Riserva

In località Marlengo, in provincia di Bolzano, si trova la splendida sede della Cantina Merano, nata nel 2010 dalla fusione delle due storiche realtà enologiche della Cantina Burggräfler, fondata nel 1901, e della Cantina Vini di Merano fondata nel 1952; ad oggi questa splendida cantina sociale conta su circa trecentottanta soci per un totale di più di duecentocinquanta ettari vitati.

Le linee produttive esaltano i vitigni locali, con una particolare attenzione anche a quelli internazionali: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Kerner, Riesling, Moscato Giallo, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Schiava, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Merlot.

L’Alto Adige Pinot Bianco Doc Riserva Five Years, è ottenuto dal vigneto Tirolo posto a circa cinquecentocinquanta metri sul livello del mare, le cui uve vengono fermentate in grandi botti di rovere e serbatoi d’acciaio per un anno; ottenuto l’assemblaggio viene lasciato a contatto con i lieviti in acciaio per altri quattro anni, a cui seguono altri quattro mesi in bottiglia.

L’annata 2014 si presenta di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri riflessi dorati, piuttosto consistente nel calice; al naso si percepisce una ventata di aromi intensi che richiamano la pesca bianca, il mango, la frutta tropicale, fiori bianchi, gelsomino e caprifoglio, con cenni di acacia, salvia e sambuco. In bocca è perfettamente bilanciato fra freschezza, sapidità minerale e note pseudocaloriche, con un corpo pieno ed elegante; complesso ed in evoluzione nel calice, con un finale lungo e molto persistente lascia presagire un’interessante evoluzione negli anni.

Una vera gemma dell’Alto Adige, un Pinot Bianco che è un vero e proprio fuoriclasse nel suo genere; da provare in abbinamento con dei gamberoni in crosta di Parmigiano Reggiano.

 

Alto Adige Gewürztraminer Doc Riserva Elyònd 2017, Laimburg

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Laimburg rappresenta una delle realtà di riferimento per quanto riguarda la viticoltura dell’Alto Adige; fondata cinquant’anni la cantina si trova ad Ora, in provincia di Bolzano, anche se dovremmo parlare di cantine, visti i diversi spazi aziendali fra cui la bellissima e suggestiva cantina nella roccia, costruita verso la fine degli anni ottanta. La produzione vede in prima linea i bianchi Riesling, Gewürztraminer, Sauvignon Blanc, Kerner e Pinot Bianco, mentre tra i rossi Lagrein, Cabernet Sauvignon, Schiava e Merlot, solo per ricordarne alcuni.

Da un affinamento sui propri lieviti di otto mesi l’Alto Adige Gewürztraminer Doc Riserva Elyònd si presenta dalla vendemmia 2017 di un bel colore giallo dorato scintillante; consistente nel calice, si apre al naso con grande intensità di aromi, principalmente floreali e fruttati: litchi, pompelmo e melone, seguiti da acacia, caprifoglio e un pizzico di zenzero, lavanda e burro.

In bocca si percepisce fresco e giustamente sapido, morbido e ricco di frutto, con note pseudocaloriche decise ed una struttura importante; molto persistente e lungo il finale, si dimostra adatto a piatti a base di gorgonzola e formaggi erborinati.

L’azienda Fontanavecchia si trova a Torrecuso, in provincia di Benevento, e può vantare diciotto ettari vitati ed una produzione che si aggira intorno alle centosessanta mila bottiglie all’anno; fondata nel 1980, molto interessante è la linea produttiva di oggi, con intense proposte a base di Falanghina del Sannio ed Aglianico.

L’Aglianico del Taburno Docg Riserva Vigna Cataratte affina per circa diciotto mesi in barrique di rovere francese e si presenta per l’annata 2015 di un bel colore rosso rubino, con riflessi granato; consistente nel calice, si apre al naso con aromi intensi di marasca, prugna matura, cannella, pepe nero e cacao, con sentori di tabacco diffusi. In bocca scorre con discreta morbidezza, buona freschezza ed un frutto pieno e possente; caldo e corposo, propone tannini croccanti ma ben amalgamati in una struttura di prim’ordine.

Lungo e molto persistente, saprà affrontare il tempo con profitto e classe; ora lo abbinerei a dell’agnello in umido.

L’azienda vitivinicola Leone de Castris fa parte della storia della viticoltura pugliese ed italiana, risalente al 1665 e sino i giorni nostri ha contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo del vino italiano di qualità. Di base in località Salice Salentino, in provincia di Lecce, possiede circa trecento ettari vigneto da cui si ottiene mediamente una produzione di due milioni e mezzo di bottiglie; grande produzione ma anche grande qualità soprattutto dai vitigni classici locali come Negroamaro, Malvasia Nera e Bianca, Primitivo, Verdeca e Fiano.

Il Salice Salentino Rosso Riserva Doc Donna Lisa è realizzato da un 80% di uve Negroamaro e da un 20% di Malvasia Nera, affinate in barrique di rovere francese per circa diciotto mesi ed in bottiglia per almeno sei; dalla vendemmia 2016 si può apprezzare un bel colore rosso rubino con ampi riflessi granato, intenso e luminoso. Molto consistente nel calice, propone un bouquet olfattivo che richiama le more, la prugna ed il rabarbaro, ma anche note balsamiche, pepate e speziate.

In bocca è elegante e potente, inizialmente austero ma generoso nello sviluppo del frutto e dei tannini, con una buona morbidezza che avvolge il palato; decisamente strutturato e complesso, chiude con un bel finale lungo e molto persistente.

Vino di classe che potrà evolvere ancora molto bene nel tempo; lo abbinerei ora con una bella coscia d’oca confit.

Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy 2017, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

L’Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy viene realizzato dai migliori vigneti posti ad un’altitudine di circa cinquecento metri sul livello del mare; nella locale lingua antica “Troy” sta a significare “sentiero” e vuole idealmente rappresentare il percorso di sperimentazione su questo vitigno internazionale che ha portato la cantina a questo eccellente risultato.

Le uve affinano per circa trentatre mesi, sempre sui propri lieviti, i primi undici in barrique e i seguenti ventidue in acciaio, con un’ulteriore sosta di quattro mesi in bottiglia; il frutto della vendemmia 2017 si presenta nel calice di un bel colore giallo dorato splendente, piuttosto consistente. Il profilo olfattivo si dimostra un ventaglio complesso di intensi aromi che ricordano il melone, la banana, pesca bianca, ananas, burro, caprifoglio, erbe aromatiche e mandorla fresca; al palato si distende tonico su una linea minerale che avvolgerà tutto il sorso, regalando freschezza e pienezza del frutto, con grande eleganza ed armonia.

Il finale è un esempio di finezza alpina, sinfonia di compostezza e profondità, simmetria e grande persistenza aromatica; Chardonnay splendido ora, da seguire però nel tempo lungo il sentiero tracciato da qui al futuro.

Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale 2015, Torrevento

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Torrevento si trova all’interno del parco nazionale dell’Alta Murgia, in località Corato, ai piedi del magnifico Castel del Monte. Nel 1948 la famiglia Liantonio acquistò un ex monastero benedettino del seicento con cinquantasette ettari di vigneto in contrada “Torre del Vento”, iniziando di fatto così il viaggio nella produzione di vini di qualità che l’ha condotta alla meravigliosa ed affermata realtà dei giorni nostri costituita da quattrocentocinquanta ettari vitati ed una produzione che sfiora i due milioni e mezzo di bottiglie l’anno.

Oggi assaggiamo una delle versioni più raffinate di Nero di Troia, il Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale, affinato per sei mesi in acciaio e per altri dodici in botti di rovere francese; dalla vendemmia 2015 ci giunge di un colore rosso rubino splendente con leggeri riflessi violacei, consistente nel calice.

Al naso si apre con richiami intensi al ribes, alla mora, alla susina ed alla viola essiccata, con cenni balsamici e di erbe officinali; in bocca entra con note pseudocaloriche decise e ben supportate da un corpo importante, sostenuto da buona freschezza, sapidità, frutto e tannini ben lavorati e ben incorporati; complesso ma elegante, chiude con un finale lungo e di buona persistenza aromatica.

Ottimo in abbinamento con l’agnello al forno.

Roero Docg Riserva Sudisfà 2016, Negro

by Vitocco Francesco on

In località Sant’Anna, una frazione di Monteu Roero, nella provincia di Cuneo, sorge l’azienda vitivinicola Negro, realtà storica delle Langhe le cui origini risalgono al lontano 1670; ad oggi può contare su circa sessanta ettari vitati, per una produzione annua che si aggira intorno alle trecentocinquantamila bottiglie all’anno. Siamo nella terra di sua maestà Nebbiolo, sapientemente declinato nelle Docg Roero e Barbaresco, ma qui si possono assaggiare anche interessanti vini bianchi dal vitigno Arneis, in versione secco e fermo, spumante e passito.

Oggi stappiamo la storica selezione Roero Docg Riserva Sudisfà, prodotto dal Nebbiolo posto a circa trecentoquaranta metri d’altezza, affinato per trentadue mesi fra legno e bottiglia; dalla vendemmia 2016 ci giunge nel calice con un bel colore rosso granato intenso, decisamente consistente, aprendosi al naso lentamente con richiami ai frutti di bosco, alla confettura di ciliegie ed alla viola, proseguendo su sentieri evoluti di liquirizia, vaniglia, pepe, cannella e cuoio.

In bocca risulta compatto e succoso, con tannini precisi e una componente pseudocalorica decisa, scorrendo abbastanza morbido con una buona dose di freschezza e sapidità; molto complesso e strutturato, denota eleganza ed equilibrio, seppur fra qualche anno potrà essere armonioso.

Il finale è di ottima fattura, lungo e molto persistente, a chiudere un assaggio di grande qualità; ad oggi lo abbinerei con carni in umido, come uno spezzatino di manzo al pepe.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. I vigneti aziendali coprono all’incirca settanta ettari, disposti sulle colline intorno a Jesi, con i vitigni tipici di questo territorio a farla da padrona: Verdicchio in primis, ma anche Montepulciano e Sangiovese. La produzione annua si attesta intorno alle centoventimila bottiglie, con una qualità diffusa e declinata nelle varie etichette come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Utopia, il montepulciano Tabano Rosso ed il blend Tabano Bianco, ed una interpretazione da un vitigno internazionale come il Sauvignon La Breccia.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Utopia, lasciato a maturare per circa nove mesi in tini di cemento e sei in bottiglia, si presenta di un bel colore giallo paglierino limpido e scintillante, con leggeri riflessi che ricordano l’oro; consistente nel calice, possiede un bouquet olfattivo che richiama la salvia, la frutta gialla, il bergamotto e la mandorla, con sensazioni minerali diffuse ed eleganti.

In bocca coccola letteralmente il palato con buone note pseudocaloriche ed una piacevole morbidezza, solcata da freschezza e sapidità in armonia con la struttura succosa, fruttata e profonda; il sorso si sostiene sino alla fine con un inesorabile progressione, regalando un finale fine, pulito e molto persistente.

Verdicchio di gran classe, lo abbinerei con dei gamberoni in salsa vinaigrette.

A Pontassieve, in provincia di Firenze, si trova la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi, storica realtà del vino toscano di qualità risalente al lontano 1592; diciannove ettari di proprietà, coniugati per una produzione di circa cinquantamila bottiglie l’anno, qui sono coltivati vitigni classici come il Sangiovese, il Colorino ed il Trebbiano, affiancati da quelli internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Chardonnay ed il Sauvignon Blanc.

Oggi assaggiamo la vendemmia 2016 del Chianti Rufina Docg Riserva Villa Bossi, le cui uve provengono dalla Vigna Poggio Diamante, Sangiovese all’80% , Colorino al 10% e Cabernet Sauvignon al 10%, affinate per ben dodici mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, per dodici mesi in barriques e per ulteriori ventiquattro in bottiglia; il vino si presenta di un bel colore rosso rubino fitto ed intenso, con leggeri riflessi porporini, molto consistente nel calice da cui si apprezzano aromi di viola essiccata, prugne e confettura di more, seguiti da note di cardamomo, liquirizia, cannella e cioccolato.

Al palato scorre con tannini fitti e ben lavorati, fresco e sapido, con un frutto maturo e una struttura complessa e strutturata; grande il potenziale di sviluppo, offre note pseudocaloriche molto piacevoli ed un buon equilibrio che si perfezionerà con il tempo.

Un vino di grande qualità che abbinerei con un piccione al forno.

L’azienda vitivinicola Bucci si trova ad Ostra Vetere, in provincia di Ancona, e precisamente in località Pongelli; fondata nel 1983 è stata capace in poco tempo di raggiungere livelli qualitativi di assoluta eccellenza e di diventare un punto di riferimento per la produzione del Verdicchio marchigiano, e non solo. Dai circa trentun ettari vitati, certificati biologici da più di vent’anni, si realizzano quattro vini: il Bucci ed il Villa Bucci Riserva, dal vitigno Verdicchio, il Villa Bucci Rosso ed il Tenuta Pongelli, entrambi da uve Montepulciano e Sangiovese.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Villa Bucci affina per circa diciotto mesi in botti di rovere di Slavonia da 50 e 70 hl, a cui ne fanno seguito almeno ulteriori dodici in bottiglia; l’annata 2016 riempie il calice di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri cenni dorati, decisamente consistente.

Al naso si viene letteralmente rapiti da un’armonia di note fruttate, pesca e melone, a cui seguono richiami alla mandorla, al fieno, alla lavanda, con cenni di biancospino, vaniglia e una linea minerale diffusa; al palato scorre morbido e caldo, solcato da una vibrante freschezza e impreziosito da una mineralità elegante. Se si chiudono gli occhi e si assapora il finale lunghissimo si raggiunge un equilibrio gustativo eccezionale; sarà interessante seguirne l’evoluzione negli anni, un vino già eccellente che saprà cambiare ed appassionare continuamente.

Lo proverei con dei tagliolini al tartufo.