Cabernet Sauvignon Martha’s Vineyard 2014, Heitz

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitvinicola Heitz è stata fondata in località St. Helena in Napa Valley da Joe Heitz e sua moglie Alice nel 1961,  i quali riuscirono con la qualità dei propri vini a renderla una vera e propria leggenda nel panorama viticolo mondiale; nell’Aprile del 2018 la proprietà è passata nelle mani della famiglia Lawrence, la quale ha mantenuto inalterati i livelli qualitativi della produzione.

Dal celebre vigneto Martha’s Vineyard, nell’appellazione Oakville, viene realizzato un Cabernet Sauvignon in purezza di cui oggi assaggiamo l’annata 2014, affinato per quattro anni in botti nuove ed usate di varia grandezza a cui segue una sosta di due anni in bottiglia: di colore fra il rubino ed il granato, decisamente consistente nel calice, si apre al naso con richiami intensi al ribes ed alle more, alla curcuma ed alla viola essiccata, con aromi delicati di cassis, menta e cioccolato, liquirizia e tabacco.

In bocca esprime grande pulizia di tannini, eleganti e perfettamente amalgamati in un corpo spesso, profondo e compatto; fresco e sapido, caldo e ben bilanciato, sazia il palato con generosità ed eleganza. Il finale innesca una progressione infinita di sensazioni ancora fruttate e speziate, lasciando spazio ad un futuro lungo e di sicuro interesse.

Cabernet Sauvignon eccezionale, capace di unire in una sola voce passato, presente e futuro.

Champagne Premier Cru Vintage 2012 Brut, Paul Goerg

by Vitocco Francesco on

La maison Paul Goerg nasce a metà del secolo scorso dall’unione di otto famiglie di viticoltori, con l’intenzione di unire le forze in un progetto di produzione di Champagne di qualità. Ci troviamo a Vertus, in una delle zone più vocate per la coltivazione dello Chardonnay adatto alla spumantizzazione.

Ottenuto da un 85% di Chardonnay e un 15% di Pinot Noir, lo Champagne Premier Cru Vintage 2102 Brut possiede una veste giallo dorata scintillante nel calice, con ricche bollicine fini, eleganti e molto persistenti.

Dopo nove anni sui lieviti l’effetto al naso è avvolgente, con note intense di crosta di pane, agrumi, arachidi, burro, foglia di tè e salvia; in bocca scorre saporito e morbido, con una freschezza intrigante ed intraprendete, minerale e molto ampio nei richiami fruttati e agrumati. Di corpo, esprime una splendida eleganza sottolineata da una magistrale persistenza.

Uno Champagne dal grande carattere, lo proverei in abbinamento con una bella frittura di pesce.

Barolo Docg Francia 2017, Giacomo Conterno

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Dalla stradina che dal centro di Monforte d’Alba si diparte verso la vicina località Ornati sorge la storica azienda vitivinicola Giacomo Conterno; fondata nel 1900, prima Giacomo, poi Giovanni e ora Roberto, hanno reso questa cantina un punto di riferimento per la produzione del Barolo e del vino di qualità nel mondo. La continua ricerca della perfezione e della qualità assoluta si traduce in vini mitici quali il Barolo Monfortino Riserva ed i Barolo dalle vigne Francia, Cerretta ed Airone; da non sottovalutare le Barbera, fini, eleganti e mai banali, seppur più semplici dei grandi Nebbioli.

Oggi assaggiamo il Barolo Docg Francia proveniente dalla vendemmia 2017, dal cru di Serralunga d’Alba, affinato per quarantotto mesi in botte grande; di colore rosso rubino scarico con riflessi che virano al granato, decisamente consistente nel calice, propone un naso intenso ed ampio, con richiami raffinati ai frutti di bosco, more e lamponi, seguiti da viola, menta ed amarena, liquirizia, cannella e tabacco.

Al gusto regala una potenza decisa, all’interno di una trama tannica definita e garbata, con buona morbidezza e spinta fresco – sapida; di grande complessità e profondità, spinge a ripetuti assaggi e riflessioni, riprendendo quanto assaporato all’olfatto completandolo con note balsamiche e speziate.

Il finale è molto lungo e molto persistente, caldo ed avvolgente; esemplare, ricco di stile e classe, saprà affrontare il passare del tempo arricchendosi ed impreziosendosi sempre più, decennio dopo decennio. Lo proverei in abbinamento con un fagiano al forno arricchito da scaglie di tartufo d’Alba.

Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy 2018, Tramin

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La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

L’Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy viene realizzato dai migliori vigneti posti ad un’altitudine di circa cinquecento metri sul livello del mare; nella locale lingua antica “Troy” sta a significare “sentiero” e vuole idealmente rappresentare il percorso di sperimentazione su questo vitigno internazionale che ha portato la cantina a questo eccellente risultato.

Le uve affinano per circa trentatre mesi, sempre sui propri lieviti, i primi undici in barrique e i seguenti ventidue in acciaio, con un’ulteriore sosta di quattro mesi in bottiglia; l’annata 2018 possiede un bel colore giallo dorato scintillante, consistente nel calice da cui si apprezza un profilo olfattivo intenso e ampio: note di mela e pera, seguite da agrumi e fiori bianchi, gelsomino e caprifoglio, con sentori sfumati di cedro, camomilla e tè.

In bocca scorre morbido e caldo, fresco e minerale, teso e preciso, ben equilibrato e ricco di frutto e corpo; il finale è molto lungo e persistente, sospeso in una finezza che ne definisce il tutto.

Quest’annata la proverei in un abbinamento fusion con del pollo al curry.

Champagne Blanc de Meunier Brut Nature, Laurent Lequart

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La Maison Laurent Lequart è un’azienda familiare situata in località Passy – Grigny, nel cuore della Valle della Marna; arrivata alla quarta generazione, dal 1988 si è dedicata alla viticoltura sostenibile ottenendo le certificazioni HVE e VDC, lavorando 11 ettari circa dedicati ai vitigni Chardonnay, Pinot Noir e soprattutto Pinot Meunier.

Dalla linea Gourmande assaggiamo lo Champagne Blanc de Meunier Brut Nature, affinato per trentasei mesi sui lieviti: di colore giallo paglierino brillante, regala alla vista numerose bollicine fini e persistenti. All’olfatto è intenso e generoso, con toni fumè, note tostate e aromi di bergamotto, nocciola, ananas, sambuco e crosta di pane; il sorso è teso, diretto e preciso, di ottima struttura con una sapidità che va di pari passo alla freschezza ed alle note pseudocaloriche.

Champagne di grande espressività, chiude con un finale decisamente lungo e persistente, da provare in abbinamento con un buon rombo in crosta di patate.

Bolgheri Sassicaia Doc 2019, Tenuta San Guido

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La Tenuta San Guido è uno dei templi indiscussi del vino mondiale, qui a Castagneto Carducci infatti, si sono scritte pagine immortali della storia dell’enologia. Dai questi terreni sassosi, e ad uno sguardo superficiale, poco adatti alla coltura della vite, dai vigneti di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, nasce il Bolgheri Sassiccaia; un vino mitico, storico ma sempre all’avanguardia, capace di regalare, vendemmia dopo vendemmia, emozioni e sfumature sempre diverse, toccando in alcune annate una perfetta armonia quasi commuovente.

Composto da un 85% di Cabernet Sauvignon e da un 15% di Cabernet Franc, affinati per ventiquattro mesi in barrique, l’annata 2019 possiede un bel colore rosso rubino fitto e quasi spesso nel calice, decisamente consistente.

Il bouquet olfattivo è ampio, di intensa progressione, con note avvolgenti che richiamano frutti di bosco, prugna e cassis, seguiti da accenni vegetali ed erbacei, con affondi incisivi di cacaco, rosa essiccata, resina, china e grafite, in una sequenza elegante e appassionante. In bocca l’attacco è fresco e sapido, morbido con tannini emblematici per integrazione e supporto ad una struttura perfettamente bilanciata in tutte le sue componenti; il frutto emerge genuino, impreziosito da una scia di spezie e da note pseudocaloriche perfettamente calibrate.

Il finale è ampio, lungo e maestoso, di estrema finezza e forza espressiva; l’ho abbinato ad una Picanha di manzetta marinata alla giapponese servita dall’Osteria San Guido.

Toscana Merlot Igt Redigaffi 2019, Tua Rita

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Tua Rita è un sogno diventato realtà, l’azienda vitivinicola fondata da Rita e Virgilio nel 1984 a Suvereto (LI), in una località dove allora sembrava impossibile avviare una produzione di alta qualità. Dagli originari due ettari di vigneto si è giunti a trenta, e la crescita non è stata solo quantitativa ma soprattutto qualitativa: nel 1997 il Merlot Redigaffi raccoglie i 100 punti da Wine Spectator e nel 2000 dal critico Robert Parker, primo vino italiano ad entrare nell’Olimpo di Wine Advocate.

Oggi assaggiamo l’annata 2019 del Toscana Merlot Igt Redigaffi, caratterizzata dall’etichetta celebrativa dei suoi venticinque anni; affinato in barriques di legno francese di primo passaggio, si presenta nel calice con un bel colore rosso rubino luminoso, decisamente consistente.

Il profilo olfattivo risulta di intensità, varietà ed incisività emozionante, potente e sorprendente con aperture a sensazioni fruttate di prugna, mora e marasca, seguite da richiami alla macchia mediterranea, alla curcuma ed alla viola essiccata, con sbuffi di cioccolato, inchiostro e caramello; il sorso è avvolgente e travolgente, con tannini precisi e perfettamente integrati in una struttura elegante, ancora compatta ma che si distendere con il passare del tempo. Caldo, morbido e succoso, il finale lunghissimo e molto persistente sottolinea la cifra stilistica di un grande assaggio.

Vero e proprio patrimonio dell’enologia italiana, da un’azienda superba per l’intera produzione, l’annata 2019 è da apprezzare subito ma anche  da seguire nel tempo. In tavola l’abbinerei oggi con della carne di cinghiale, lasciandosi però il lusso di degustarne un calice in purezza.

Costa Toscana Igp Suisassi 2018, Duemani

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La splendida creatura di Luca D’Attoma ed Elena Celli si trova a Riparbella, in provincia di Pisa, su quelle splendide colline da cui si intravede il Tirreno e la costa degli Etruschi; nata nel 2000, l’azienda vitivinicola Duemani è stata capace in breve tempo, ettaro dopo ettaro, vendemmia dopo vendemmia, di crescere sino ai quasi quattordici ettari e ad una produzione annua che si aggira intorno alle quarantamila bottiglie, con una grande cura dei monovarietali Cabernet Franc, Syrah e Grenache, a cui si aggiunge un blend di Merlot e Cabernet Franc chiamato Altrovino.

Oggi assaggiamo l’annata 2018 del Costa Toscana Igp Suisassi, una delle icone aziendali, Syrah in purezza ottenuto da vigneti posti a 220 metri sul livello del mare; il 30% delle uve fermenta con i raspi e l’affinamento avviene per 22 mesi in barriques di rovere francese e tonneaux da 300 lt, all’80% di legno nuovo e al 20% di primo passaggio.

Di colore rosso rubino intenso, di buona consistenza nel calice, si apre con intensi aromi di frutti di bosco, prugna, timo e liquirizia, a cui seguono richiami al cioccolato ed alla cannella, con nuances vegetali e pepate; in bocca è caldo e morbido, con tannini deliziosi integrati alla perfezione in una struttura vibrante, progressiva ed elegante. L’equilibrio è quasi perfetto, con richiami fruttati e speziati simmetrici e delicati; nel finale si distende in tutta la sua profondità e complessità,  regalando emozioni racchiuse in una persistenza ammirevole.

Un Syrah d’autore, celebrazione di una grande lavoro in vigna ed in cantina; da seguire nella sua evoluzione nel tempo, lo assaggerei ora in abbinamento con il piccione al tartufo.

Toscana Igt Messorio 2018, Le Macchiole

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L’azienda vitivinicola Le Macchiole nasce a Bolgheri nel 1975, con allora soli quattro ettari vitati ed il desiderio di puntare da subito alla qualità totale. Ad oggi i vigneti raggiungono i ventotto ettari, con una produzione media che ha raggiunto le duecentomila bottiglie all’anno, caratterizzata da una predilezione per la realizzazione di vini monovarietali, da Cabernet Franc, Syrah e Merlot.

Il Toscana Igt Messorio è un Merlot in purezza dalle migliori uve dei vigneti Vignone e Puntone, affinato per diciotto mesi in barriques nuove; dalla vendemmia 2018 arriva nel calice vestito di un bel colore rosso rubino fitto e luminoso, con leggeri riflessi che virano al granato, decisamente consistente nel calice. Al naso si apre lentamente ed in progressione, inizialmente guardingo con note di ciliegia e ribes, poi più intenso e vigoroso regalando sentori raffinati di cardamomo, menta, carruba e china; in bocca denota grande eleganza, grande corpo e struttura, caldo e teso, con tannini determinati e perfettamente integrati. Molto giovane ma già incantevole, lascia intravedere un potenziale meraviglioso, imponendosi già ora con un’espressività ed una compostezza d’autore. Il finale è molto lungo e molto persistente, simmetrico e profondo, la nota alta che chiude un assaggio eccellente.

Ottimo con la carne di cinghiale in umido.

Toscana Bianco Igt Colore 2019, Bibi Graetz

by Vitocco Francesco on

L’azienda Bibi Graetz affonda le proprie radici nell’anno 2000, quando sulla collina di Fiesole, sopra Firenze, nasce l’ambizioso progetto volto alla produzione di grandi vini di qualità e personalità. Artista cresciuto in una famiglia di artisti e non vignaioli, Bibi Graetz è stato capace in brevissimo tempo di realizzare un sogno, per lui e per tutti gli amanti del vino, realizzando in vent’anni vere e proprie opere d’arte liquide che hanno raccolto elogi e consensi in Italia e all’estero.

Parleremo in futuro dei suoi grandi vini rossi, delle splendide etichette e dell’originale nuova cantina, ma oggi assaggiamo un vino raro, prodotto in pochissimi esemplari – solo 900 per l’annata in questione – da una selezione di Vigna Pietrabona, a due passi dal mare sull’Isola del Giglio: il Toscana Bianco Igt Colore.

Ottenuto dalle uve Ansonica, lasciate affinare al 70% in barriques per sette mesi, a cui ne seguono ulteriori tre in bottiglia, dalla vendemmia 2019 ci giunge nel calice “dipinto” di un bel giallo dorato luminoso, di media consistenza nel calice; al naso si apre fresco e intenso con note di pesca, arancia, mango, erbe mediterranee e ginestra, con sensazioni marine diffuse; in bocca scorre compatto e leggiadro, quasi in sospensione, misuratamente caldo ed in equilibrio fra freschezza e sapidità.  Elegante, coinvolgente e sempre in progressione, si distende in un lungo finale molto piacevole ed emozionante.

Un vino che come alcune opere d’arte resta sospeso nei nostri sensi, delicato e confortante, una misura dello spirito da assaporare da solo o in accompagnamento con i nostri piatti a base di pesce favoriti.