Riserva

L’azienda vitivinicola Leone de Castris fa parte della storia della viticoltura pugliese ed italiana, risalente al 1665 e sino i giorni nostri ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo del vino italiano di qualità. Di base in località Salice Salentino, in provincia di Lecce, possiede circa trecento ettari vigneto da cui si ottiene mediamente una produzione di due milioni e mezzo di bottiglie; grande produzione ma anche grande qualità soprattutto dai vitigni classici locali come Negroamaro, Malvasia Nera e Bianca, Primitivo, Verdeca e Fiano.

Il Salice Salentino Rosso Riserva Doc Donna Lisa è realizzato da un 80% di uve Negroamaro e da un 20% di Malvasia Nera, affinate in barrique di rovere francese per circa diciotto mesi ed in bottiglia per almeno sei; dalla vendemmia 2016 si può apprezzare un bel colore rosso rubino con ampi riflessi granato, intenso e luminoso. Molto consistente nel calice, propone un bouquet olfattivo che richiama le more, la prugna ed il rabarbaro, ma anche note balsamiche, pepate e speziate.

In bocca è elegante e potente, inizialmente austero ma generoso nello sviluppo del frutto e dei tannini, con una buona morbidezza che avvolge il palato; decisamente strutturato e complesso, chiude con un bel finale lungo e molto persistente.

Vino di classe che potrà evolvere ancora molto bene nel tempo; lo abbinerei ora con una bella coscia d’oca confit.

Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy 2017, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

L’Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy viene realizzato dai migliori vigneti posti ad un’altitudine di circa cinquecento metri sul livello del mare; nella locale lingua antica “Troy” sta a significare “sentiero” e vuole idealmente rappresentare il percorso di sperimentazione su questo vitigno internazionale che ha portato la cantina a questo eccellente risultato.

Le uve affinano per circa trentatre mesi, sempre sui propri lieviti, i primi undici in barrique e i seguenti ventidue in acciaio, con un’ulteriore sosta di quattro mesi in bottiglia; il frutto della vendemmia 2017 si presenta nel calice di un bel colore giallo dorato splendente, piuttosto consistente. Il profilo olfattivo si dimostra un ventaglio complesso di intensi aromi che ricordano il melone, la banana, pesca bianca, ananas, burro, caprifoglio, erbe aromatiche e mandorla fresca; al palato si distende tonico su una linea minerale che avvolgerà tutto il sorso, regalando freschezza e pienezza del frutto, con grande eleganza ed armonia.

Il finale è un esempio di finezza alpina, sinfonia di compostezza e profondità, simmetria e grande persistenza aromatica; Chardonnay splendido ora, da seguire però nel tempo lungo il sentiero tracciato da qui al futuro.

Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale 2015, Torrevento

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Torrevento si trova all’interno del parco nazionale dell’Alta Murgia, in località Corato, ai piedi del magnifico Castel del Monte. Nel 1948 la famiglia Liantonio acquistò un ex monastero benedettino del seicento con cinquantasette ettari di vigneto in contrada “Torre del Vento”, iniziando di fatto così il viaggio nella produzione di vini di qualità che l’ha condotta alla meravigliosa ed affermata realtà dei giorni nostri costituita da quattrocentocinquanta ettari vitati ed una produzione che sfiora i due milioni e mezzo di bottiglie l’anno.

Oggi assaggiamo una delle versioni più raffinate di Nero di Troia, il Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale, affinato per sei mesi in acciaio e per altri dodici in botti di rovere francese; dalla vendemmia 2015 ci giunge di un colore rosso rubino splendente con leggeri riflessi violacei, consistente nel calice.

Al naso si apre con richiami intensi al ribes, alla mora, alla susina ed alla viola essiccata, con cenni balsamici e di erbe officinali; in bocca entra con note pseudocaloriche decise e ben supportate da un corpo importante, sostenuto da buona freschezza, sapidità, frutto e tannini ben lavorati e ben incorporati; complesso ma elegante, chiude con un finale lungo e di buona persistenza aromatica.

Ottimo in abbinamento con l’agnello al forno.

Roero Docg Riserva Sudisfà 2016, Negro

by Vitocco Francesco on

In località Sant’Anna, una frazione di Monteu Roero, nella provincia di Cuneo, sorge l’azienda vitivinicola Negro, realtà storica delle Langhe le cui origini risalgono al lontano 1670; ad oggi può contare su circa sessanta ettari vitati, per una produzione annua che si aggira intorno alle trecentocinquantamila bottiglie all’anno. Siamo nella terra di sua maestà Nebbiolo, sapientemente declinato nelle Docg Roero e Barbaresco, ma qui si possono assaggiare anche interessanti vini bianchi dal vitigno Arneis, in versione secco e fermo, spumante e passito.

Oggi stappiamo la storica selezione Roero Docg Riserva Sudisfà, prodotto dal Nebbiolo posto a circa trecentoquaranta metri d’altezza, affinato per trentadue mesi fra legno e bottiglia; dalla vendemmia 2016 ci giunge nel calice con un bel colore rosso granato intenso, decisamente consistente, aprendosi al naso lentamente con richiami ai frutti di bosco, alla confettura di ciliegie ed alla viola, proseguendo su sentieri evoluti di liquirizia, vaniglia, pepe, cannella e cuoio.

In bocca risulta compatto e succoso, con tannini precisi e una componente pseudocalorica decisa, scorrendo abbastanza morbido con una buona dose di freschezza e sapidità; molto complesso e strutturato, denota eleganza ed equilibrio, seppur fra qualche anno potrà essere armonioso.

Il finale è di ottima fattura, lungo e molto persistente, a chiudere un assaggio di grande qualità; ad oggi lo abbinerei con carni in umido, come uno spezzatino di manzo al pepe.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. I vigneti aziendali coprono all’incirca settanta ettari, disposti sulle colline intorno a Jesi, con i vitigni tipici di questo territorio a farla da padrona: Verdicchio in primis, ma anche Montepulciano e Sangiovese. La produzione annua si attesta intorno alle centoventimila bottiglie, con una qualità diffusa e declinata nelle varie etichette come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Utopia, il montepulciano Tabano Rosso ed il blend Tabano Bianco, ed una interpretazione da un vitigno internazionale come il Sauvignon La Breccia.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Utopia, lasciato a maturare per circa nove mesi in tini di cemento e sei in bottiglia, si presenta di un bel colore giallo paglierino limpido e scintillante, con leggeri riflessi che ricordano l’oro; consistente nel calice, possiede un bouquet olfattivo che richiama la salvia, la frutta gialla, il bergamotto e la mandorla, con sensazioni minerali diffuse ed eleganti.

In bocca coccola letteralmente il palato con buone note pseudocaloriche ed una piacevole morbidezza, solcata da freschezza e sapidità in armonia con la struttura succosa, fruttata e profonda; il sorso si sostiene sino alla fine con un inesorabile progressione, regalando un finale fine, pulito e molto persistente.

Verdicchio di gran classe, lo abbinerei con dei gamberoni in salsa vinaigrette.

A Pontassieve, in provincia di Firenze, si trova la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi, storica realtà del vino toscano di qualità risalente al lontano 1592; diciannove ettari di proprietà, coniugati per una produzione di circa cinquantamila bottiglie l’anno, qui sono coltivati vitigni classici come il Sangiovese, il Colorino ed il Trebbiano, affiancati da quelli internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Chardonnay ed il Sauvignon Blanc.

Oggi assaggiamo la vendemmia 2016 del Chianti Rufina Docg Riserva Villa Bossi, le cui uve provengono dalla Vigna Poggio Diamante, Sangiovese all’80% , Colorino al 10% e Cabernet Sauvignon al 10%, affinate per ben dodici mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, per dodici mesi in barriques e per ulteriori ventiquattro in bottiglia; il vino si presenta di un bel colore rosso rubino fitto ed intenso, con leggeri riflessi porporini, molto consistente nel calice da cui si apprezzano aromi di viola essiccata, prugne e confettura di more, seguiti da note di cardamomo, liquirizia, cannella e cioccolato.

Al palato scorre con tannini fitti e ben lavorati, fresco e sapido, con un frutto maturo e una struttura complessa e strutturata; grande il potenziale di sviluppo, offre note pseudocaloriche molto piacevoli ed un buon equilibrio che si perfezionerà con il tempo.

Un vino di grande qualità che abbinerei con un piccione al forno.

L’azienda vitivinicola Bucci si trova ad Ostra Vetere, in provincia di Ancona, e precisamente in località Pongelli; fondata nel 1983 è stata capace in poco tempo di raggiungere livelli qualitativi di assoluta eccellenza e di diventare un punto di riferimento per la produzione del Verdicchio marchigiano, e non solo. Dai circa trentun ettari vitati, certificati biologici da più di vent’anni, si realizzano quattro vini: il Bucci ed il Villa Bucci Riserva, dal vitigno Verdicchio, il Villa Bucci Rosso ed il Tenuta Pongelli, entrambi da uve Montepulciano e Sangiovese.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Villa Bucci affina per circa diciotto mesi in botti di rovere di Slavonia da 50 e 70 hl, a cui ne fanno seguito almeno ulteriori dodici in bottiglia; l’annata 2016 riempie il calice di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri cenni dorati, decisamente consistente.

Al naso si viene letteralmente rapiti da un’armonia di note fruttate, pesca e melone, a cui seguono richiami alla mandorla, al fieno, alla lavanda, con cenni di biancospino, vaniglia e una linea minerale diffusa; al palato scorre morbido e caldo, solcato da una vibrante freschezza e impreziosito da una mineralità elegante. Se si chiudono gli occhi e si assapora il finale lunghissimo si raggiunge un equilibrio gustativo eccezionale; sarà interessante seguirne l’evoluzione negli anni, un vino già eccellente che saprà cambiare ed appassionare continuamente.

Lo proverei con dei tagliolini al tartufo.

Alto Adige Pinot Nero Doc Riserva Burgum Novum 2017, Castelfeder

by Vitocco Francesco on

A Cortina sulla Strada del Vino si trova l’azienda vitivinicola Castelfeder, fondata nel 1969 da Alfons Giovanett e condotta dal 1989 dal figlio Günther. Siamo nella provincia di Bolzano, in Alto Adige, terra da cui provengono alcuni dei vini di qualità più fini ed interessanti di tutta la penisola; la produzione aziendale, da circa cinquanta ettari vitati, si aggira intorno alle quattrocentomila bottiglie all’anno, dai classici vitigni di questa zona: Gewürztraminer, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Pinot Nero, ed ancora Chardonnay, Sauvignon Blanc, Kerner, Müller – Thurgau, Lagrein, Cabernet ed ovviamente Schiava.

L’Alto Adige Pinot Nero Doc Riserva Burgum Novum viene lasciato maturare per diciotto mesi in barrique e per ulteriori dodici in acciaio e altri sei in bottiglia; il frutto della vendemmia 2017 ci giunge nel calice con un bel colore rosso rubino con riflessi granato, luminoso e consistente nel calice.

Ottima la scia di intensi profumi che solleticano l’olfatto, regalando ricordi di ciliegia, mirtilli rossi, chiodi di garofano, un po’ di cannella, tamarindo e noce moscata; l’attacco al palato e gradevole e inizialmente fresco, a tratti sapido e speziato, caldo e morbido, con leggeri tannini vellutati e molto fini. Decisamente strutturato, corposo ma sempre snello, propone ritorni fruttati molto piacevoli con un finale lungo e molto persistente.

Pinot Nero di estrema qualità, frutto di un territorio vocato e di un egregio e sapiente lavoro in cantina; lo proverei in abbinamento con dei tagliolini al ragù di anatra.

La Tenuta Col d’Orcia rappresenta una delle realtà storiche di Montalcino; era già presente infatti, come Fattoria di Sant’Angelo in Colle, nel 1933 alla mostra dei vini d’Italia di Siena. Con più di 140 ettari posti sul versante sud di Montalcino verso il fiume Orcia, occupa una delle superfici vitate più estese di questa zona collinare che raggiunge un’altezza di circa 450 metri sul livello del mare. Dai vari vigneti aziendali vengono prodotti grandi vini rossi, fra cui ovviamente l’icona della zona, il Brunello di Montalcino, ma sono da provare anche l’interessante Sant’Antimo Cabernet Olmaia, il classico Rosso di Montalcino, lo Spezieri, blend di Sangiovese, Merlot, Cabernet e Ciliegiolo, e gli intriganti bianchi da uve Moscato e Pinot Grigio.

Il Brunello di Montalcino Riserva Docg Poggio al Vento è stato affinato per tre anni in botti di rovere di Allier e di Slavonia da 25 e 75 hl,  a cui fanno seguito ulteriori sedici mesi di riposo in bottiglia; l’annata 2013 riempie il calice di un bel colore rosso rubino con riflessi granato, limpido e luminoso, decisamente consistente.  Il profilo olfattivo è intenso, ampio e complesso: ciliegia sottospirito, prugna matura, viola essiccata, chiodi di garofano con sensazioni di grafite, liquirizia e cioccolato.

Possente al palato, la gioventù lo rende ancora molto compatto con tannini decisi che si sciolgono un po’ alla volta; una bella ventata fresco-sapida sostiene un corpo magnifico e succoso, sottolineando un frutto pieno con un richiamo costante alle note più evolute, sino al finale molto lungo e molto persistente.

Grande campione di qualità, lo abbinerei con uno stufato di lepre.

Copertino Doc Rosso Riserva 2011, Cupertinum

by Vitocco Francesco on

La cantina sociale di Copertino rappresenta una delle realtà storiche salentine, fondata nel 1935 da trentasei soci, oggi ne può vantare più di trecento; trecento sono anche gli ettari dedicati alla coltivazione della vite, con le uve tipiche del luogo: Negroamaro e Primitivo, ma anche Malvasia Nera, Montepulciano e Chardonnay, coniugate in una produzione che di norma supera le novecentomila bottiglie all’anno.

Oggi ci versiamo nel calice l’annata 2011 del Copertino Rosso Doc Riserva, da uve Negroamaro, con leggere aggiunte di malvasia Nera e Montepulciano, un vino di colore rosso rubino con ampi riflessi color granato, piuttosto consistente; al naso si apre fruttato e speziato, con ampi richiami alla prugna, alla ciliegia ed alla viola, seguiti da tabacco e liquirizia, con un bell’approdo su sensazioni di cuoio e caffè. In bocca è misuratamente caldo e morbido, con una bella struttura fresco-sapida ed un frutto incisivo; molti i ritorni simmetrici che si sviluppano in lenta progressione, sintonizzandosi su una pregevole mineralità ed una trama tannica piacevolmente lavorata.

Ottima la persistenza aromatica, chiude degnamente un assaggio sorprendente, visto anche il rapporto qualità – prezzo eccezionale; da provare in abbinamento con formaggi saporiti e piatti di carne alla brace.