Assaggi di Longevità

Gran Teran 2008, Moreno Coronica

by Vitocco Francesco on

Nella splendida Umago, in località Coronichi, si trova l’azienda vitivinicola Moreno Coronica, da sempre magistrale interprete di questo terroir istriano capace di infondere una carattere inconfondibile ai propri vini. Sulle terre rosse istriane vengono coltivati i vigneti autoctoni Malvasia Istriana e Terrano, a cui si aggiungono Cabernet Sauvignon e Merlot.

Oggi assaggiamo il Gran Teran proveniente dalla vendemmia 2008, debitamente aperto ed arieggiato quattro ore prima; di colore rosso rubino scuro, con ancora riflessi che richiamano il violaceo, si dimostra di buona consistenza nel calice. Dopo essersi aperto con lentezza al naso, l’attesa viene ripagata da importanti aromi di marasca matura, sottobosco, legno di bosso, marmellata di more, cannella e cioccolato, ampi ed intensi; in bocca il tannino è perfettamente integrato e svolto, il succo è pieno e solcato dalla classica freschezza del vitigno, ben calibrata in un corpo snello, profondo ed elegante.

Il tempo ha arricchito il sorso di sfaccettature e complessità, chiudendo con un finale molto lungo e persistente; un nobile Teran adatto ad accompagnare piatti importanti a base di carne e tartufo

La Maison Louis Jadot nacque ufficialmente nel 1859, quando Louis Henry Denis Jadot diede seguito all’acquisto effettuato una trentina d’anni prima dalla sua famiglia, originaria del Belgio, di alcuni vigneti situati a Beaune, e precisamente del Premier Cru Clos des Ursules.

Per oltre un secolo si alternarono generazioni della famiglia Jadot alla guida della Maison, ingrandendola e sviluppando sempre di più i propri mercati di riferimento, soprattutto esportando in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a che, nel 1985, la signora Jadot decise di vendere la società alla famiglia del proprio importatore americano Rudy Kopf.

Al giorno d’oggi la Maison Louis Jadot coltiva più di duecento ettari di vigneto in tutta la Borgogna, producendo solo vini ad Appellation d’Origine Contrôlée, A.O.C.; Pinot Noir, Chardonnay e Gamay, con una varietà di prodotti capace di raggiungere, oltre alle più blasonate etichette della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, anche il Beaujolais ed il Mâconnais.

Dalla vendemmia 2011 assaggiamo oggi il Beaune A.O.C. Premier Cru Clos de Ursules Monopole, un vino di colore rosso rubino con ampi riflessi granato, tipicamente scarico e piuttosto consistente nel calice; delizioso al naso, regala aromi intensi ed evoluti di more, marmellata di lamponi, ciliegie sottospirito, erbe officinali, terra bagnata e cannella, con sbuffi di zafferano e carruba. In bocca è snello, caldo, morbido, delineato da tannini estremamente fini ed una tensione fresco – sapida eccellente; complesso, con ritorni fruttati e speziati puntali, chiude con un finale armonico e molto persistente.

Un grande Pinot Nero, da provare con delle costolette di vitello con salsa di funghi porcini.

Il vino che assaggiamo oggi non si produce più. Il Colli Orientali del Friuli Doc Refosco dal Peduncolo Rosso Calvari 2006 è il frutto dell’ultima vendemmia di questa incredibile opera d’arte che a cavallo degli anni novanta e duemila ha consacrato l’opera del vignaiolo Enzo Pontoni; sì, è vero che tutti prodotti dell’azienda Miani sono di grande qualità, il “Calvari” però, come pochi altri vini italiani, si è affermato come un mito della nostra enologia. Produzione esigua (era), non più prodotto (ora) – e sul perchè non mi voglio dilungare, tanto tutto ed il contrario di tutto si è già detto – ma soprattutto, mai si era riusciti ad interpretare e realizzare un Refosco capace di rivaleggiare con tutti i più grandi vini del mondo.

Per apprezzarlo al meglio ho degustato questa annata 2006 nell’arco di ventiquattro ore circa, seguendone dei significativi mutamenti soprattutto a livello olfattivo; il colore è quello del rosso rubino cupo e fitto, impenetrabile con ampi riflessi color granato. Molto consistente nel calice, portandolo al naso inizialmente i sentori erano piuttosto intensi con richiami alla frutta sotto spirito, alla viola essiccata ed al cardamomo; con il passare del tempo lo spettro olfattivo è diventato molto più intenso, con note profonde ed avvolgenti di rabarbaro, caffè, china, cannella e neroli, tutti di eccezionale ampiezza.

Maestoso l’ingresso in bocca, potente nella sua incessante spinta fresco – sapida, con un frutto ancora perfetto ed una complessità infinita; la componente tannica risulta perfettamente integrata e svolta, la tensione mai doma, con un equilibrio che lo rende quasi un “comodo cuscino” per il palato. Gustoso ed elegante, scandisce l’armonia con un finale lunghissimo da cui nascono sorprese e conferme, emozioni e nostalgie.

Forse qualcosa di più di un vino, forse l’emozione di un vero vino.

 

 

Pauillac, riva sinistra della Gironda, una delle zone più famose al mondo per la produzione dei grandi vini rossi di Bordeaux, generalmente potenti e molto longevi; qui sorge lo splendido Château Pontet – Canet, fondato nel 1750 dal grande scudiero del re Jean – Francois Pontet, a cui successivamente si unì la “casa di Canet”, raggiungendo ad oggi un’estensione di vigne di quasi ottanta ettari.

Lo Château Pontet – Canet Grand Cru Classe 2008 è costituito al 65% da Cabernet Sauvignon, al 30% da Merlot, al 4% da Cabernet Franc e all’1% da Petit Verdot; dotato di un bel colore ancora rosso rubino con leggeri riflessi color granato, si dimostra decisamente consistente nel calice.

Al naso risulta ampio ed avvolgente, con un discreto e soffuso attacco balsamico, seguito da sensazioni vegetali, con toni di frutti di bosco, rosmarino, menta, tamarindo e china; in bocca i tannini sono eccezionalmente amalgamati in una struttura compatta, setosa, ancora dotata di freschezza e sapidità. Sensazioni di more e cioccolata aprono ad un succo pieno e profondo, di grande eleganza ed armonia; grande il finale, lungo, misurato e pieno.

 

Un grande rosso in piena tradizione bordolese, ottimo in abbinamento con una tasca di vitello ripiena.

Riesling Auslese Oestricher Doosberg 1992, Weingut Wegeler

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Weingut Wegeler, fondata a metà del diciannovesimo secolo,  sorge in località Oestrich – Winkel, nel distretto tedesco del Rheingau, terreno d’elezione per la produzione del Riesling; da quest’angolo di Germania infatti provengono alcune delle migliori interpretazioni al mondo del nobile vitigno a bacca bianca. Da quarantacinque ettari vitati la cantina produce una media di trecentotrentamila bottiglie all’anno, praticamente solo di Riesling dalla diversa concentrazione zuccherina, dal secco trocken al dolce trockenbeerenauslese.

Il Riesling Auslese Oestricher Doosberg proveniente dalla vendemmia 1992 si presente di un bel colore giallo paglierino luminoso con ampi cenni dorati, di buona consistenza nel calice; al naso si apprezzano note raffinate e molto intense di ananas, limone, zenzero, sambuco e molta mineralità.

In bocca si esalta un equilibrio fra componenti gliceriche, calore e dolcezza, con una vibrante freschezza e ancora mineralità; spuntano note agrumate che ben si combinano con una struttura tesa ma rotonda, il tutto amalgamato con profondità e classe.

Il finale è molto lungo, fine e persistente, gli anni sembrano essere passati in un attimo lasciando presagire un future ancora radioso; una preziosa gemma da meditazione.

Veneto Cabernet Igt Alzero 2008, Quintarelli Giuseppe

by Vitocco Francesco on

L’azienda Quintarelli Giuseppe sorge in località Cerè di Negrar, in Valpolicella, terra questa orami celebre per l’Amarone, il grande vino rosso conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo; la cantina del compianto “Bepi”, come lo chiamavano gli amici, ne realizza alcune delle versioni più sontuose ed indimenticabili, alle volte quasi immortali. Le sue etichette scritte in corsivo ricordano un tempo passato ed una concezione del vino artigiana, per molti degna delle grandi opere d’arte.

Il Veneto Cabernet Igt Alzero è composto in maggioranza da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con anche del Merlot; le uve sono lasciate sui graticci ad asciugare da fine settembre circa fino a dicembre e l’affinamento si prolunga inizialmente per trenta mesi in differenti botti di rovere francese e poi per altri trenta mesi in un’unica botte di rovere di slavonia.

L’annata 2008 si presenta di un colore rosso granato, molto consistente nel calice; i profumi sono molto ampi e intensi, con richiami di more in marmellata, prugna matura, rabarbaro, pepe nero, vaniglia e ancora cioccolato, humus e cuoio; al palato è uno splendore, morbido e rotondo, fruttato e speziato, esprime grande potenza e calore senza rinunciare ad equilibrio e armonia.

Il finale è ricco e generoso, molto persistente e lunghissimo; l’Alzero è una grande prova d’autore, un vino memorabile e da assaggiare una volta nella vita.

L’azienda vitivinicola Romano Dal Forno nasce nel 1983 nel comune di Illasi, in località Cellore, in Valpolicella; ad oggi la produzione si aggira intorno alle sessantamila bottiglie, ripartita sostanzialmente su tre vini: l’Amarone, il Valpolicella Superiore ed il vino dolce Vigna Serè. Qui la parola d’ordine è qualità, a tratti, dico io, perfezione.

Oggi apriamo l’ Amarone della Valpolicella Doc Vigneto di Monte Lodoletta annata 2008, composto da uve Corvina al 60%, Rondinella al 20%, Croatina al 10% e Oseleta al 10%, con una maturazione che avviene in barrique di rovere Americano di primo passaggio; nel bicchiere si apprezza un bel colore rosso rosso fra il rubino ed il granato, luminoso e di estrema consistenza.

Al naso si alternano senza termine aromi di amarena, ciliegia sotto spirito e prugna matura, seguiti da note balsamiche e di terra bagnata, poi humus, ribes, more e ancora caramello, pepe nero, cioccolato ed una punta di liquirizia; al palato le emozioni si susseguono, l’assaggio esprime un equilibrio ed un’armonia d’eccellenza: le parti sapide e fresche sposano una esemplare rotondità ed una trama tannica incredibilmente soffusa ed elegante, mentre la pienezza del frutto e la grande complessità coordinano l’insieme.

Il finale suggella l’armonia prolungandola in maniera interminabile ed indimenticabile; semplicemente eccellente.

L’azienda vitivinicola Dr. Heger è una delle più prestigiose del distretto vinicolo Tedesco del Baden; situata in località Ihringen, si trova a ovest della splendida città di Freiburg. Gli ettari dedicati alla coltivazione della vite sono venti, coniugati in una produzione che si aggira intorno alle centoventimila bottiglie all’anno, a prevalenza Spätburgunder, circa il trenta per cento del totale, seguito da Grauburgunder, Weissburgunder, Riesling, Silvaner e Chardonnay.

Oggi assaggiamo una storica annata del Riesling Ihringer Winklerberg Spätlese, la 2002: di uno splendido colore giallo fra il paglierino ed il dorato, si muove nel calice con una certa consistenza; al naso, dopo averlo lasciato distendere, regala generose note di mimosa, arancia candita, albicocca, litchi e ginestra, con ventate di mela e zafferano, molto ampie ed intense. In bocca è una poesia di aromi e simmetrie, richiami floreali e fruttati avvolti e confezionati da una regale freschezza, perfettamente abbinata al residuo zuccherino che impreziosisce il tutto; il tempo ha reso la struttura equilibrata e profonda, con un finale lunghissimo ed emozionante.

Riesling prezioso, annata che ha solcato il mare del tempo con il vento sempre in poppa.

Toscana Igt Varramista 2002, Varramista

by Vitocco Francesco on

A Montopoli in Val d’Arno, in provincia di Pisa, e precisamente in località Varramista, sorge la fattoria Varramista, dinamica realtà capace di produrre ottimi vini, olio di qualità e di offrire ospitalità di alto livello e comfort.

Fondata nel 1992, l’azienda lavora circa quattordici ettari vitati, di cui nove di proprietà, realizzando una media di sessantamila bottiglie all’anno; qui sono i vitigni a bacca rossa a farla da padrona, con in primo piano il Sangiovese ed il Syrah.

Oggi stappiamo proprio un blend di Sangiovese e Syrah, il Varramista annata 2002; dopo due anni di barrique nuove e ben quattordici passati in bottiglia, il vino si presenta di un bel colore granato luminoso e profondo, consistente nel calice. Dopo quattro ore passate nel decanter e mezzora nel calice si apre al naso con bellissime note di prugna matura, rosa essiccata, chiodi di garofano, liquirizia e cannella, con un bel sentore di cuoio e tabacco a chiudere; in bocca è morbido e delicato, con una freschezza e mineralità ancora in equilibrio. Caparbio al palato, caldo, ci racconta gli anni che sono passati attraverso sentori evoluti e sensazioni speziate; complesso, corposo ed elegante, con i tannini perfettamente svolti ed amalgamati ad impreziosire il tutto, si dimostra lungo e molto persistente.

Vino autorevole e molto longevo, qui la qualità è davvero di casa.

 

Quando parliamo di Antinori parliamo di eccellenza. Sono più di seicento anni che questa storica famiglia si occupa di vino, un viaggio iniziato nel lontano 1385 e percorso attraverso generazioni e generazioni, ad oggi ben ventisei. Antinori ora è una sfaccettata e rinomata realtà vitivinicola, capace di creare qualità ed estrarre potenziale dai migliori e variegati territori d’Italia e del mondo. Tutto è cominciato in Toscana, ed oggi assaggiamo proprio uno dei gioielli del Chianti Classico, il Badia a Passignano.

Da uve Sangiovese in purezza, affinate in parte in barriques ungheresi nuove da 300 e 225 litri ed in piccola parte in barriques francesi nuove da 225 litri, si presenta per l’annata 2006 di un bel colore fra il granato ed il rubino; consistente nel calice, si apre inizialmente su note di mora e prugna, seguite col passare dei minuti da richiami al rabarbaro, alla terra bagnata e alla viola, per finire su ampi toni di liquirizia, pepe nero, china e cuoio. Eccellente in bocca la freschezza di un Chianti di dodici anni, ancora perfetto sia dal punto di vista del frutto, pieno e generoso, sia dal punto di vista del calore, della trama tannica cha apre ad un futuro ancora più longevo; elegante e molto appagante, regala un finale simmetrico e preciso, lungo e di buona persistenza.

Vino di classe, un Chianti generoso e raffinato.