Classico

L’azienda vitivinicola Sartori rappresenta un pezzo di storia della viticoltura veronese di qualità; situata a Santa Maria di Negrar e fondata nel lontano 1898, ad oggi può vantare un’impressionante produzione che si aggira intorno ai sedici milioni di bottiglie all’anno. Un vero e proprio colosso quindi, che è riuscito sempre a mantenere elevato il livello dei propri prodotti, caratterizzati dai classici campioni scaligeri: l’Amarone su tutti, il Recioto della Valpolicella ed il Recioto di Soave, il Ripasso, il Valpolicella Superiore ed il Soave.

L’Amarone della Valpolicella Classico Docg Corte Brà 2011 si compone di uve Corvina al 50%, Corvinone al 30%, Rondinella al 15% e Oseleta al 5%, affinate in botti di rovere di piccole e medie dimensioni per quattro anni, a cui segue una sosta di almeno altri sei mesi in bottiglia; dalla vendemmia 2011 ci giunge nel calice un vino di colore rosso rubino con ampi con riflessi granato, fitto e luminoso. Al naso si apre lentamente a note di prugna matura, ribes, papaya, rabarabaro e violetta essiccata, con cenni di tabacco biondo, pepe nero e cacao.

Al palato scorre con estrema morbidezza, i tannini sono vellutati, integrati in una struttura importante e profonda; succoso, fruttato e speziato, risulta ben bilanciato e con prospettive di grande longevità; compatto e simmetrico il finale, possiede una grande lunghezza e persistenza aromatica intensa.

Amarone di grande qualità, da provare in abbinamento con un succulento brasato all’Amarone.

Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella 2017, Bigi

by Vitocco Francesco on

La Casa Vinicola Bigi si trova in località Ponte Giulio, in provincia di Orvieto, dove dal 1972 si è spostata in una struttura moderna con una capacità produttiva di oltre trentamila ettolitri; gli ettari di proprietà dedicati alla vite sono centotrentasei, con una netta maggioranza, circa il 70%, di vitigni a bacca bianca, posti su colline ad un’altezza variabile compresa fra i centocinquanta e i quattrocentocinquanta metri sul livello del mare.

L’Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella è ottenuto da uve Grechetto, Trebbiano Toscano, Verdello, Malvasia Toscana e Drupeggio e per l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino luminoso, di media consistenza nel calice; al naso è intenso e molto fresco, con note di pesca, biancospino, salvia, ananas e frutta secca, con cenni minerali diffusi.

All’assaggio esprime una decisa mineralità e freschezza, è abbastanza morbido e possiede un frutto pieno e succoso; snello ma di buona struttura, chiude coccolando il palato con ritorni fruttati ed una buona persistenza aromatica.

Qualità e tipicità in questo ottimo vino bianco, da abbinare a piatti delicati come un risotto con gamberetti e zucchine.

Soave Classico Doc La Rocca 2016, Pieropan

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Pieropan è stata fondata nel lontano anno 1880 a Soave, cittadina medievale, famosa per la splendida cinta muraria ed il castello che si possono ammirare già dall’autostrada, prima di immergersi nei tanti vigneti che caratterizzano questa zona del veronese.

Dal centrale palazzo Pullici è cominciata l’avventura di questa cantina, diventata nel tempo punto di riferimento di tutta la zona per la produzione di vini di alta qualità, con alcuni celebri vigneti diventati veri e propri gran cru: il Calvarino e il La Rocca.

Oggi assaggiamo proprio il Soave Classico Doc La Rocca, da uve Garganega in purezza, affinate in legno per circa un anno con una sosta in vetro prima di essere messo in commercio: dalla vendemmia 2016 giunge nel calice un vino di colore giallo dorato, luminoso e scintillante, di buona consistenza nel calice.

Al naso si apre con gentili ma intensi richiami alla pesca ed all’ananas, seguiti da ricordi di ginestra, anice, caprifoglio e coriandolo, con una linea minerale di sottofondo; in bocca scorre molto rotondo e perfettamente equilibrato, la sapidità si sposa con la freschezza e le note pseudocaloriche regalando grande eleganza e profondità. Gustoso e complesso, si protrae in un bel finale completo e molto persistente, toccando un’emozionante armonia generale.

Soave ai suoi massimi livelli, un campione imprescindibile per chi vuole apprezzare al meglio i frutti di quest’angolo di Veneto; lo abbinerei a delle capesante con un ridotto di aceto balsamico.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. I vigneti aziendali coprono all’incirca settanta ettari, disposti sulle colline intorno a Jesi, con i vitigni tipici di questo territorio a farla da padrona: Verdicchio in primis, ma anche Montepulciano e Sangiovese. La produzione annua si attesta intorno alle centoventimila bottiglie, con una qualità diffusa e declinata nelle varie etichette come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Utopia, il montepulciano Tabano Rosso ed il blend Tabano Bianco, ed una interpretazione da un vitigno internazionale come il Sauvignon La Breccia.

Oggi assaggiamo il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Doc Classico Utopia, un vino che matura in vasche di cemento per dodici mesi e per sei mesi in bottiglia: l’annata 2015 si presenta di un bel colore giallo paglierino scintillante, di ottima consistenza nel calice. Al naso si apprezzano intense note di pesca bianca, mimosa, salvia, cedro e agrumi, con cenni di ginestra e di caprifoglio; in bocca è eccellente, con un ottimo equilibrio fra sapidità, freschezza e note pseudocaloriche. Fruttato e minerale, si dimostra estremamente pulito ed elegante, profondo e complesso; il finale importante si percepisce simmetrico e molto persistente.

Verdicchio di alta qualità, perfetto per abbinamenti a base di pesce, spiedini di gamberoni e scampi in primis.

L’azienda di Tramin Elena Walch è una delle più note e rinomate nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige; fondata nel 1988, produce alcune delle migliori espressioni dai vitigni tipici della zona, come Lagrein , Riesling, Pinot Nero e Gewürztraminer, oltre ad interessanti interpretazioni da altri vitigni come Merlot, Chardonnay e Sauvignon, con un grande blend di altissimo livello, il Kermesse Vdt, unione sapiente di Syrah, Petit Verdot, Merlot, Lagrein e Cabernet Sauvignon.

Dalle migliori selezioni del classico vitigno Schiava viene realizzato l’Alto Adige Lago di Caldaro Doc Classico Superiore Per Sé, di cui oggi assaggiamo l’annata 2017: di colore rosso rubino luminoso, possiede una media consistenza nel calice; al naso arrivano note di ciliegia, prugna, mora e lampone, seguite da violetta e cacao. In bocca scorre con bei tannini delicate ed eleganti, fresco e sapido in buon equilibrio la struttura è interessante e abbonda d richiami simmetrici a quanto percepito con l’olfatto.

Molto piacevole e di ottima fattura, chiude con un bel finale snello e intrigante; sarà perfetto in abbinamento con i tipici salumi locali.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. Nel 2015 nasce l’azienda Mirizzi, voluta da Gianluca Mirizzi, per sviluppare uno stile produttivo che affianchi quello già affermato nella cantina jesina.

I vigneti si estendono per circa sei ettari sulla collina prominente la località di Monteroberto, sul lato destro della strada che porta al centro abitato di Cupramontana; il Castelli di Jesi Verdicchio Doc Classico Superiore Ergo nasce da un vero e proprio cru, frutto di un’accurata selezione delle uve coltivate in regime biologico e vendemmiate tardivamente. L’annata 2016 ha subito un affinamento di circa un anno sui propri lieviti, di cui in buona parte in anfora: il colore è fra il giallo dorato ed il paglierino, di buona consistenza nel calice; al naso arrivano stoccate precise e intense di ananas, mimosa, arancia candita, mandorla, caprifoglio e burro, con leggeri sbuffi mielosi. Al palato si concede con generosità, tanti sono i ritorni fruttati e floreali, con una spinta fresco – sapida decisa e ben supportata da struttura e morbidezza; caldo e ben bilanciato, ritornano sul finale piacevoli note agrumate, con buona lunghezza e persistenza aromatica.

Verdicchio d’autore, convincente e molto interessante, da provare in abbinamento con una faraona ripiena agli asparagi verdi.

Quando parliamo di Antinori parliamo di eccellenza. Sono più di seicento anni che questa storica famiglia si occupa di vino, un viaggio iniziato nel lontano 1385 e percorso attraverso generazioni e generazioni, ad oggi ben ventisei. Antinori ora è una sfaccettata e rinomata realtà vitivinicola, capace di creare qualità ed estrarre potenziale dai migliori e variegati territori d’Italia e del mondo. Tutto è cominciato in Toscana, ed oggi assaggiamo proprio uno dei gioielli del Chianti Classico, il Badia a Passignano.

Da uve Sangiovese in purezza, affinate in parte in barriques ungheresi nuove da 300 e 225 litri ed in piccola parte in barriques francesi nuove da 225 litri, si presenta per l’annata 2006 di un bel colore fra il granato ed il rubino; consistente nel calice, si apre inizialmente su note di mora e prugna, seguite col passare dei minuti da richiami al rabarbaro, alla terra bagnata e alla viola, per finire su ampi toni di liquirizia, pepe nero, china e cuoio. Eccellente in bocca la freschezza di un Chianti di dodici anni, ancora perfetto sia dal punto di vista del frutto, pieno e generoso, sia dal punto di vista del calore, della trama tannica cha apre ad un futuro ancora più longevo; elegante e molto appagante, regala un finale simmetrico e preciso, lungo e di buona persistenza.

Vino di classe, un Chianti generoso e raffinato.

In località Pedemonte, in provincia di Verona, si trova l’azienda vitivinicola Speri, una delle realtà storiche del mondo del vino italiano, le cui radici affondano nella prima metà dell’ottocento. Ad oggi coltiva circa sessanta ettari di vigna, dedicandosi alle uve classiche della zona: Corvina, Rondinella e Molinara in primis, coadiuvate da Oseleta, Rossanella e altre minori. Dal 2015 l’azienda è stata certificata biologica, confermando così una ricerca di equilibrio fra la lavorazione della vigna e delle uve poi in cantina, e l’ambiente che ci circonda.

La Valpolicella è la terra del celebre Amarone e qui se ne produce uno dei migliori e pregiati d’Italia, l’ Amarone della Valpolicella Classico Docg Vigneto Monte Sant’Urbano; stappiamo oggi, o meglio, abbiamo stappato preventivamente tre ore fa, l’annata 2013, che si presenta nel calice di un bel colore rosso granato luminoso e limpido, denotando una grande consistenza. Al naso è intenso e avvolgente, con toni eleganti di frutta matura, prugna e mora, seguiti da richiami al sottobosco, al rabarbaro e alla viola essiccata, terminando con note di liquirizia, pepe e cannella.

In bocca si apprezza una grande morbidezza ed un’intensa presenza pseudocalorica, buona freschezza e sapidità controllata; grintoso, possente ma calibrato, propone un frutto maturo e pieno, lasciando spazio a riflessioni per il futuro quando sarà interessante riassaggiarlo fra una decina d’anni.

Il finale lungo e molto persistente chiude l’assaggio di un Amarone eccellente e di grande personalità, mai eccessivo e sempre piacevole ed emozionante. Proviamolo in abbinamento con carni rosse decisamente saporite, ma sarà ottimo e soddisfacente anche da solo.

In località Barbara, in provincia di Ancona, si trova l’azienda vitivinicola Santa Barbara, situata fra le colline racchiuse dai due fiumi Misa e Nevola, a soli venticinque chilometri dal mare Adriatico. Fondata nel 1984 e di proprietà di Stefano Antonucci, la sede produttiva si trova all’interno di un suggestivo antico monastero, dove le uve Verdicchio, Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay e Pinot Nero, vengono lavorate per dare vita a vini di grande qualità, con una produzione annua che si aggira intorno alle novecentomila bottiglie.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc Stefano Antonucci si presenta per l’annata 2015 di un bel colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati, di buona consistenza nel calice; al naso richiama con intensità aromi di pesca, sambuco, ginestra, ananas ed erba appena tagliata.

In bocca entra sapido e discretamente morbido, molto espressivo e giustamente fresco, dall’aroma coinvolgente e pieno; elegante e strutturato, dosa il calore e i ritorni fruttati in buona armonia.

Il finale lungo e persistente regala generose sensazioni fruttate molto piacevoli; tanta qualità per questo Verdicchio d’autore, lo proverei in abbinamento con del carpaccio di triglie in saor.

Orvieto Classico Superiore Docg Muffa Nobile 2015, Palazzone

by Vitocco Francesco on

Nella bellissima Orvieto sorge l’azienda Palazzone, realtà che dal 1969 produce vini di alta qualità; le bottiglie prodotte ogni anno si aggirano intorno alle centotrentamila, per un totale di ventiquattro ettari vitati, dedicati alle uve Grechetto, Procanico, Sauvignon Blanc, Viogner, Sangiovese, Merlot, Caberner Sauvignon e Franc.

Oggi assaggiamo un vino eccezionale, uno dei pochi prodotti in Italia capace di sfruttare al meglio la muffa nobile, tratto essenziale di grandi vini dolci come il Sauternes, l’Orvieto Classico Superiore Docg Muffa Nobile; ottenuto da un 50% di uve Grechetto, da un 40% di Sauvignon Blanc e da un 10% di Procanico, l’annata 2015 si presenta con un manto dorato acceso, limpido e molto consistente nel calice. Al naso si percepisce intenso, con note di frutta candita, zenzero, zafferano, fiori di camomilla, miele e mandorle; al palato scorre vellutato ed avvolgente, con una componente glicerica importante ma ben sostenuta da una calibrata freschezza.

Il sorso termina con una scia aromatica molto lunga e corposa, davvero piacevole; vino che racchiude grande qualità ed un po’ di magia, la trasformazione di un evento naturale come la muffa in un prodotto umano sublime.

Lo proverei in abbinamento con formaggi molto saporiti.