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Valle d’Aosta Bianco Dop Neige d’Or 2016, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Il Valle d’Aosta Bianco Dop Neige d’Or, ottenuto da un sapiente blend di uve a bacca bianca locali, richiama nel nome il candore della neve che in questa zona colora le montagne in inverno; l’annata 2016 possiede un bel colore giallo paglierino splendente, con accenni ancora verdolini, di buona consistenza nel calice. Al naso si apre su note di pompelmo, pesca bianca, caprifoglio e salvia, molto intense ed eleganti, con ulteriori sensazioni di burro e frutta secca; al palato si apprezza un ottimo equilibrio fra freschezza e sapidità, buona complessità e perfetta espressione del frutto. Delicato e fine, chiude con un finale lungo, persistente e coerente con quanto espresso all’olfatto.

Vino bianco di classe, lo proverei in abbinamento con un rombo al forno in crosta di patate.

Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois 2016, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Assaggiamo oggi proprio il Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois, vinificato ed affinato “sur lie” per undici mesi in rovere francese con la tecnica del battonage; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo dorato luminoso e splendente, di buona consistenza nel calice. Al naso il bouquet olfattivo è intenso ed elegante, con sentori di ananas, banana, vaniglia, ginestra, caprifoglio e pesca bianca, di ottima ampiezza; al palato scorre con avvolgente morbidezza, con continui richiami fruttati, esprimendo un equilibrio fra freschezza, sapidità e note pseudocaloriche di grande impatto. Aristocratico ma estremamente piacevole, si prolunga in un finale fine e molto lungo, chiudendo un assaggio armonico ed emozionante.

Uno dei grandi Chardonnay d’Italia, lo abbinerei ad una tipica fonduta.

La cooperativa Cantina di Venosa è stata fondata nel 1957 ed è ad oggi una delle realtà vinicole più significative ed importanti della Basilicata; dai circa ottocento ettari vitati vengono realizzate una media di ottocentomila bottiglie all’anno, con il vitigno a bacca rossa Aglianico a farla da padrona.

Oggi stappiamo l’annata 2013 dell’Aglianico del Vulture Dop Carato Venusio, un vino che subisce un affinamento di circa un anno e mezzo in barrique ed uno in bottiglia; di colore rosso granato, piuttosto consistente nel calice, si apre con vigore al naso ricordando note di marasca, prugna, sottobosco, liquirizia, frutta secca e cuoio.

In bocca si apprezza una bella trama tannica, ben supportata da una grande struttura ed un succoso frutto maturo; morbido ma anche fresco, richiama quanto percepito all’olfatto, spaziando dalla frutta alle spezie toccando un buon equilibrio. Lungo e ed appagante il finale, chiude l’assaggio di un vino di ottima qualità, da provare in abbinamento con la carne di agnello.

Taburno Falanghina del Sannio Dop Bonea 2015, Masseria Frattasi

by Vitocco Francesco on

A Montesarchio, in provincia di Benevento, sorge la storica Masseria Frattasi, azienda vitivinicola biodinamica la cui storia risale al lontano 1779. Dai venti ettari coltivati a vite vengono realizzate ogni anno circa centottanta mila bottiglie, dai vitigni per lo più Falanghina, Coda di Volpe, Fiano, Greco, Moscato Bianco ed Aglianico.

Oggi ci versiamo nel calice l’annata 2015 del Taburno Falanghina del Sannio Dop Bonea, un gioiello di colore giallo dorato luminoso e consistente; al naso si espande con profumi intensi di acacia, pera, biancospino, albicocca e lime. Al palato si apprezza un buon calore ed una freschezza pregevole, ben arricchita da una giusta sapidità ed una certa struttura; buono l’equilibrio, ottima la piacevolezza ed il finale lungo e persistente.

Falanghina di carattere ed eleganza, l’avvicinerei a dei tagliolini all’astice.

Fondata nel 1995, l’azienda vitivinicola Serracavallo si estende per trenta ettari vitati da cui ogni anno vengono prodotte circa ottantamila bottiglie; la cantina prende il nome dall’omonimo colle situato a Bisignano, Cosenza, nella valle del Crati, a circa seicento metri di altezza sul livello del mare. La gamma dei vini è varia e propone bianchi, rossi, rosati, bollicine ed anche grappa, dai vitigni locali Magliocco Dolce e Pecorello, accompagnati da Sangiovese e dagli internazionali Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Riesling.

Il Terre di Cosenza Dop Colline del Crati Vigna Savuco Riserva, Magliocco Dolce in purezza, sosta cinque mesi in acciaio e trenta in barrique, arrivando nel calice per l’annata 2012 di un bel colore rosso rubino, fitto e spesso, decisamente consistente; al naso approccia con intensità, con note di ribes, sottobosco, amarena, geranio, cannella e cioccolato. In bocca si scioglie a poco a poco, dosandosi lentamente su richiami simmetrici di quanto odorato in precedenza; caldo, corposo, profondo e complesso, di grande struttura, regala tannini incisivi ma ben dosati. Il finale molto lungo e completo chiude l’assaggio di un vino che ha pienamente convinto; lo proverei in abbinamento con l’agnello al forno.

L’azienda Cantine San Marzano è una delle realtà storiche della Puglia del vino, cooperativa fondata ormai ben cinquantadue anni fa che ad oggi annovera mille e duecento soci, con oltre mille ettari di terreni per una produzione media che si attesta sui nove milioni di bottiglie all’anno; fra i vini proposti vi sono quelli derivanti dalla tradizione locale, come Negroamaro e Primitivo, ma anche Malvasia Nera, Verdeca, Fiano, Moscato, e qualche prodotto nato dall’incontro con vitigni internazionali come ad esempio il Pumo Sauvignon e Malvasia ed il Falò Primitivo e Merlot.

Il Primitivo di Manduria Dop Anniversario 62 è il prodotto di punta della cantina pugliese, che ricorda quando nel 1962 diciannove vignaioli fondarono Cantine San Marzano con l’intento di sviluppare il potenziale vitivinicolo salentino; oggi assaggiamo l’annata 2013, all’esame visivo di un bel colore rosso rubino intenso e spesso, molto consistente nel calice. La scia che raggiunge l’olfatto ricorda la ciliegia sotto spirito, la prugna, la viola, il rabarbaro, ed ancora il cioccolato, la liquirizia ed a tratti la china; al palato è molto caldo e morbido, carnoso e ricco di tannini rotondi e ben lavorati. Il finale colpisce per lunghezza e persistenza, con il frutto maturo che abbandona lentamente la bocca; ottimo in abbinamento con i formaggi stagionati.

Primitivo di Manduria Dop Passo del Cardinale 2014, Paololeo

by Vitocco Francesco on

A San Donaci, in provincia di Brindisi, si trova l’azienda Paololeo, una delle cantine pugliesi ricche di tradizioni familiari e capaci di puntare alla modernità; a partire dai venticinque ettari vitati della Masseria Monticello, dove ad inizio novecento un bisavolo cominciò a vinificare le proprie uve, si è giunti dopo cinque generazioni ad una moderna sede di 17.000 metri quadri ed una capacità di 50.000 ettolitri di vino, con un’invidiabile linea produttiva varia e ricca di campioni di qualità dai vitigni Fiano, Chardonnay, Malvasia Bianca, Malvasia Nera, Primitivo e Negroamaro.

Il Primitivo di Manduria Dop Passo del Cardinale proveniente dalla vendemmia 2014 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e luminoso, di grande consistenza nel calice; al naso arrivano intense note di prugna, more, caffè e cannella, con richiami erbacei e vegetali. In bocca esprime buon calore e morbidezza, con tannini delicati e ben strutturati; succoso, piacevole e strutturato, guizza di freschezza sul finale lungo e molto persistente.

Primitivo di Manduria di grande ispirazione, ottimo da provare con grandi formaggi stagionati.

logo-paololeo

L’azienda Cantine San Marzano è una delle realtà storiche della Puglia del vino, cooperativa fondata ormai ben cinquantadue anni fa che ad oggi annovera mille e duecento soci, con oltre mille ettari di terreni per una produzione media che si attesta sui nove milioni di bottiglie all’anno; fra i vini proposti vi sono quelli derivanti dalla tradizione locale, come Negroamaro e Primitivo, ma anche Malvasia Nera, Verdeca, Fiano, Moscato, e qualche prodotto nato dall’incontro con vitigni internazionali come ad esempio il Pumo Sauvignon e Malvasia ed il Falò Primitivo e Merlot.

Il Primitivo di Manduria Dop Anniversario 62 è il prodotto di punta della cantina pugliese, che ricorda quando nel 1962 diciannove vignaioli fondarono Cantine San Marzano con l’intento di sviluppare il potenziale vitivinicolo salentino; la Riserva 2010 si presenta nel calice di un colore rosso rubino fitto  e concentrato, decisamente consistente. Al naso arriva con intensità ricca di amarena, prugne, cioccolato e fiori essiccati, con sbuffi balsamici  e speziati; succulento e fruttato al palato, sapido e tannico ma elegante, convince e conquista con una struttura eccellente ed un ottimo equilibrio.

Il finale è lungo e aromatico su richiami di caffè e frutta matura; da abbinare con carni saporite e succulente.

Primitivo di Manduria Dop Papale 2012, Varvaglione Vigne & Vini

by Vitocco Francesco on

A Leporano in provincia di Taranto si trova l’azienda vitivinicola Varvaglione Vigne & Vini, fondata nel lontano 1921 giunta ormai alla terza generazione di famiglia dedita alla produzione di vini di qualità. La cantina salentina produce circa mezzo milione di bottiglie all’anno, con centrandosi soprattutto sui vitigni locali quali Primitivo, Negroamaro, Malvasia, Aglianico, Verdeca, Falanghina, Malvasia e Fiano, con alcuni ottimi vini di discendenza francese come lo Chardonnay.

Oggi degustiamo uno dei vini più significativi dell’azienda tarantina, il Primitivo di Manduria Dop Papale, affinato per circa dieci mesi in barrique; l’annata 2012 si presenta di colore rosso rubino fitto e spesso nel calice, con grande struttura. Il bouquet olfattivo è ampio e intenso, dominato da profumi balsamici e fruttati, marasca e prugna soprattutto, lavanda e ginepro, ciliegia e cioccolato; avvolgente e morbido in bocca, offre una struttura di prim’ordine solcata da discreta freschezza ed incisiva mineralità.

Lungo e pieno il finale, da provare in abbinamento con la selvaggina o con un buon formaggio stagionato.

Valle d’Aosta Dop Petite Arvine 2014, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Oggi ci versiamo nel calice il Valle d’Aosta Dop Petite Arvine proveniente dalla vendemmia 2014: il vino si presenta di colore giallo paglierino, discretamente consistente nel calice, da cui arrivano al naso note freschissime di pompelmo e gelsomino, ananas e accenni di litchi. Il sorso è preciso ed elegante, fruttato e soprattutto di spiccata sapidità minerale; nel complesso bilanciato e pieno, regala un finale lungo e persistente. Vino elegante ed appagante, lo proverei in abbinamento con le cozze gratinate al forno.