Terre di Cosenza

Nello splendido Parco Nazionale del Pollino, in località Saracena, in provincia di Cosenza, sorge l’azienda Masseria Falvo 1727; estesa su ventisei ettari di vigneto, coltivati seguendo il regime biologico, qui vengono coltivate soprattutto  le uve Moscatello di Saracena, Greco Nero, Malvasia e Magliocco, con anche interessanti sperimentazioni di Riesling e Traminer.

Oggi assaggiamo il Terre di Cosenza Pollino Magliocco Doc Riserva Graneta, affinato in tonneaux per circa sei mesi, per altri ventiquattro mesi in acciaio e per ulteriori sei mesi in bottiglia; l’annata 2012 si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi granato, luminoso e pieno, molto consistente nel calice. Al naso si apre con vigore su note di lampone e marasca, prugna matura, cannella, pepe nero, chiodi di garofano e cenni balsamici e tartufati; in bocca è succoso e caldo, di grande concentrazione, con tannini pregevoli e richiami speziati e fruttati molto generosi. Complesso e di grande struttura, si esprime al palato con pienezza ed un equilibrio che si affinerà e perfezionerà nel tempo, con un finale lungo e molto persistente.

Grande rosso di carattere, lo proverei in abbinamento con una tagliata di manzo con scaglie di grana e rucola.

Fondata nel 1995, l’azienda vitivinicola Serracavallo si estende per trenta ettari vitati da cui ogni anno vengono prodotte circa ottantamila bottiglie; la cantina prende il nome dall’omonimo colle situato a Bisignano, Cosenza, nella valle del Crati, a circa seicento metri di altezza sul livello del mare. La gamma dei vini è varia e propone bianchi, rossi, rosati, bollicine ed anche grappa, dai vitigni locali Magliocco Dolce e Pecorello, accompagnati da Sangiovese e dagli internazionali Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Riesling.

Il Terre di Cosenza Dop Colline del Crati Vigna Savuco Riserva, Magliocco Dolce in purezza, sosta cinque mesi in acciaio e trenta in barrique, arrivando nel calice per l’annata 2012 di un bel colore rosso rubino, fitto e spesso, decisamente consistente; al naso approccia con intensità, con note di ribes, sottobosco, amarena, geranio, cannella e cioccolato. In bocca si scioglie a poco a poco, dosandosi lentamente su richiami simmetrici di quanto odorato in precedenza; caldo, corposo, profondo e complesso, di grande struttura, regala tannini incisivi ma ben dosati. Il finale molto lungo e completo chiude l’assaggio di un vino che ha pienamente convinto; lo proverei in abbinamento con l’agnello al forno.