Doc

Nello splendido Parco Nazionale del Pollino, in località Saracena, in provincia di Cosenza, sorge l’azienda Masseria Falvo 1727; estesa su ventisei ettari di vigneto, coltivati seguendo il regime biologico, qui vengono coltivate soprattutto  le uve Moscatello di Saracena, Greco Nero, Malvasia e Magliocco, con anche interessanti sperimentazioni di Riesling e Traminer.

Oggi assaggiamo il Terre di Cosenza Pollino Magliocco Doc Riserva Graneta, affinato in tonneaux per circa sei mesi, per altri ventiquattro mesi in acciaio e per ulteriori sei mesi in bottiglia; l’annata 2012 si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi granato, luminoso e pieno, molto consistente nel calice. Al naso si apre con vigore su note di lampone e marasca, prugna matura, cannella, pepe nero, chiodi di garofano e cenni balsamici e tartufati; in bocca è succoso e caldo, di grande concentrazione, con tannini pregevoli e richiami speziati e fruttati molto generosi. Complesso e di grande struttura, si esprime al palato con pienezza ed un equilibrio che si affinerà e perfezionerà nel tempo, con un finale lungo e molto persistente.

Grande rosso di carattere, lo proverei in abbinamento con una tagliata di manzo con scaglie di grana e rucola.

Alto Adige Gewürztraminer Doc Nussbaumer 2017, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

Ci versiamo nel calice l’annata 2017 dell’Alto Adige Gewürztraminer Doc Nussbaumer, uno dei vessilli della cantina alto altesina: di colore giallo dorato, molto consistente nel calice, si apre all’olfatto con gentili note di mango, litchi, frutta tropicale e agrumi, sentori molto intensi ed ampi, a cui seguono richiami eleganti allo zenzero ed alla noce moscata. In bocca è l’ennesima poesia, delineata da grande morbidezza e struttura, con note pseudocaloriche ben dosate in una complessità matura, sottolineata da freschezza e sapidità in perfetto equilibrio.

Lo svolgimento in bocca è armonico e profondo, con un finale lungo e molto persistente; l’annata 2017 conferma il Nussbaumer come l’ennesimo capolavoro di questa eccellente cantina.

Ad Albana, nei pressi di Prepotto, storica capitale del vitigno Ribolla Nera, meglio conosciuto come Schioppettino, sorge l’azienda vitivinicola Vigna Petrussa, condotta dal 1995 da Hilde Petrussa. Sui circa sette ettari vitati vengono coltivate le tipiche uve autoctone Friulano, Ribolla Gialla, Refosco dal Peduncolo Rosso e appunto Schioppettino, ma anche le internazionali Sauvignon e Cabernet Franc, senza dimenticare il Picolit, da cui si ottiene uno dei migliori vini da fine pasto d’Italia.

Oggi stappiamo il Friuli Colli Orientali del Friuli Schioppettino di Prepotto Doc proveniente dalla vendemmia 2015: il vino si presenta di un bel colore rosso rubino limpido e luminoso, di buona consistenza nel calice; al naso esprime profumi che ricordano la marasca, il ribes e la prugna, con cenni di liquirizia e cannella, pepe nero e sensazioni balsamiche. Molto franco al palato, esprime tutte le caratteristiche tipiche del vitigno, con una briosa freschezza e tannini decisi, con un frutto pieno e succoso; di ottima beva nonostante una certa complessità, scorre con discreta morbidezza per allungarsi in un finale lungo ed appagante.

Vino sincero e di grande qualità, lo abbinerei ad una golosa “maialata”, succulento piatto che ho avuto il piacere di apprezzare in un ottimo ristorante in centro a Prepotto.

Situata in località Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, l’azienda vitivinicola Cantine del Notaio rappresenta uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la produzione di vini di qualità dal classico vitigno Aglianico, nella sua versione che rende pregiata la Basilicata. Nata nel 1998, negli anni questa splendida cantina è stata in grado di realizzare prodotti di eccellenza, interpretando e rendendo grande la tradizione vinicola locale.

Dei tanti gioielli aziendali assaggiamo oggi l’Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio, affinato in grotte naturali di tufo vulcanico in carati o tonneaux di rovere francese per almeno dodici mesi; l’annata 2015 si presenta di un bel colore rosso rubino acceso con leggeri riflessi che richiamano il granato, molto consistente nel calice. Il bouquet olfattivo è ampio e generoso, con note di prugna e marasca, viola essiccata e sottobosco, cannella, chiodi di garofano e cioccolato; in bocca è monumentale, pieno, goloso e succoso, con tannini già splendidi ma che si levigheranno ancora. Fresco, caldo, fruttato e speziato, soddisfacente per pienezza ed equilibrio, con un finale importante, molto lungo e molto persistente.

Grande Aglianico, di qualità eccellente, da provare in abbinamento con la selvaggina.

 

La società agricola Tenuta Sant’Antonio si trova in località Cologna ai Colli, in provincia di Verona, gestita dai quattro fratelli Massimo, Armando, Tiziano e Paolo Castagnedi; qui si respira una vera passione per la produzione di grandi vini di qualità, quelli della tradizione scaligera, Amarone, Valpolicella e Soave, campioni che nel tempo, a partire dalle vigne paterne, sono stati in grado di raggiungere un’affermazione a livello mondiale. Qui si possono trovare alcuni dei più interessanti Amaroni e Valpolicella d’Italia, come il pluripremiato Selezione Antonio Castagnedi, ma anche grandi bianchi come il Monte Ceriani, vero cru di Soave.

Il Valpolicella Superiore Doc La Bandina è composto da un mix di uve locali, per lo più Corvina e Corvinone circa per il 70%, Rondinella per il 20% e Croatina e Oseleta in parti uguali per l’ultimo 10%; dopo un affinamento di circa ventiquattro mesi in tonneaux nuove di rovere francese da cinquecento litri l’annata 2015 ci regala uno splendido colore rosso rubino luminoso con leggeri cenni violacei, di buona consistenza nel calice.

Al naso si apre con intensità richiamando note di marasca, viola essiccata, legno di bosso, liquirizia e caffè; al palato scorre con buona morbidezza regalando belle sensazione pseudocaloriche. Fresco e piacevole, possiede una bella struttura fruttata e speziata in cui i tannini si esprimono con leggerezza e nobiltà.

Il finale lungo e persistente chiude l’assaggio di un vino equilibrato e molto genuino, espressione sapiente di un territorio generoso e vocato ai vini di grande qualità; lo proverei in abbinamento con una bella tagliata di manzo.

Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella 2017, Bigi

by Vitocco Francesco on

La Casa Vinicola Bigi si trova in località Ponte Giulio, in provincia di Orvieto, dove dal 1972 si è spostata in una struttura moderna con una capacità produttiva di oltre trentamila ettolitri; gli ettari di proprietà dedicati alla vite sono centotrentasei, con una netta maggioranza, circa il 70%, di vitigni a bacca bianca, posti su colline ad un’altezza variabile compresa fra i centocinquanta e i quattrocentocinquanta metri sul livello del mare.

L’Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella è ottenuto da uve Grechetto, Trebbiano Toscano, Verdello, Malvasia Toscana e Drupeggio e per l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino luminoso, di media consistenza nel calice; al naso è intenso e molto fresco, con note di pesca, biancospino, salvia, ananas e frutta secca, con cenni minerali diffusi.

All’assaggio esprime una decisa mineralità e freschezza, è abbastanza morbido e possiede un frutto pieno e succoso; snello ma di buona struttura, chiude coccolando il palato con ritorni fruttati ed una buona persistenza aromatica.

Qualità e tipicità in questo ottimo vino bianco, da abbinare a piatti delicati come un risotto con gamberetti e zucchine.

Soave Classico Doc La Rocca 2016, Pieropan

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Pieropan è stata fondata nel lontano anno 1880 a Soave, cittadina medievale, famosa per la splendida cinta muraria ed il castello che si possono ammirare già dall’autostrada, prima di immergersi nei tanti vigneti che caratterizzano questa zona del veronese.

Dal centrale palazzo Pullici è cominciata l’avventura di questa cantina, diventata nel tempo punto di riferimento di tutta la zona per la produzione di vini di alta qualità, con alcuni celebri vigneti diventati veri e propri gran cru: il Calvarino e il La Rocca.

Oggi assaggiamo proprio il Soave Classico Doc La Rocca, da uve Garganega in purezza, affinate in legno per circa un anno con una sosta in vetro prima di essere messo in commercio: dalla vendemmia 2016 giunge nel calice un vino di colore giallo dorato, luminoso e scintillante, di buona consistenza nel calice.

Al naso si apre con gentili ma intensi richiami alla pesca ed all’ananas, seguiti da ricordi di ginestra, anice, caprifoglio e coriandolo, con una linea minerale di sottofondo; in bocca scorre molto rotondo e perfettamente equilibrato, la sapidità si sposa con la freschezza e le note pseudocaloriche regalando grande eleganza e profondità. Gustoso e complesso, si protrae in un bel finale completo e molto persistente, toccando un’emozionante armonia generale.

Soave ai suoi massimi livelli, un campione imprescindibile per chi vuole apprezzare al meglio i frutti di quest’angolo di Veneto; lo abbinerei a delle capesante con un ridotto di aceto balsamico.

A Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, precisamente in contrada Cordano, si trova l’azienda vitivinicola Marchesi de’ Cordano, nell’antica Terra dei Vestini; in un paesaggio caratterizzato da splendidi vigneti ed uliveti, ai piedi della Maiella, è nata partendo da dodici ettari l’avventura di questa cantina, vocata da subito alla produzione di vini di qualità. Già nel 2011 è stata realizzata una nuova e moderna cantina, capace di soddisfare tutti i requisiti richiesti di accoglienza, funzionalità ed integrazione con il territorio.

Oggi assaggiamo il Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva Trinità, dal vitigno a bacca rossa simbolo di questa regione, affinato in barrique per dodici mesi a cui segue un ulteriore periodo di riposo in bottiglia di altri dodici mesi; il frutto della vendemmia 2013 si presenta di un fitto color rosso rubino, lucente e di grande consistenza nel calice.

All’olfatto si apre con intese note di ciliegia, mora, confettura di ribes, mirto, tabacco e cacao, di grande impatto; al palato è avvolgente e solcato da tannini decisi, il corpo è vigoroso e importante, con un impianto fresco – sapido in equilibrio con le componenti pseudocaloriche.

Strutturato e ricco di frutto, chiude con un finale caldo, lungo e molto persistente; rosso importante da celebrare in abbinamento con carni saporite come quella d’agnello.

Falanghina del Sannio Doc 2017, Mustilli

by Vitocco Francesco on

In località Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, sorge la storica azienda vitivinicola Mustilli, conosciuta fra le altre cose per aver nel 1979 vinificato in purezza il vitigno Falanghina; a conduzione familiare, la cantina campana coniuga al meglio tradizione e innovazione, concentrandosi sulla produzione di vini dai vitigni locali Falanghina, Greco, Piedirosso e Aglianico. L’azienda merita una visita, con le bellissime cantine storiche scavate nel tufo poste a quindici metri di profondità nel centro di Sant’Agata dei Goti.

Oggi assaggiamo l’annata 2017 del Falanghina del Sannio Doc, un vino di colore giallo paglierino luminoso e di buona consistenza nel calice; al naso si percepiscono intensi e fini aromi di ananas, melograno, arancia e mela, con un bel tocco di mineralità. Splendida al palato, scorre gentile ed elegante, succosa e fruttata, con una buona freschezza equilibrata con la sapidità; piacevole e di estrema pulizia, chiude con finale sempre elegante e di buona persistenza aromatica.

Un grande vino del territorio, da abbinare a piatti a base di pesce.

 

Colli Orientali del Friuli Sauvignon Doc 2017, Scubla

by Vitocco Francesco on

A Ipplis di Premariacco, in provincia di Udine, si trova l’azienda vitivinicola Scubla, un’altra grande realtà del vino del Friuli Venezia Giulia; fondata nel 1991, ad oggi conta una produzione di circa sessantamila bottiglie all’anno da dodici ettari vitati.

La gamma di vini aziendale punta sui vitigni internazionali che ben si sono sviluppati in regione e su quelli della tradizione locale; tanti i prodotti interessanti e di alta qualità: fra i bianchi ricordiamo il Pinot Bianco, il Friulano, il blend di Malvasia Istriana e Ribolla Gialla Lo Speziale ed il grande Pomédes – Pinot Bianco, Friulano e Riesling -, il Rosso Scuro da uve Merlot al’80% e Refosco dal Peduncolo Rosso al 20% e l’ottimo Merlot in purezza, con alcuni gioiellini da fine pasto come il Verduzzo Friulano Passito Cràtis ed il Riesling Passito Al Vento.

Oggi stappiamo il Collie Orientali del Friuli Sauvignon Doc, un vino che passa otto mesi a contatto con i propri lieviti: l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino luminoso con riflessi verdolini, consistente nel calice; all’olfatto evoca note di ginestra, melograno e pompelmo, con una bella nota di bosso, seguita da ananas e fiori di tiglio. In bocca si apprezza una bella freschezza, supportata da mineralità e da un buon corpo; di buona eleganza ed ottima pulizia, lascia spazio a sensazioni citrine e ancora minerali, dimostrandosi estremamente piacevole e di ottima fattura.

Lungo e persistente il finale, chiude l’assaggio di un altro Sauvignon d’autore, da una regione naturalmente vocata alla produzione di vini bianchi, grazie all’ottimo lavoro che viene effettuato prima in vigna e poi in cantina; lo porterei in tavola con delle linguine agli scampi.