Vini

Basilicata Igt Il Rogito 2020, Cantine del Notaio

by Vitocco Francesco on

Situata in località Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, l’azienda vitivinicola Cantine del Notaio rappresenta uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la produzione di vini di qualità dal classico vitigno Aglianico, nella sua versione che rende pregiata la Basilicata. Nata nel 1998, negli anni questa splendida cantina è stata in grado di realizzare prodotti di eccellenza, interpretando e rendendo grande la tradizione vinicola locale.

Oggi assaggiamo il Basilicata Igt Il Rogito, proveniente dalla vendemmia 2020, il quale scorre nel calice con un bel colore rosa, carico e  decisamente intenso, luminoso e di buona consistenza; al naso è molto ampio e fruttato, con richiami ai lamponi, alle more, alla rosa, ai chiodi di garofano ed alle spezie dolci.

L’ingresso al palato è fresco e sapido, ma al contempo morbido e rotondo, con un bel frutto in evidenza; è un rosato importante, piacevole ed elegante, ma anche complesso e strutturato. Il finale riassume le sensazioni precedentemente percepite chiudendo con coerenza ed armonia.

Ottima versione di Aglianico perfetta da portare in tavola, molto versatile, accompagnerà benissimo primi piatti con vari sughi di carne.

Nel distretto vinicolo del Palatinato, in tedesco Pfalz, sorge a Deidesheim l’azienda Von Winning, una realtà di circa quarantaquattro ettari vitati dedicati in larga maggioranza al vitigno Riesling. Fondata nel lontano 1849, raggiunge oggigiorno una produzione di circa duecentosessantamila bottiglie l’anno, completando l’assortimento con interessanti versioni di Sauvignon Blanc, Chardonnay, Weissburgunder e Pinot Noir.

L’annata 2019 del Riesling Deideisheimer Mäushöle Trocken si veste di un bel colore giallo paglierino, mediamente consistente nel calice; il profilo olfattivo si caratterizza attraverso gradazioni intense di agrumi, frutta tropicale, pompelmo ed erbe officinali, con classici sentori minerali e affumicati sempre sullo sfondo; in bocca scorre tagliente e quasi piccante, ben sostenuto da una bella struttura compatta e da note pesudocaloriche molto piacevoli. Agile e pieno, regala un finale calibrato e molto elegante, perfettamente coerente e generosamente lungo.

Riesling di grande qualità, da provare con un buon filetto di salmone.

Dal magnifico Castello di Lieser in Mosella provengono alcuni dei migliori Riesling del mondo, grazie al lavoro eccellente di Thomas Haag e della sua famiglia; dai diciotto ettari vitati sbocciano ogni anno circa novantamila bottiglie di Riesling, dai vari stili in base ai diversi residui zuccherini e dai diversi vigneti.

Oggi ci versiamo nel calice l’annata 2017 del Riesling Brauneberg Juffer Kabinett, dotato di un bel colore giallo paglierino splendente, di buona intensità nel calice; al naso si apprezza una vera e propria sinfonia di richiami fruttati e speziati, in particolare pesca bianca, agrumi, ananas, pera, con cenni di salvia e una grande mineralità che abbraccia e compatta il tutto.

L’approccio al palato è morbido, bilanciato fra la freschezza tipica del vitigno e la grande mineralità eredità del terreno, con note pseudocaloriche  ed un buon residuo zuccherino che accentuano ed agevolano una grande rotondità. Avvolgente e molto piacevole, chiude con un finale elegante, pieno e decisamente persistente.

Un Riesling di classe e carattere, da seguire anche in una evoluzione nel tempo che potrà dare soddisfazione; in tavola ora lo porterei con dei formaggi erborinati non troppo stagionati.

Riesling Alte Reben Trocken 2020, Reichsgraf von Kesselstatt

by Vitocco Francesco on

In località Morscheid, nella Mosella del vino tedesco, sorge la storica azienda vitivinicola Weingut Reichsgraf von Kesselstatt, fondata nel lontano 1377. Disposta su circa trentasei ettari vitati, produce una media di duecentoventimila bottiglia l’anno, concentrandosi quasi esclusivamente sul vitigno Riesling.

Il Riesling Alte Reben Trocken 2020 si presenta di un bel colore giallo paglierino, di media consistenza nel calice; al naso si esprime con note di pera matura e pompelmo, a tratti anice stellato, gelsomino e agrumi. In bocca si dimostra perfettamente coerente, precisa ed elegante, con una freschezza dirompente ed una spalla sapida decisa; caldo e succoso, si distende in un allungo finale fine e persistente.

Riesling impeccabile, suadente e delicato, profondo ed assai piacevole, da abbinare a dei tortelli di zucca conditi con salvia e burro.

Riesling Zöbing Ried Heiligenstein 2017, Schloss Gobelsburg

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Schloss Gobelsburg si trova nell’omonima località situata nel distretto chiamato Kamptal, nella parte a nord – est dell’Austria; i vigneti si distendono intorno allo storico castello, le cui origini risalgono al lontano 1171, con una netta prevalenza delle uve a bacca bianca quali Grüner Veltliner e Riesling in primis, con le più classiche versioni ferme, secche e dolci, ma anche in versione spumante, con una interessante saldo di uve a bacca rossa, Merlot, Pinot Noir, St. Laurent e Zweigelt, per una produzione totale che può raggiungere le trecentomila bottiglie all’anno.

Il Riesling Zöbing Ried Heiligenstein si presenta per quanto riguarda l’annata 2017 di un vivace colore giallo paglierino, di media consistenza; dal calice si apprezzano intense note di sambuco, pera, ananas, con richiami allo zenzero ed all’anice, sottolineati da una linea minerale importante.

In bocca scorre freschissimo, con buona sapidità e note pseudocaloriche delicate, ben inquadrate in una struttura verticale e ricca di frutto; lungo ed elegante il finale, chiude in bellezza l’assaggio di un Riesling generoso e di ottima fattura.

 

Da provare in abbinamento con degli spaghettini di soia alle verdure.

Silvaner Casteller Schlossberg GG Trocken 2013, Weingut Castell

by Vitocco Francesco on

A metà strada fra le città di Norimberga e Würzburg, nel distretto vinicolo tedesco chiamato Franken, sorge la storica azienda vitivinicola Weingut Castell, le cui origini risalgono addirittura al 1057 ed è giunta ormai alla ventiseiesima generazione. Distesa su circa settanta ettari vitati, la produzione media di quattrocentocinquanta bottiglie all’anno si concentra in prevalenza su vitigno Silvaner, con interessanti interpretazioni anche di Müller – Thurgau, Weissburgunder, Riesling e qualità a bacca rossa.

Siamo nella terra d’elezione del Silvaner e ne assaggiamo una pregiata versione risalente alla vendemmia 2013, il Silvaner Casteller Schlossberg GG Trocken; dalla splendida e tipica bottiglia panciuta chiamata bocksbeutel giunge nel calice vestito di un bel colore giallo paglierino scintillante, di buona consistenza. Gli aromi che solleticano l’olfatto sono intensi e generosi, con richiami alla mela, alla salvia ed alla camomilla, ed ancora gelsomino, ananas e melone. Al sorso emerge una bella freschezza intrecciata ad una sapidità minerale molto piacevole, ben amalgamata con la vena alcolica calibrata; elegante e di spessore, soddisfa il palato avvolgendolo con richiami fruttati puntuali che giungono pienamente ad un finale lungo e persistente.

Un Silvaner di grande qualità, espressione di un territorio e di un grande lavoro umano; lo proverei in abbinamento con una trota salmonata accompagnata da una  salsa remoulade.

Grüner Veltliner Ried Scheiben 2020, Weingut Leth

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola della famiglia Leth si trova a Fels nel Wagram, distretto vinicolo situato ad Ovest di Vienna, nel nord dell’Austria; ormai giunta alla terza generazione, l’avventura di questa cantina cominciò nel 1960 con Franz e Barbara Leth, poi con i figli Franz e Erich, che hanno condotto l’azienda negli anni ottanta e novanta, e ora con Franz Jr., che recentemente è diventato responsabile per la linea vini della tenuta.

Il vitigno più coltivato qui nel Wagram è il Grüner Veltliner e più della metà dei 42 ettari della famiglia Leth vengono coltivati proprio con quest’uva; ma su questo terreno roccioso e ghiaioso crescono molto bene anche varietà come il bianco Riesling e le rosse Pinot Nero e Zweigelt.

Il Grüner Veltliner Ried Scheiben proveniente dalla vendemmia 2020 si presenta di un bel colore giallo paglierino splendente, di media consistenza nel calice; al naso ammalia con intensi richiami alla pera, alla banana, alle erbe officinali, con cenni di scorza di limone, biancospino e fiori di acacia. Elegante l’ingresso al palato e la distensione progressiva su note che ripropongono una certa simmetria con quanto appena apprezzato all’olfatto, con una decisa linea sapida e minerale, con note pesudocaloriche misurate ed una grande concentrazione del frutto.

Diretto e pieno, regala un finale lungo e persistente, chiaro e raffinato; un ottimo Grüner Veltliner, espressivo e di personalità, da provare in tavola con primi a base di pesce come le linguine ai canestrelli.

Villány Cuvée Kopar 2017, A.Gere

by Vitocco Francesco on

Situata in località Villány, nella parte centro-meridionale dell’Ungheria, l’azienda vitivinicola Attila Gere rappresenta uno dei punti di riferimento nazionale per la produzione di vini di alta qualità. Viticoltori da sette generazioni, attraversata la lunga parentesi comunista, è a partire dagli anni novanta che la cantina magiara si è imposta con etichette importanti e apprezzate anche al di fuori della nazione; ad oggi vengono coltivati a vite circa settantacinque ettari, distribuiti fra le varietà Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot, Portugieser, Pinot Noir, Syrah, Medoc Noir, Tempranillo, Kéfrankos e Fekete Járdovány.

Oggi assaggiamo il Villány Cuvée Kopar, composto per metà da Cabernet Franc, per il 40% da Merlot e dal rimanente 10% da Cabernet Sauvignon, affinato in botti per circa sedici mesi; l’annata 2017 si presenta di un colore rosso rubino molto fitto e consistente nel calice, da cui emergono aromi intensi di more, marasche, peperone verde, cannella e cioccolato.

Profondo al palato, scorre con tannini ben lavorati ed amalgamati in una struttura compatta e decisa; caldo, fresco e sapido, ripropone quanto percepito al naso esprimendo un frutto pieno e succoso.

Di buon equilibrio, esprime perfettamente un territorio generoso e dalla grande tipicità; da provare in abbinamento con il classico gulasch.

Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl 2017, Ronco Severo

by Vitocco Francesco on

Come possiamo leggere nella lettera ai clienti e consumatori, che riporto in calce, l’azienda vitivinicola Ronco Severo produce vini “genuini, di colore molto intenso, che durano nel tempo evitando di aggiungere conservanti”. A questo, mi permetto di aggiungere altri due aggettivi: emozionanti ed eccezionali.

Ci troviamo a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, e l’azienda, fondata nel 1962 dal padre Severo, è costituita oggi da Stefano Novello e dalla sua splendida famiglia, persone eccezionali come i loro vini, frutto questi di un vero e proprio cambiamento “di mentalità” nell’approccio alla viticoltura iniziato nel 1999, e lanciato, se così possiamo dire, già nel 1990 con l’acquisto delle prime barriques. Seguiranno le lunghe macerazioni, la riduzione delle rese e l’inizio di una viticoltura responsabile non sempre capita ed apprezzata nel modo corretto; ad oggi Stefano è un vero e proprio artigiano del vino, capace di interpretare con classe vitigni come il Friulano, la Ribolla Gialla, il Pinot Grigio, lo Schioppettino, il Refosco ed il Merlot.

Oggi assaggiamo il Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl proveniente dalla vendemmia 2017, affinato in barriques nuove per ventiquattro mesi; senza filtrazioni o chiarifiche, dopo un’ulteriore sosta in bottiglia di quasi due anni ci giunge nel calice vestito di un bel manto rosso rubino fitto e scuro, decisamente consistente nel calice dove, a diciotto gradi di servizio, si apre al naso con grande espressività ed intensità; il profilo olfattivo è intrigante, con una sequenza di note che richiamano il pepe nero, il sottobosco, le prugne, la carruba, i chiodi di garofano ed a tratti la cannella e la china, di grande ampiezza e generosità.

Al palato è morbido e rotondo, elegante più che potente, con un’espressione del frutto piena e ben delineata; sapido e fresco, con belle note pseudocaloriche perfettamente calibrate, chiude con un finale molto lungo e persistente.

Un Merlot di grande qualità, armonico e complesso, delicato ma al tempo stesso vigoroso, davvero una delizia per il palato e per lo spirito.

Alto Adige Lagrein Doc Riserva Tor di Lupo 2017, Cantina Andriano

by Vitocco Francesco on

Fondata nel lontano 1893, la cantina di Andriano è per questo la più antica e ricca di tradizione dell’Alto Adige; lungo la via che da Bolzano porta a Merano, dal 2008 è subentrata la conduzione da parte della Cantina di Terlano, la quale ha saputo portane avanti i valori e la conclamata ed affermata qualità.

L’Alto Adige Lagrein Doc Riserva Tor di Lupo, dopo un affinamento di dodici mesi in barrique ed una sosta in bottiglia, si presenta per l’annata 2017 vestito di un bel colore rosso rubino, di buona consistenza nel calice; all’olfatto è generoso e ampio, con una scia intensa di marasca e prugna, a cui fanno seguito note di viola essiccata, cioccolato e cannella.

Al palato esprime tannini gentili, immersi in una struttura succosa, vigorosa e di buona morbidezza, con note pseudocaloriche calibrate ed una complessità di richiami incisiva; la linea fresco – sapida confeziona e dispone sensazioni fruttate e speziate, verso un finale molto lungo e persistente.

Lagrein ben equilibrato e di grande tipicità, elegante e convincente, da provare in tavola con piatti gustosi come la tasca di vitello ai funghi porcini.