Premier

Nel mondo dei vini dolci lo Château d’Yquem ne è la divinità indiscussa. Siamo nella regione di Sauternes, a sud – ovest di Bordeaux, in quella zona nelle Graves celebre per la produzione di grandi vini da dessert; dei suoi quattro secoli di storia il 1855 ne segnò per sempre il destino, quando nella classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux fu l’unico Sauternes a ricevere la qualifica di “Premier Cru Supérieur”. I mitici vigneti dello Château si estendo per più di cento ettari suddivisi per un ottanta per cento a Sémillone per la rimanenza a Sauvignon Blanc, uvaggio che si ritroverà poi anche in bottiglia.

Raccolto acino dopo acino a seconda dello stato di avanzamento della maturazione e della muffa nobile, viene lasciato affinare in barrique per circa tre anni; l’annata 1999 si presenta di un meraviglioso manto giallo dorato molto intenso e luminoso, brillante e decisamente consistente nel calice.

Al naso si rimane estasiati dalla complessità ed ampiezza dei sentori: albicocca disidratata, zenzero candito, fiori di camomilla, zafferano, miele di acacia, ginestra, vaniglia, pane tostato, agrumi e mandorle. Al palato è avvolgente, pieno ma leggiadro, fruttato e minerale, con un’armonia di tocchi di freschezza e dolcezza quasi commuovente; la sensazione di equilibrio costante lascia spazio ad una misurata potenza e concentrazione di un’eleganza che definirei classica; il finale è infinito e di estrema piacevolezza.

Un vino mitico e non vado oltre al banale ma eccellente abbinamento con il foie gras.

Dal lontano 1714 a Wintrange, nella Mosella lussemburghese, il Domaine Schumacher – Knepper, produce vini di qualità; vero e proprio punto di riferimento della viticoltura del Lussemburgo, qui si coltivano i vitigni Riesling, Pinot Gris, Gewürztraminer, Pinot Blanc, Auxerrois, Elbling e Rivaner, oltre a Spätburgunder e St. Laurent, con alcune versioni di Cremant molto interessanti.

Oggi ci versiamo nel calice il Riesling Aop Moselle Luxembourg Wintrange Felsberg Grand Premier Cru: la vendemmia 2015 possiede un bel colore giallo paglierino luminoso, mediamente consistente; i profumi sono intensi: cedro e mela renetta, caprifoglio e litchi, ananas e note minerali. In bocca è molto fresco e minerale, caldo e di nuovo fruttato, con un discreto equilibrio ed una smagliante eleganza; lungo e fine il finale, chiude l’assaggio di un ottimo Riesling che proverei con un risotto ai gamberoni ed erbette.

Champagne Premier Cru Antique Brut, Cattier

by Vitocco Francesco on

A Chigny les Roses si trova la Maison Cattier, situata a metà strada circa fra le città di Reims ed Épernay, due delle capitali della celebre Champagne francese. La famiglia Cattier possiede vigneti in questa zona dal lontano 1763 e dal 1918 ha cominciato a produrre e vendere con il nome di famiglia i propri champagne; ai giorni nostri l’azienda possiede circa trenta ettari di vigneti, in larga parte classificati Premier Cru, e può vantare una produzione annua che si aggira intorno al milione di bottiglie, con un’esportazione del sessanta per cento in oltre settanta paesi. I vari champagne seguono quattro linee produttive diverse: le cuvée Tentation, Séduction, Exception e Fascination, per un totale di venti champagne diversi.

Lo Champagne Premier Cru Antique Brut è uno dei prodotti più interessanti della Maison, composto da un 40% di Pinot Meunier, da un 35% di Pinot Noir e da un 25% di Chardonnay; di colore giallo paglierino dorato, regala una scia infinita di fini bollicine, numerose e persistenti, ed un bouquet olfattivo elegante ed ampio: pan di Spagna, agrumi, pesca bianca, melone e tanta mineralità. Piacevole in bocca, dotato di un abbrivio fresco e fruttato, a tratti quasi morbido e ricco di richiami alla frutta secca ed alla vaniglia; lungo e giustamente persistente, si delinea sino alla fine in tutta la sua classicità.

Champagne elegante e strutturato, lo proverei in abbinamento con un filetto di branzino al forno.

L’azienda vitivinicola Château de Fleys è una piccolo realtà di Chablis, una delle zone di Francia dove si producono alcuni dei migliori Chardonnay del mondo. La cantina, proprietà della famiglia Philippon dal 1998, in parte vende le proprie uve ed in parte, quella che ci interessa, produce alcuni eccellenti vini bianchi come ad esempio lo Chablis A.O.C. Premier Cru Mont de Milieu Vieilles Vignes.

Dalla vendemmia 2014 ci giunge nel calice un vino di colore giallo paglierino luminoso e di ottima consistenza nel calice; il naso è fragrante con richiami di burro e vaniglia, seguiti da vibranti note di pesca bianca, frutta esotica, erbe aromatiche, frutta secca e ginestra essiccata. Il sorso è meravigliosamente vellutato, elegante, corposo e ben bilanciato, con una tendenza alla mineralità molto piacevole; il finale ripropone quanto percepito al naso, con una lunga e completa persistenza.

Un vino fine, di classe, di qualità. Lo proverei con un risotto ai finferli.

La Maison Louis Jadot nacque ufficialmente nel 1859, quando Louis Henry Denis Jadot diede seguito all’acquisto effettuato una trentina d’anni prima dalla sua famiglia, originaria del Belgio, di alcuni vigneti situati a Beaune, e precisamente del Premier Cru Clos des Ursules.

Per oltre un secolo si alternarono generazioni della famiglia Jadot alla guida della Maison, ingrandendola e sviluppando sempre di più i propri mercati di riferimento, soprattutto esportando in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a che, nel 1985, la signora Jadot decise di vendere la società alla famiglia del proprio importatore americano Rudy Kopf.

Al giorno d’oggi la Maison Louis Jadot coltiva più di duecento ettari di vigneto in tutta la Borgogna, producendo solo vini ad Appellation d’Origine Contrôlée, A.O.C.; Pinot Noir, Chardonnay e Gamay, con una varietà di prodotti capace di raggiungere, oltre alle più blasonate etichette della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, anche il Beaujolais ed il Mâconnais.

Oggi ci versiamo nel calice il Puligny – Montrachet Premier Cru La Garenne, superbo esempio di Chardonnay in purezza proveniente dalla vendemmia 2013: di colore giallo paglierino chiaro, di buona consistenza, esalta al naso richiami di gelsomino, selce, pietra gessosa, albicocca, arancia, ananas e caprifoglio; in bocca eccelle per eleganza e precisione, fruttato e piacevolmente minerale, risulta ben bilanciato nelle sue parti fresche e sapide. Caldo e succoso, chiude con importante persistenza aromatica.

Chardonnay dsa maestri, da provare con una ricca insalata di moscardini e patate.

La Maison Louis Jadot nacque ufficialmente nel 1859, quando Louis Henry Denis Jadot diede seguito all’acquisto effettuato una trentina d’anni prima dalla sua famiglia, originaria del Belgio, di alcuni vigneti situati a Beaune, e precisamente del Premier Cru Clos des Ursules.

Per oltre un secolo si alternarono generazioni della famiglia Jadot alla guida della Maison, ingrandendola e sviluppando sempre di più i propri mercati di riferimento, soprattutto esportando in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a che, nel 1985, la signora Jadot decise di vendere la società alla famiglia del proprio importatore americano Rudy Kopf.

Al giorno d’oggi la Maison Louis Jadot coltiva più di duecento ettari di vigneto in tutta la Borgogna, producendo solo vini ad Appellation d’Origine Contrôlée, A.O.C.; Pinot Noir, Chardonnay e Gamay, con una varietà di prodotti capace di raggiungere, oltre alle più blasonate etichette della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, anche il Beaujolais ed il Mâconnais.

Ho il piacere di degustare oltre quattordici vini in compagnia di Mr.Baptiste Quinard, che mi accoglie nella splendida ed elgante cantina situata alle porte di Beaune; oggi raccontiamo uno dei vini che più mi ha colpito, il Gevrey Chambertin Premier Cru Clos – Saint – Jacques.

Il paese di Gevrey-Chambertin si trova a nord della Côte de Nuits e annovera ben ventisei premiers crus e otto grands crus; orientato a sud – est, il vigneto premier cru Clos – Saint – Jacques, considerato da molti quasi un grand cru, è posseduto da soli cinque proprietari ed è in grado di regalare alcuni dei vini più fini ed eleganti del mondo; questo Pinot Noir è affinato nelle botti della Maison per circa venti mesi e nelle annate migliori può conservarsi ed evolversi ben oltre i dieci o vent’anni.

L’annata 2007 si presenta del classico colore rubino scarico, tipico del vitigno, ma decisamente consistente nel calice.

Al naso i sentori si sviluppano inizialmente un po’ chiusi su note di lampone e rosa canina, per poi lasciarsi andare a cascata spaziando dal sottobosco ai chiodi di garofano, passando per sottili richiami speziati.

Incantevole in bocca per la finezza e l’eleganza, unite ad pienezza espressiva incredibile: vellutato, delicato, emozionante. Complesso e ricco di sfumature minerali e fruttate che cambiano con la permanenza del vino nel calice, risulta equilibrato ed armonico.
Lo abbinerei con l’ottimo filetto di Beauf alla griglia mangiato in buona compagnia al Restaurant Le Galion di Beaune.