, nocciole, caffè e cuoio; in bocca si apprezza subito una struttura eccellente, buona sapidità e freschezza in equilibrio, ed una scia tannica fitta e potente, ma ben amalgamata nel frutto; lungo e ricco il finale, da provare in abbinamento con l’agnello al forno.