Assaggi Emozionanti

Champagne La Grande Année Brut 2014, Bollinger

by Vitocco Francesco on

La storica Maison Bollinger è stata fondata nel 1829, ad Aÿ nella Vallée de la Marne, e ad oggi si estende su circa centosettantanove ettari di proprietà, centoquattro di questi a Pinot Noir, quarantasei a Chardonnay e ventisette a Pinot Meunier, per la maggior parte situati fra Aÿ, Cuis, Tauxières e Verzenay. Nota per l’usanza di conservare i “vins de reserve” nelle magnum, produce mediamente circa tre milioni di bottiglie l’anno, con una linea produttiva di grande qualità e riconoscibilità.

Lo Champagne La Grande Année Brut, uno dei vessilli aziendali realizzato solo nelle annate migliori, per quanto riguarda il millesimo 2014 è composto al 61% da Pinot Nero, dai territori di Aÿ e Verzenay, e al 39% da Chardonnay proveniente da Chouilly e Oiry, per un totale di diciannove crus; dopo la fermentazione avvenuta completamente in fusti di legno è lasciato sui lieviti per oltre sessanta mesi, con un dosaggio moderato di circa otto grammi per litro.

Versato nel calice possiede un brillante colore giallo paglierino con riflessi che virano al dorato, impreziosito da lunghe catene di fini bollicine, molto numerose e molto persistenti; al naso si apre con intensi ricordi di bergamotto, pesca, ciliegia, rosa essiccata e cedro, con cenni all’ananas, alla nocciola ed al pepe bianco. In bocca è grande la sinergia fra freschezza e sapidità, con un bellissima linea minerale che si intreccia ad un corpo strutturato ed energico, ma al tempo stesso leggero ed elegante. In continua progressione, emergono richiami fruttati e sensazioni floreali, un’avvolgente cremosità che prepara il finale lungo e molto persistente.

Champagne d’autore, giovane e già bellissimo, attraverserà gli anni senza timore ed in splendida forma, verso orizzonti che non saranno mai confini; in tavola oggi lo porterei in abbinamento con dei tagliolini al ragù di capesante e zucchine.

Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois 2019, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Il Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois è uno dei migliori vini bianchi d’Italia, fermenta in barriques di rovere francese da trecento lt e poi viene affinato “sur lie” per un anno, per terminare con qualche ulteriore mese in bottiglia.

Di colore giallo paglierino con ampie concessioni dorate, l’annata 2019 regala all’olfatto ampie e ricercate note di gelsomino, salvia, pompelmo, ananas e pesca bianca, con sensazioni soffuse di vaniglia ed agrumi; una poesia al palato, si sostiene in una simmetria di mineralità e freschezza, morbidezza rotonda e note pseudocaloriche calibrate, con un’espressione piena del frutto ed un’eleganza invidiabile. Elegante e soddisfacente, profondo ma leggiadro, emoziona con un finale lungo e molto persistente, armonico ed appagante.

Ormai un patrimonio della nostra enologia, lo proverei in tavola con della pasta fresca al ragù di corte.

Alto Adige Sauvignon Doc Exclusiv 2019, Plonerhof

by Vitocco Francesco on

La tenuta vitivinicola Plonerhof si trova in località Marlengo, su di un’invidiabile posizione panoramica sulla valle sottostante, a due passi dalla cittadina di Merano. Proprietà della famiglia Tutzer, che a coronamento di una lunghissima tradizione di successo nella vivaistica, decisero di puntare sin da subito sull’eccellenza e sull’alta qualità dei propri vini; dalla splendida e moderna cantina  e dai vigneti circostanti nascono alcuni dei migliori Sauvignon Blanc e Pinot Nero dell’Alto Adige, capaci di mietere successi e conquistare consensi in tutta Europa e nel mondo.

Oggi ci versiamo nel calice l’annata 2019 dell’ Alto Adige Sauvignon Doc Exclusiv, vinificato esclusivamente in botti grandi di legno: di colore giallo paglierino splendente, possiede una buona consistenza nel calice da cui sprigiona aromi molto intensi ed eleganti di salvia, mimosa, fiori di sambuco e pesca bianca, seguiti da affondi minerali e agrumati.

In bocca accarezza e solletica il palato con un magistrale equilibrio fra sapidità e freschezza, note pesudocaloriche ed un grande corpo, snello, progressivo e compatto. Finezza e complessità si distendono in un finale sincero, pieno e sorprendente, molto lungo e molto persistente.

Sauvignon ricco di emozioni, da seguire nella sua evoluzione nel tempo e da portare in tavola con piatti a base di verdure, pesce e carne bianca. Ottimo anche da solo.

Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Filip 2012, Miani

by Vitocco Francesco on

Il Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Filip di Enzo Pontoni, deus ex machina della mitica azienda Miani, non esce sul mercato da ormai nove anni, correva infatti la vendemmia 2013. Oggi abbiamo il piacere di assaggiare la penultima versione conosciuta targata 2012, un vino che nel calice possiede un bel colore fra il rubino ed il granato, estremamente consistente; il naso è ancora fresco e molto intenso, l’apertura infatti, avvenuta circa quattro ore prima, ne ha facilitato la distensione di aromi di marasca macerata, prugna, menta, chiodi di garofano e carruba, seguiti da ricordi di cannella, china, liquirizia, tabacco e cioccolato.

In bocca impressiona l’equilibrio fra freschezza, sapidità, note pseudocaloriche ed una trama tannica di grande eleganza, con una potenza calibrata e progressiva, un succo snello, pieno e franco. La complessità avvolge i sensi in una vera e propria spirale di piacevolezza e profondità espressiva, sino al finale teso, lunghissimo, emozionante.

Un Merlot unico, voce superba  di un territorio e di un grande artista dell’enologia friulana.

In località Scedina, a San Floriano del Collio, si trova l’azienda Draga condotta dalla famiglia Miklus, una vera e propria “boutique winery” vista la piccola produzione e la personalità e qualità dei vini qui realizzati. I vigneti si estendono nelle migliori zone di questo versante del Collio friulano, sostanzialmente divisi fra i due appezzamenti Draga e Breg, posti fra i 200e i 220 metri di altezza sul livello del mare; i vitigni sono quelli della tradizione, Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia in primis, seguiti da quelli più internazionali che qui hanno trovato una vera  e propria terra di elezione, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon e Merlot.  A chiudere la stimolante proposta anche un Picolit d’autore, eccellente vino da fine pasto e non da molto delle bollicine realizzate secondo il metodo ancestrale.

Il Venezia Giulia Ribolla Gialla Igp Natural Art è ottenuto senza uso di pesticidi e diserbanti, come il resto della produzione d’altronde, macerato per trenta giorni, a cui segue un affinamento in barrique di acacia per quarantotto mesi ed un periodo di riposo in bottiglia di circa sei mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo dorato, piuttosto consistente nel calice.  Al naso si apre in progressione con una sequenza di fiori bianchi, frutti tropicali, ricordi di acacia, miele e zenzero, il tutto intenso ed ampio; il palato è caldo e morbido, con una percezione deliziosa di trama tannica che si sposa ad una tensione minerale ed una freschezza generosa. Molto complesso, assaggiarlo non troppo freddo permette di seguire le diverse sfaccettature che emergono con il passare dei minuti.

Il finale lungo e molto persistente sottolinea un grande presente ma anche un lungo futuro per questa ribolla gialla d’autore.

Eccellente da solo, in tavola l’abbinerei con piatti a base di pesce della costiera adriatica, non troppo lontana da San Floriano del Collio.

Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl 2017, Ronco Severo

by Vitocco Francesco on

Come possiamo leggere nella lettera ai clienti e consumatori, che riporto in calce, l’azienda vitivinicola Ronco Severo produce vini “genuini, di colore molto intenso, che durano nel tempo evitando di aggiungere conservanti”. A questo, mi permetto di aggiungere altri due aggettivi: emozionanti ed eccezionali.

Ci troviamo a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, e l’azienda, fondata nel 1962 dal padre Severo, è costituita oggi da Stefano Novello e dalla sua splendida famiglia, persone eccezionali come i loro vini, frutto questi di un vero e proprio cambiamento “di mentalità” nell’approccio alla viticoltura iniziato nel 1999, e lanciato, se così possiamo dire, già nel 1990 con l’acquisto delle prime barriques. Seguiranno le lunghe macerazioni, la riduzione delle rese e l’inizio di una viticoltura responsabile non sempre capita ed apprezzata nel modo corretto; ad oggi Stefano è un vero e proprio artigiano del vino, capace di interpretare con classe vitigni come il Friulano, la Ribolla Gialla, il Pinot Grigio, lo Schioppettino, il Refosco ed il Merlot.

Oggi assaggiamo il Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl proveniente dalla vendemmia 2017, affinato in barriques nuove per ventiquattro mesi; senza filtrazioni o chiarifiche, dopo un’ulteriore sosta in bottiglia di quasi due anni ci giunge nel calice vestito di un bel manto rosso rubino fitto e scuro, decisamente consistente nel calice dove, a diciotto gradi di servizio, si apre al naso con grande espressività ed intensità; il profilo olfattivo è intrigante, con una sequenza di note che richiamano il pepe nero, il sottobosco, le prugne, la carruba, i chiodi di garofano ed a tratti la cannella e la china, di grande ampiezza e generosità.

Al palato è morbido e rotondo, elegante più che potente, con un’espressione del frutto piena e ben delineata; sapido e fresco, con belle note pseudocaloriche perfettamente calibrate, chiude con un finale molto lungo e persistente.

Un Merlot di grande qualità, armonico e complesso, delicato ma al tempo stesso vigoroso, davvero una delizia per il palato e per lo spirito.

Mitterberg Pinot Bianco Igt Helios 2017, Kränzelhof

by Vitocco Francesco on

In località Cermes, a due passi da Merano, si trova l’azienda vitivinicola Kränzelhof, condotta da Franz e Stephanie von Pfeil; vino, arte, natura, qui si fondono in un’esperienza totalizzante e raffinata, emozionante ed avvincente, da poter vivere in un’ambiente meraviglioso ed originale.

La bellissima enoteca dove si possono assaggiare i prodotti è una delle più accoglienti dell’Alto Adige, con un ampio e curato spazio all’aperto immerso nel verde ed un locale al chiuso in stile tirolese; da qui vi è poi l’ingresso ai 7 giardini, una vera e propria opera d’arte vivente tutta da scoprire e da godere, e a “condire” il tutto, l’ottimo ristorante Miil.

Opere d’arti viventi sono anche i vini che qui vengono realizzati dai circa sei ettari aziendali, coltivati a Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Schiava, Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, declinati in molte etichette e stili diversi; oggi ci versiamo nel calice un vero e proprio gioiello, il Mitterberg Pinot Bianco Igt Helios, proveniente dalla vendemmia 2017: dotato di tappo a vite come tutti i vini di Kränzelhof, viene lasciato maturare in botti per circa due anni e raggiunge il nostro calice dopo quattro. Di colore giallo paglierino piuttosto scintillante, di media consistenza nel calice, raggiunge l’olfatto con delicata intensità, con ricordi eleganti di pesca, buccia di limone, erbe medicinali, ortica, uva spina, con cenni di bosso e pietra focaia; al palato è una poesia di sequenze minerali e fruttate, sottolineate da freschezza e morbidezza di grande espressione, in un’eleganza armonica che lascia emergere tratti del vitigno meno esplorati dalla classicità.

Il finale è gentile, pacato ma estremamente prolungato, una voce autorevole che non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare.

Il vino che assaggiamo oggi non si produce più. Il Colli Orientali del Friuli Doc Refosco dal Peduncolo Rosso Calvari 2006 è il frutto dell’ultima vendemmia di questa incredibile opera d’arte che a cavallo degli anni novanta e duemila ha consacrato l’opera del vignaiolo Enzo Pontoni; sì, è vero che tutti prodotti dell’azienda Miani sono di grande qualità, il “Calvari” però, come pochi altri vini italiani, si è affermato come un mito della nostra enologia. Produzione esigua (era), non più prodotto (ora) – e sul perchè non mi voglio dilungare, tanto tutto ed il contrario di tutto si è già detto – ma soprattutto, mai si era riusciti ad interpretare e realizzare un Refosco capace di rivaleggiare con tutti i più grandi vini del mondo.

Per apprezzarlo al meglio ho degustato questa annata 2006 nell’arco di ventiquattro ore circa, seguendone dei significativi mutamenti soprattutto a livello olfattivo; il colore è quello del rosso rubino cupo e fitto, impenetrabile con ampi riflessi color granato. Molto consistente nel calice, portandolo al naso inizialmente i sentori erano piuttosto intensi con richiami alla frutta sotto spirito, alla viola essiccata ed al cardamomo; con il passare del tempo lo spettro olfattivo è diventato molto più intenso, con note profonde ed avvolgenti di rabarbaro, caffè, china, cannella e neroli, tutti di eccezionale ampiezza.

Maestoso l’ingresso in bocca, potente nella sua incessante spinta fresco – sapida, con un frutto ancora perfetto ed una complessità infinita; la componente tannica risulta perfettamente integrata e svolta, la tensione mai doma, con un equilibrio che lo rende quasi un “comodo cuscino” per il palato. Gustoso ed elegante, scandisce l’armonia con un finale lunghissimo da cui nascono sorprese e conferme, emozioni e nostalgie.

Forse qualcosa di più di un vino, forse l’emozione di un vero vino.

 

 

Pauillac, riva sinistra della Gironda, una delle zone più famose al mondo per la produzione dei grandi vini rossi di Bordeaux, generalmente potenti e molto longevi; qui sorge lo splendido Château Pontet – Canet, fondato nel 1750 dal grande scudiero del re Jean – Francois Pontet, a cui successivamente si unì la “casa di Canet”, raggiungendo ad oggi un’estensione di vigne di quasi ottanta ettari.

Lo Château Pontet – Canet Grand Cru Classe 2008 è costituito al 65% da Cabernet Sauvignon, al 30% da Merlot, al 4% da Cabernet Franc e all’1% da Petit Verdot; dotato di un bel colore ancora rosso rubino con leggeri riflessi color granato, si dimostra decisamente consistente nel calice.

Al naso risulta ampio ed avvolgente, con un discreto e soffuso attacco balsamico, seguito da sensazioni vegetali, con toni di frutti di bosco, rosmarino, menta, tamarindo e china; in bocca i tannini sono eccezionalmente amalgamati in una struttura compatta, setosa, ancora dotata di freschezza e sapidità. Sensazioni di more e cioccolata aprono ad un succo pieno e profondo, di grande eleganza ed armonia; grande il finale, lungo, misurato e pieno.

 

Un grande rosso in piena tradizione bordolese, ottimo in abbinamento con una tasca di vitello ripiena.

Colli Orientali del Friuli Friulano Doc Filip 2016, Miani

by Vitocco Francesco on

Assaggiamo oggi l’annata 2016 del Colli Orientali del Friuli Friulano Doc, proveniente dal vigneto Filip, che richiama il nome del proprietario di questo appezzamento. Secondo lo stile di Enzo Pontoni le uve vengono affinate in barrique di rovere francese per circa un anno, per dare vita a vini ottimi da bere subito ma anche capaci di impreziosirsi con il passare del tempo.

Ci versiamo il vino nel calice e possiamo subito apprezzare un bel colore giallo paglierino luminoso e scintillante, con leggeri riflessi oro, di buona consistenza; al naso richiama con intensità la pesca, il melone, erbe officinali, cedro ed una mandorla tipica del Friulano. Ma è in bocca che le sensazioni raggiungono una pienezza sincera e vibrante: nei migliori vini di solito si parla di freschezza e sapidità in equilibrio, ma in questo caso è come se si fossero fuse insieme per dar vita ad una sensazione unica, profonda e appagante. Le note pseudocaloriche si percepiscono appena nonostante un grado alcolico generoso, e la complessità del sorso si armonizza perfettamente con una splendida eleganza e finezza.

Un Friulano che a mio parere risulta molto tipico ma anche molto personale, di certo un vino eccellente che avrebbe potuto tranquillamente aspettare ancora anni ben conservato in cantina.