Cru Bourgeois Haut – Médoc A.O.C., Château d’Agassac: 2012, 2011 e 2008

by Vitocco Francesco on

Il bellissimo Château d’Agassac si trova nell’Haut – Médoc, precisamente in località Ludon – Médoc, a poca distanza dalla città di Bordeaux, una delle più prestigiose capitali mondiali del buon vino, soprattutto quello rosso a base Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Il taglio bordolese che qui si produce, affonda le proprie radici nella storia, essendo stato classificato nel 1932 Cru Bourgeois Exceptionnel. L’area coltivata conta un circa quaranta ettari vitati, distribuiti quasi in parti uguali fra Merlot e Cabernet Sauvignon, con una piccola parte dedicata al Cabernet Franc.

Oggi abbiamo la fortuna di assaggiare in sequenza tre annate del Cru Bourgeois Haut – Médoc A.O.C. Château d’Agassac, cominciando con la 2012, arrivando alla 2008 passando per la 2011.

Dalla vendemmia 2012 ci giunge nel calice un liquido di colore rosso rubino fitto e luminoso, piuttosto consistente nel calice; al naso si individuano facilmente sentori di violetta, papavero, ribes e spezie dolci, molto intenso. In bocca risulta caldo e discretamente morbido, con tannini già lavorati e piuttosto ben amalgamati in una struttura ancora succosa e fresca. Di media persistenza, un vino già pronto per la beva.

L’annata 2011 risulta sempre di un’ineccepibile colore rosso rubino intenso e luminoso, consistente nel bicchiere da cui provengono ampi richiami ai frutti di bosco, di prugna e di ciliegia. In bocca scorre con molta vitalità, i tannini sono ben presenti e la struttura nel complesso risulta più omogenea, seppur meno complessa della 2012. Il tenore del vino è sempre di alto livello, con una chiusura piena e convincente.

Il campione del 2008 risulta di un colore rosso rubino con ampi riflessi color granato, consistente nel calice; i profumi decisamente più articolati passano attraverso la frutta ed i fiori, per arrivare a note intense di cannella, pepe nero e rabarbaro. Più complesso ed elegante al palato rispetto alle annate più giovani, i tannini sono più docili ed eleganti, perfettamente integrati nel corpo del vino. Ottimo l’equilibrio complessivo, di buona persistenza il finale.

Written by: Vitocco Francesco

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