Docg

Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale 2015, Torrevento

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Torrevento si trova all’interno del parco nazionale dell’Alta Murgia, in località Corato, ai piedi del magnifico Castel del Monte. Nel 1948 la famiglia Liantonio acquistò un ex monastero benedettino del seicento con cinquantasette ettari di vigneto in contrada “Torre del Vento”, iniziando di fatto così il viaggio nella produzione di vini di qualità che l’ha condotta alla meravigliosa ed affermata realtà dei giorni nostri costituita da quattrocentocinquanta ettari vitati ed una produzione che sfiora i due milioni e mezzo di bottiglie l’anno.

Oggi assaggiamo una delle versioni più raffinate di Nero di Troia, il Castel del Monte Rosso Riserva Docg Vigna Pedale, affinato per sei mesi in acciaio e per altri dodici in botti di rovere francese; dalla vendemmia 2015 ci giunge di un colore rosso rubino splendente con leggeri riflessi violacei, consistente nel calice.

Al naso si apre con richiami intensi al ribes, alla mora, alla susina ed alla viola essiccata, con cenni balsamici e di erbe officinali; in bocca entra con note pseudocaloriche decise e ben supportate da un corpo importante, sostenuto da buona freschezza, sapidità, frutto e tannini ben lavorati e ben incorporati; complesso ma elegante, chiude con un finale lungo e di buona persistenza aromatica.

Ottimo in abbinamento con l’agnello al forno.

Oltrepò Pavese Docg Gran Cuvée Storica 1870 Brut, Giorgi

by Vitocco Francesco on

A Canneto Pavese, in provincia di Pavia, si trova la storica azienda Giorgi, fondata nel lontano 1875. Ad oggi dai sessanta ettari di vigneto può vantare una produzione di circa un milione e trecentomila bottiglie all’anno, fra le quali spicca la linea degli spumanti metodo classico, fiore all’occhiello dell’Oltrepò Pavese.

Dalle ottime bollicine assaggiamo oggi la pregiata Cuvée Storica 1870, un metodo classico brut ottenuto da sole uve Pinot Nero lasciate sui propri lieviti come vuole la tradizione per trentasei mesi; di colore giallo paglierini brillante con riflessi che ricordano l’oro, possiede un perlage fine ed elegante, con bollicine numerose e persistenti.

Bellissimo al naso, seduce con fragranze intense di pesca, cedro, agrumi e pan brioche, sottolineate da ampie note minerali; il sorso è avvolgente e delicato, tonico e complesso, sviluppando richiami floreali e ancora minerali. Armonico e succoso, sapido e fresco sino al finale molto lungo, persistente ed appagante.

Oltrepò Pavese di rango, ottimo per aperitivi importanti ma anche in abbinamento con piatti più corposi come i tortellini con ripieno di ragù d’anatra.

Taurasi Docg Opera Mia 2014, Tenuta Cavalier Pepe

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Tenuta Cavalier Pepe sorge in località Luogosano, in provincia di Avellino, nelle splendide terre del Taurasi, nel cuore dell’Irpinia; la Tenuta si estende su ben cinquantacinque ettari vitatati e undici dedicati ad uliveto, con la realizzazione di quindici Doc e quattro Docg, fra tutte quelle irpine Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi.

Oggi stappiamo il Taurasi Docg Opera Mia, ottenuto da uve Aglianico al 100%, affinate in barriques di rovere francese per un anno, in vasche di cemento per altri due anni ed almeno per un’ulteriore anno in bottiglia.

Dalla vendemmia 2014 ci giunge nel calice un vino di colore granato limpido e luminoso, decisamente consistente; avvicinando il naso possiamo percepire profumi ben delineati e ampi che ricordano la marmellata di more, la prugna matura, il caffè e la vaniglia, con accenni di tabacco, cioccolato e pepe bianco.

In bocca l’ingresso è avvolgente e condito da bei tannini lavorati e amalgamati in un grande corpo succoso; tratti di freschezza e sapidità conducono con note pseudocaloriche verso un ottimo equilibrio, chiudendo con un finale molto appagante e completo, lungo e deciso.

Grande espressione di Aglianico in purezza, lo proverei con dell’agnello in fricassea.

Roero Docg Riserva Sudisfà 2016, Negro

by Vitocco Francesco on

In località Sant’Anna, una frazione di Monteu Roero, nella provincia di Cuneo, sorge l’azienda vitivinicola Negro, realtà storica delle Langhe le cui origini risalgono al lontano 1670; ad oggi può contare su circa sessanta ettari vitati, per una produzione annua che si aggira intorno alle trecentocinquantamila bottiglie all’anno. Siamo nella terra di sua maestà Nebbiolo, sapientemente declinato nelle Docg Roero e Barbaresco, ma qui si possono assaggiare anche interessanti vini bianchi dal vitigno Arneis, in versione secco e fermo, spumante e passito.

Oggi stappiamo la storica selezione Roero Docg Riserva Sudisfà, prodotto dal Nebbiolo posto a circa trecentoquaranta metri d’altezza, affinato per trentadue mesi fra legno e bottiglia; dalla vendemmia 2016 ci giunge nel calice con un bel colore rosso granato intenso, decisamente consistente, aprendosi al naso lentamente con richiami ai frutti di bosco, alla confettura di ciliegie ed alla viola, proseguendo su sentieri evoluti di liquirizia, vaniglia, pepe, cannella e cuoio.

In bocca risulta compatto e succoso, con tannini precisi e una componente pseudocalorica decisa, scorrendo abbastanza morbido con una buona dose di freschezza e sapidità; molto complesso e strutturato, denota eleganza ed equilibrio, seppur fra qualche anno potrà essere armonioso.

Il finale è di ottima fattura, lungo e molto persistente, a chiudere un assaggio di grande qualità; ad oggi lo abbinerei con carni in umido, come uno spezzatino di manzo al pepe.

Brunello di Montalcino Docg Ugolforte 2015, Tenuta San Giorgio

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Tenuta San Giorgio si trova nella splendida Montalcino, precisamente a Castelnuovo dell’Abate, a due passi dall’Abbazia di Sant’Antimo. Fondata nel 1982, si estende su cinquantadue ettari, di cui la metà dedicati alla coltivazione della vite, nello specifico Sangiovese; dal 2016 è entrata a far parte del gruppo ColleMassari, una delle realtà enologiche più importanti d’Italia.

Oggi assaggiamo il Brunello di Montalcino Docg Ugolforte proveniente dalla vendemmia 2015, affinato per ventiquattro mesi in botti da 30 hl e messo in commercio dopo quattro anni complessivi: il vino si presenta vestito di un bel colore rosso rubino con striature granato, decisamente consistente nel calice.

Al naso si apre coralmente con pari note di ribes, marasca, petali di viola essiccata, tamarindo, pepe bianco, liquirizia e cuoio, molto intense ed eleganti; eleganza e fragranza che prosegue in bocca, con un succo maestoso solcato da tannini ben amalgamati ed espressivi. Fresco e sapido, corposo e pulito, scalda il cuore con note pseudocaloriche ben calibrate ed una longevità prospettica dalle grandi potenzialità.

Un Brunello di estrema qualità, che ben si colloca nel pregiato cosmo di ColleMassari; ottimo in abbinamento con piatti strutturati come la guancetta in riduzione di Sangiovese.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. I vigneti aziendali coprono all’incirca settanta ettari, disposti sulle colline intorno a Jesi, con i vitigni tipici di questo territorio a farla da padrona: Verdicchio in primis, ma anche Montepulciano e Sangiovese. La produzione annua si attesta intorno alle centoventimila bottiglie, con una qualità diffusa e declinata nelle varie etichette come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Utopia, il montepulciano Tabano Rosso ed il blend Tabano Bianco, ed una interpretazione da un vitigno internazionale come il Sauvignon La Breccia.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Utopia, lasciato a maturare per circa nove mesi in tini di cemento e sei in bottiglia, si presenta di un bel colore giallo paglierino limpido e scintillante, con leggeri riflessi che ricordano l’oro; consistente nel calice, possiede un bouquet olfattivo che richiama la salvia, la frutta gialla, il bergamotto e la mandorla, con sensazioni minerali diffuse ed eleganti.

In bocca coccola letteralmente il palato con buone note pseudocaloriche ed una piacevole morbidezza, solcata da freschezza e sapidità in armonia con la struttura succosa, fruttata e profonda; il sorso si sostiene sino alla fine con un inesorabile progressione, regalando un finale fine, pulito e molto persistente.

Verdicchio di gran classe, lo abbinerei con dei gamberoni in salsa vinaigrette.

A Pontassieve, in provincia di Firenze, si trova la Tenuta Bossi dei Marchesi Gondi, storica realtà del vino toscano di qualità risalente al lontano 1592; diciannove ettari di proprietà, coniugati per una produzione di circa cinquantamila bottiglie l’anno, qui sono coltivati vitigni classici come il Sangiovese, il Colorino ed il Trebbiano, affiancati da quelli internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot, lo Chardonnay ed il Sauvignon Blanc.

Oggi assaggiamo la vendemmia 2016 del Chianti Rufina Docg Riserva Villa Bossi, le cui uve provengono dalla Vigna Poggio Diamante, Sangiovese all’80% , Colorino al 10% e Cabernet Sauvignon al 10%, affinate per ben dodici mesi in botti di rovere di Slavonia da 25 hl, per dodici mesi in barriques e per ulteriori ventiquattro in bottiglia; il vino si presenta di un bel colore rosso rubino fitto ed intenso, con leggeri riflessi porporini, molto consistente nel calice da cui si apprezzano aromi di viola essiccata, prugne e confettura di more, seguiti da note di cardamomo, liquirizia, cannella e cioccolato.

Al palato scorre con tannini fitti e ben lavorati, fresco e sapido, con un frutto maturo e una struttura complessa e strutturata; grande il potenziale di sviluppo, offre note pseudocaloriche molto piacevoli ed un buon equilibrio che si perfezionerà con il tempo.

Un vino di grande qualità che abbinerei con un piccione al forno.

In località Pedemonte, in provincia di Verona, si trova l’azienda vitivinicola Speri, una delle realtà storiche del mondo del vino italiano, le cui radici affondano nella prima metà dell’ottocento. Ad oggi coltiva circa sessanta ettari di vigna, dedicandosi alle uve classiche della zona: Corvina, Rondinella e Molinara in primis, coadiuvate da Oseleta, Rossanella e altre minori. Dal 2015 l’azienda è stata certificata biologica, confermando così una ricerca di equilibrio fra la lavorazione della vigna e delle uve poi in cantina, e l’ambiente che ci circonda.

Assaggiamo oggi l’Amarone della Valpolicella Classico Superiore Docg Vigneto Monte Sant’Urbano, maturato in botti grandi e tonneau da cinque hl per trentasei mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e acceso, decisamente consistente nel calice da cui si apprezza un bouquet di profumi molto intensi ed ampi: confettura di more, prugna, amarena, liquirizia, ma anche nuance di eucalipto, cioccolato e sensazioni di tabacco biondo.

In bocca scorre con grande morbidezza, avvolgendo il palato con note pseudocaloriche e fruttate molto piacevoli, tannini eleganti ed un corpo composto ma possente; in progressione costante sostenuta da una vivace freschezza, si protrae in un finale lunghissimo e molto persistente.

Un grande vino che potrà essere sempre grande per molti e molti anni; oggi lo proverei in abbinamento con una faraona al forno ripiena di castagne.

L’azienda vitivinicola Bucci si trova ad Ostra Vetere, in provincia di Ancona, e precisamente in località Pongelli; fondata nel 1983 è stata capace in poco tempo di raggiungere livelli qualitativi di assoluta eccellenza e di diventare un punto di riferimento per la produzione del Verdicchio marchigiano, e non solo. Dai circa trentun ettari vitati, certificati biologici da più di vent’anni, si realizzano quattro vini: il Bucci ed il Villa Bucci Riserva, dal vitigno Verdicchio, il Villa Bucci Rosso ed il Tenuta Pongelli, entrambi da uve Montepulciano e Sangiovese.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Villa Bucci affina per circa diciotto mesi in botti di rovere di Slavonia da 50 e 70 hl, a cui ne fanno seguito almeno ulteriori dodici in bottiglia; l’annata 2016 riempie il calice di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri cenni dorati, decisamente consistente.

Al naso si viene letteralmente rapiti da un’armonia di note fruttate, pesca e melone, a cui seguono richiami alla mandorla, al fieno, alla lavanda, con cenni di biancospino, vaniglia e una linea minerale diffusa; al palato scorre morbido e caldo, solcato da una vibrante freschezza e impreziosito da una mineralità elegante. Se si chiudono gli occhi e si assapora il finale lunghissimo si raggiunge un equilibrio gustativo eccezionale; sarà interessante seguirne l’evoluzione negli anni, un vino già eccellente che saprà cambiare ed appassionare continuamente.

Lo proverei con dei tagliolini al tartufo.

La Tenuta Col d’Orcia rappresenta una delle realtà storiche di Montalcino; era già presente infatti, come Fattoria di Sant’Angelo in Colle, nel 1933 alla mostra dei vini d’Italia di Siena. Con più di 140 ettari posti sul versante sud di Montalcino verso il fiume Orcia, occupa una delle superfici vitate più estese di questa zona collinare che raggiunge un’altezza di circa 450 metri sul livello del mare. Dai vari vigneti aziendali vengono prodotti grandi vini rossi, fra cui ovviamente l’icona della zona, il Brunello di Montalcino, ma sono da provare anche l’interessante Sant’Antimo Cabernet Olmaia, il classico Rosso di Montalcino, lo Spezieri, blend di Sangiovese, Merlot, Cabernet e Ciliegiolo, e gli intriganti bianchi da uve Moscato e Pinot Grigio.

Il Brunello di Montalcino Riserva Docg Poggio al Vento è stato affinato per tre anni in botti di rovere di Allier e di Slavonia da 25 e 75 hl,  a cui fanno seguito ulteriori sedici mesi di riposo in bottiglia; l’annata 2013 riempie il calice di un bel colore rosso rubino con riflessi granato, limpido e luminoso, decisamente consistente.  Il profilo olfattivo è intenso, ampio e complesso: ciliegia sottospirito, prugna matura, viola essiccata, chiodi di garofano con sensazioni di grafite, liquirizia e cioccolato.

Possente al palato, la gioventù lo rende ancora molto compatto con tannini decisi che si sciolgono un po’ alla volta; una bella ventata fresco-sapida sostiene un corpo magnifico e succoso, sottolineando un frutto pieno con un richiamo costante alle note più evolute, sino al finale molto lungo e molto persistente.

Grande campione di qualità, lo abbinerei con uno stufato di lepre.