Docg

Barolo Docg Francia 2017, Giacomo Conterno

by Vitocco Francesco on

Dalla stradina che dal centro di Monforte d’Alba si diparte verso la vicina località Ornati sorge la storica azienda vitivinicola Giacomo Conterno; fondata nel 1900, prima Giacomo, poi Giovanni e ora Roberto, hanno reso questa cantina un punto di riferimento per la produzione del Barolo e del vino di qualità nel mondo. La continua ricerca della perfezione e della qualità assoluta si traduce in vini mitici quali il Barolo Monfortino Riserva ed i Barolo dalle vigne Francia, Cerretta ed Airone; da non sottovalutare le Barbera, fini, eleganti e mai banali, seppur più semplici dei grandi Nebbioli.

Oggi assaggiamo il Barolo Docg Francia proveniente dalla vendemmia 2017, dal cru di Serralunga d’Alba, affinato per quarantotto mesi in botte grande; di colore rosso rubino scarico con riflessi che virano al granato, decisamente consistente nel calice, propone un naso intenso ed ampio, con richiami raffinati ai frutti di bosco, more e lamponi, seguiti da viola, menta ed amarena, liquirizia, cannella e tabacco.

Al gusto regala una potenza decisa, all’interno di una trama tannica definita e garbata, con buona morbidezza e spinta fresco – sapida; di grande complessità e profondità, spinge a ripetuti assaggi e riflessioni, riprendendo quanto assaporato all’olfatto completandolo con note balsamiche e speziate.

Il finale è molto lungo e molto persistente, caldo ed avvolgente; esemplare, ricco di stile e classe, saprà affrontare il passare del tempo arricchendosi ed impreziosendosi sempre più, decennio dopo decennio. Lo proverei in abbinamento con un fagiano al forno arricchito da scaglie di tartufo d’Alba.

L’azienda vitivinicola Paternoster si trova in località Barile, in provincia di Potenza, ed è parte del gruppo Tommasi, nato nel lontano 1902 e capace di infondere qualità in ogni progetto condotto mondo del vino: i numeri ci raccontano di quasi seicento ettari e sei tenute in Veneto, Lombardia, Toscana, Puglia e qui appunto, nella parte settentrionale della Basilicata. Siamo nella terra del Vulture, dove il vitigno Aglianico è storico ed ha trovato una delle sue terre d’elezione, con espressioni meravigliose e di qualità.

Dedicato al fondatore dell’azienda Paternoster, l’Aglianico del Vulture Superiore Docg Don Anselmo viene affinato per dodici mesi in botti grandi di rovere di Slavonia all’80% e per il restante 20% in barriques francesi non nuove, con una successiva sosta in bottiglia di almeno sette mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e luminoso, molto consistente nel calice.

Al naso sprigiona aromi di marasca, ribes, prugna matura, liquirizia, tabacco e cannella, intensi ed ampi; in bocca è caldo, con tannini gustosi e fitti, immersi in una struttura importante e complessa. Non manca di freschezza e sapidità, eleganza ed imponenza, con un finale lungo e molto persistente.

Aglianico di grande qualità, un vero e proprio punto di riferimento nel Vulture, tradizionale ma sempre al passo con i tempi; da provare in tavola in abbinamento con del gustoso capretto al forno.

Brunello di Montalcino Docg 2017, Col d’Orcia

by Vitocco Francesco on

La Tenuta Col d’Orcia rappresenta una delle realtà storiche di Montalcino; era già presente infatti, come Fattoria di Sant’Angelo in Colle, nel 1933 alla mostra dei vini d’Italia di Siena. Con più di 140 ettari posti sul versante sud di Montalcino verso il fiume Orcia, occupa una delle superfici vitate più estese di questa zona collinare che raggiunge un’altezza di circa 450 metri sul livello del mare. Dai vari vigneti aziendali vengono prodotti grandi vini rossi, fra cui ovviamente l’icona della zona, il Brunello di Montalcino, ma sono da provare anche l’interessante Sant’Antimo Cabernet Olmaia, il classico Rosso di Montalcino, lo Spezieri, blend di Sangiovese, Merlot, Cabernet e Ciliegiolo, e gli intriganti bianchi da uve Moscato e Pinot Grigio.

Il Brunello di Montalcino Docg 2017, le cui uve di Sangiovese vengono lasciate affinare in grandi botti di rovere per tre anni, si presenta nel calice di un bel colore rosso rubino con riflessi granato, piuttosto consistente. Il profilo olfattivo è abbastanza intenso ed ampio, con richiami alle more ed al rabarbaro, alle visciole ed alla cannella, con slanci di viola essiccata, curcuma e chicchi di caffè. Al palato possiede bei tannini immersi in una struttura generosa ed elegante, sorretta da buona acidità e da un frutto pieno e ben espresso. Abbastanza morbido e caldo, si dimostra di buona lunghezza e persistenza, con un buon equilibrio che aumenterà con il passare del tempo.

Un classico dell’enologia toscana, lo abbinerei con carni alla brace o formaggi erborinati.

Con una produzione annua non lontana dai cinque milioni di bottiglie l’azienda vitivinicola di Valdobbiadene, Bisol 1542,  rappresenta una delle realtà più significative per la produzione di Prosecco Superiore di qualità. Un documento risalente appunto al 1542 testimonia che già a quel tempo la famiglia Bisol era dedita alla coltivazione della vite nella località di Santo Stefano di Valdobbiadene, un territorio eccezionale dove ad oggi può contare su ben cinquantacinque ettari vitati dedicati alla coltivazione della Glera.

Oggi stappiamo il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Molera: di colore giallo paglierino brillante, nel calice regala numerose bollicine fini, eleganti e persistenti. Al naso si apre vigoroso con profumi che ricordano la susina, la pera, la scorza di limone e la mela renetta, con cenni di glicine, fieno e fiori di tiglio, ampi e fragranti.

Il sorso è teso, con buona mineralità e freschezza in equilibrio, ed una componente glicerica che arrotonda e compatta il tutto; molto piacevole, scorre con sensazioni fruttate e floreali generose, distendendosi in un bel finale lungo e persistente.

Un Prosecco dalla grande personalità e qualità, grintoso  e generoso, ottimo in tavola con molteplici abbinamenti fra i quali suggerisco un risotto di capesante e zucchine.

 

Greco di Tufo Docg Riserva Raone 2020, Torricino

by Vitocco Francesco on

A Tufo, in provincia di Avellino, sorge l’azienda vitivinicola Torricino, nome questo della località che si distende sulle rive del fiume Sabato; dagli otto ettari vitati si realizzano una media di quarantamila bottiglie all’anno, dai classici vitigni campani Fiano, Falanghina, Greco e Aglianico.

Oggi assaggiamo l’annata 2020 del Greco di Tufo Docg Riserva Raone, prodotto in circa tremila esemplari l’anno: di colore giallo paglierino luminoso, dimostra buona consistenza ne calice da cui si apre al naso con energia e freschezza; intense sono le note di pesca, susina, agrumi, nocciola e salvia, con una linea minerale ben caratterizzata. Sapidità e freschezza in equilibrio si bilanciano al palato con le note pseudocaloriche ed un succo pieno e gustoso; frutto che emerge in progressione, regala un finale elegante e calibrato, lungo e piuttosto persistente.

Un Greco di qualità, territoriale e sincero, ottimo in tavola in abbinamento con primi piatti di pesce e verdure.

Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale 2016, Torrevento

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Torrevento si trova all’interno del parco nazionale dell’Alta Murgia, in località Corato, ai piedi del magnifico Castel del Monte. Nel 1948 la famiglia Liantonio acquistò un ex monastero benedettino del seicento con cinquantasette ettari di vigneto in contrada “Torre del Vento”, iniziando di fatto così il viaggio nella produzione di vini di qualità che l’ha condotta alla meravigliosa ed affermata realtà dei giorni nostri costituita da quattrocentocinquanta ettari vitati ed una produzione che sfiora i due milioni e mezzo di bottiglie l’anno.

Oggi assaggiamo una delle versioni più raffinate di Nero di Troia, il Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale, affinato per sei mesi in acciaio e per altri dodici in botti di rovere francese; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino luminoso, con bei riflessi che richiamano la porpora, decisamente consistente nel calice.

Al naso emergono vigorose note di mirto, ciliegia, viola essiccata, bacche di ginepro, liquirizia, terra bagnata e caffè; in bocca esprime un frutto pieno e succoso, con tannini maturi ed una bella componente pseudocalorica. Ben bilanciato fra freschezza e sapidità, scorre con eleganza sino al finale molto lungo e persistente.

Un gioiello dell’enologia pugliese, da provare in tavola con carni di agnello arrostite.

Il Prosecco di Valdobbiadene rappresenta uno dei vini più conosciuti ed apprezzati in Italia ed in tutto il mondo, grande vanto del Veneto vinicolo all’estero. L’azienda vitivinicola Val d’Oca, che ha sede proprio a Valdobbiadene, è una di quelle realtà la quale ha contribuito in maniera importante al raggiungimento di questi traguardi, con vini affidabili e di qualità. I numeri della cantina veneta sono importanti, con circa mille ettari vitati ed una produzione imponente che supera abbondantemente i dieci milioni di bottiglie all’anno.

Il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Rive di Barbozza si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, con belle bollicine fini, numerose e persistenti; di media consistenza nel calice, regala al naso intensi ricordi di pera, acacia, cedro, fiori di sambuco e noccioline tostate. In bocca esprime tutta la piacevolezza del Prosecco ed un’eleganza che ben contraddistingue gli spumanti di Val d’Oca; gentile al palato, riesce ad essere rotondo nonostante il basso residuo zuccherino di 10g/l. Fresco, sapido al punto giusto, esalta richiami fruttati e floreali ben armonizzati con una buon corpo e calibrate note pseudocaloriche.

Buona la persistenza aromatica, sottolinea un assaggio convincente e di grande qualità; ottimo come aperitivo, lo proverei in abbinamento con un delicato risotto di asparagi e capesante.

Frascati Superiore Docg Villa dei Preti 2019, Villa Simone

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Villa Simone si trova in località Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, ed dal 1982 anno della sua fondazione si è dedicata alla realizzazione di vini di alta qualità; oltre metà della produzione viene esportata, essendo capace di soddisfare anche il gusto internazionale, puntando sia sui vitigni locali come la Malvasia, il Cesanese ed il Sangiovese e sia su quelli internazionali come il Merlot ed il Syrah.

Da una selezione dei vitigni aziendali di Malvasia e Trebbiano il Frascati Superiore Docg Villa dei Preti si presenta per l’annata 2019 vestito di un bel manto giallo paglierino brillante con leggeri riflessi verdolini, di media consistenza nel calice; sentori di ananas e pesca solleticano l’olfatto, seguiti da richiami alla mela golden, alla pera, al glicine ed alla salvia. In bocca scorre con discreta morbidezza, ottima freschezza e sapidità, snello ed elegante; il finale di buona lunghezza e persistenza chiude l’assaggio di bel vino bianco di qualità, ottimo in abbinamento con piatti di pesce.

La cantina di Fregona nasce dall’unione di sette produttori storici capaci di rendere onore alla tradizionale produzione locale del celebre Torchiato, vanto della zona chiamata Cansiglio, precisamente dei comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore.

Quello che andiamo ad assaggiare oggi, il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona  Docg, è un vino ottenuto da un appasimento dei grappoli sui graticci, lavorati poi con la procedura della torchiatura, un processo che dura circa diciotto mesi a cui si aggiunge una permanenza in bottiglia di altri cinque mesi prima di essere immesso nel mercato; dalla vendemmia 2013 ci giunge nel calice con un manto dorato, intenso e molto consistente. Al naso affascina con intense note di zenzero, arancia caramellata, zafferano, frutta candita e miele, con cenni di uvetta e marmellata di fichi; in bocca scorre con estrema morbidezza, avvolgendo i sensi in un’armonica sequenza di freschezza e dolcezza, complessità e piacevolezza. La struttura rielabora al palato quanto proposto all’olfatto, chiudendo in bellezza con un gran finale di eccellente persistenza e lunghezza.

Un grande vino che assaggerei da solo, come piacere personale da fine giornata.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Salco 2015, Salcheto

by Vitocco Francesco on

A Montepulciano l’azienda vitivinicola Salcheto rappresenta una delle migliori realtà d’Italia volte alla sostenibilità, ambientale, sociale ed economica. Ottimi vini ed integrazione con la natura già dal nome: Salco richiama il Salice in antico toscano, e Salcheto è il nome del ruscello capace di delimitare la vallata un tempo ricca di salici appunto, limite naturale dell’azienda biologica e biodinamica.

La cantina condotta da Michele Manelli è stata fondata nel 1984 e ad oggi produce circa duecentotrentamila bottiglie all’anno, con una gamma di vini incentrata sui rossi dal classico vitigno sangiovese – siamo nelle storiche terre del Vino Nobile di Montepulciano.

Oggi stappiamo l’annata 2015 del Vino Nobile di Montepulciano Docg Salco, ottenuto da uve Sangiovese al 100%, affinate per ventiquattro mesi per il 30% in botte e per il 70% in tonneaux; di colore rosso rubino fitto con accenni color granato, si dimostra molto consistente nel calice. Al naso abbondano i profumi di more, ciliegie e lamponi, con sentori di mango, pepe nero, cioccolato fondente e cannella, intensi ed ampi; al naso è caldo e abbastanza morbido, con tannini croccanti e ben amalgamati in un corpo possente e corposo, complesso e strutturato, con sensazioni speziate ed ancora fruttate. Il finale è molto lungo e persistente, adatto ad un abbinamento con selvaggina e formaggi stagionati.