Classico

Dalla Cantina Produttori Santa Maddelena e Produttori di Gries è nata nel 2001 Cantina Bolzano, una splendida realtà dell’Alto Adige, fra le eccellenze oggi regionali e nazionali. Gli ettari posti a vigna sono in totale circa trecentoventi con un ragguardevole numero di bottiglie prodotte ogni anno che si aggira intorno ai tre milioni; la gamma dei vini è ampia e vasta, con autorevoli interpretazioni dai vitigni classici del territorio e da quelli più internazionali che qui hanno trovato una culla d’elezione: Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, Lagrein, Pinot Nero, Schiava, ma anche Moscato Giallo, Moscato Rosa, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Gewürztraminer e Müller Thurgau.

C’è da dire che la linea dei vini rossi è davvero eccezionale, con campioni di qualità come il Merlot Siebeneich, il Cabernet Mumelter e tutta la linea dei Lagrein; oggi assaggiamo un vino che rappresenta la tradizione vitivinicola del luogo, costituito in gran parte da uva Schiava, la più diffusa – e bevuta – in tutta la regione: l’Alto Adige St. Magdalener Classico Doc Moar.

Schiava appunto con un pizzico di Lagrein, si presenta per l’annata 2019 di un bel colore rosso rubino acceso e scintillante, di buona consistenza nel calice; al naso si apre con ottima intensità con profumi di viola, lamponi, ciliegie mature, accenni di humus ed erba tagliata di fresco. Di buona sapidità, delicato e morbido al palato, si dona immediato e fruttato, ma con una struttura non banale, caldo ed a tratti erbaceo. Scattante e di buona tensione, accompagna i sensi in un finale appropriato, lungo e persistente.

Grande qualità in un classico sempre molto piacevole e di grande territorialità; lo proverei in abbinamento con dei canederli con speck.

Korì Metodo Classico Bellone Brut, Cincinnato

by Vitocco Francesco on

In località Cori, in provincia di Latina, sorge la splendida azienda vitivinicola, wine resort e ristorante Cincinnato; i numeri di questa cooperativa fondata nel 1947 comprendono ad oggi circa centotrenta soci per cinquecentocinquanta ettari dedicati alla coltivazione della vite, con una produzione che supera mediamente le novecentomila all’anno.

Dei molti interessanti vini oggi ci versiamo nel calice il Korì Metodo Classico Bellone Brut, affinato a contatto con i propri lieviti per ventiquattro mesi; dotato di un bel perlage elegante e persistente, con bollicine di ottima fattura, brilla di un bel colore giallo paglierino intenso. Al naso regala piacevoli ed intense note di pasticceria al burro, agrumi, zenzero, banana e pesca bianca, con ricordi di fiori bianchi e bei cenni tostati; in bocca è gustoso e fresco, di buona mineralità e corpo, caldo e discretamente morbido. In progressione ripropone una simmetria di sensazioni già provate all’olfatto, chiudendo con coerenza e slancio in un lungo finale elegante e persistente.

Interpretazione di uve Bellone capace di coniugare territorialità e gran classe; lo proverei in abbinamento con dei fiori di zucca fritti.

L’azienda agricola Valentina Cubi si trova in località Casterna, a Fumane in provincia di Verona, nella celebre Valpolicella del vino; da anni operante con il metodo biologico, vengono realizzati grandi rossi dalle uve locali Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara, ma anche Cabernet, Sangiovese. Ottima anche la possibilità ricettiva, data la presenza di un bellissimo agriturismo elegante e molto confortevole, perfetto corollario ad una “wine experienece”.

Il Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc Arusnatico è composto da uve Corvina al 65%, Rondinella al 25% e Molinara al 10%, lavorate con il tradizionale metodo del “ripasso”, a contatto con le bucce per circa due settimane, a cui segue un affinamento in legno di dodici mesi ed in bottiglia di sei; il risultato della vendemmia 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino intenso, decisamente consistente nel calice. Il bouquet olfattivo si compone di intensi richiami al ribes, alla marasca, alla viola essiccata, al pepe nero ed alla cannella, con cenni di rovo e cioccolato; in bocca è caldo e solcato da bei tannini vivaci, con una linea minerale delicata e una vena fresco – sapida incisiva. Il succo è pieno e corposo, con una finale lungo e persistente; un rosso capace di unire splendidamente territorialità ed alta qualità, da provare in abbinamento con delle costine di maiale alla brace.

Jesi, una delle capitali del vino bianco di qualità in Italia, qui negli anni sessanta è cominciata l’avventura della cantina Monteccappone, di proprietà dal 1997 della famiglia Bomprezzi – Mirizzi. I vigneti aziendali coprono all’incirca settanta ettari, disposti sulle colline intorno a Jesi, con i vitigni tipici di questo territorio a farla da padrona: Verdicchio in primis, ma anche Montepulciano e Sangiovese. La produzione annua si attesta intorno alle centoventimila bottiglie, con una qualità diffusa e declinata nelle varie etichette come il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Utopia, il montepulciano Tabano Rosso ed il blend Tabano Bianco, ed una interpretazione da un vitigno internazionale come il Sauvignon La Breccia.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Classico Utopia, lasciato a maturare per circa nove mesi in tini di cemento e sei in bottiglia, si presenta di un bel colore giallo paglierino limpido e scintillante, con leggeri riflessi che ricordano l’oro; consistente nel calice, possiede un bouquet olfattivo che richiama la salvia, la frutta gialla, il bergamotto e la mandorla, con sensazioni minerali diffuse ed eleganti.

In bocca coccola letteralmente il palato con buone note pseudocaloriche ed una piacevole morbidezza, solcata da freschezza e sapidità in armonia con la struttura succosa, fruttata e profonda; il sorso si sostiene sino alla fine con un inesorabile progressione, regalando un finale fine, pulito e molto persistente.

Verdicchio di gran classe, lo abbinerei con dei gamberoni in salsa vinaigrette.

In località Pedemonte, in provincia di Verona, si trova l’azienda vitivinicola Speri, una delle realtà storiche del mondo del vino italiano, le cui radici affondano nella prima metà dell’ottocento. Ad oggi coltiva circa sessanta ettari di vigna, dedicandosi alle uve classiche della zona: Corvina, Rondinella e Molinara in primis, coadiuvate da Oseleta, Rossanella e altre minori. Dal 2015 l’azienda è stata certificata biologica, confermando così una ricerca di equilibrio fra la lavorazione della vigna e delle uve poi in cantina, e l’ambiente che ci circonda.

Assaggiamo oggi l’Amarone della Valpolicella Classico Superiore Docg Vigneto Monte Sant’Urbano, maturato in botti grandi e tonneau da cinque hl per trentasei mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e acceso, decisamente consistente nel calice da cui si apprezza un bouquet di profumi molto intensi ed ampi: confettura di more, prugna, amarena, liquirizia, ma anche nuance di eucalipto, cioccolato e sensazioni di tabacco biondo.

In bocca scorre con grande morbidezza, avvolgendo il palato con note pseudocaloriche e fruttate molto piacevoli, tannini eleganti ed un corpo composto ma possente; in progressione costante sostenuta da una vivace freschezza, si protrae in un finale lunghissimo e molto persistente.

Un grande vino che potrà essere sempre grande per molti e molti anni; oggi lo proverei in abbinamento con una faraona al forno ripiena di castagne.

L’azienda vitivinicola Cantina di Caldaro rappresenta una delle realtà cooperative più estese dell’Alto Adige, frutto dell’unione di cinque aziende unitesi nel tempo, ad oggi può vantare circa seicentocinquanta soci e quattrocentocinquanta ettari di vigneto; diverse le linee produttive, protagonisti sono i classici vitigni della zona: Pinot Bianco e Grigio, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Gewürztraminer, Müller Thurgau, Moscato Giallo e Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Pinot Nero e ovviamente Schiava.

Oggi assaggiamo l’Alto Adige Lago di Caldaro Classico Superiore della prestigiosa linea Quintessenz: dai migliori vigneti di Schiava, l’annata 2018 ha affinato sulle fecce fini per sei mesi fra cemento e grandi botti di legno. Di colore rosso rubino intenso e luminoso, di media consistenza nel calice, possiede intensi aromi di marasca, frutti di bosco, rosa canina, marmellata di more e cardamomo; in bocca scorre molto snello e compatto, fresco e sapido al punto giusto, con una leggera trama tannica pulita e molto piacevole. Il finale avvolgente  e molto persistente ripropone un frutto pieno e ricco di passione; ben equilibrato, un vino dalla grande tipicità e qualità, da provare in abbinamento con delle tagliatelle al ragù di corte.

Soave Classico Doc Calvarino 2016, Pieropan

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Pieropan è stata fondata nel lontano anno 1880 a Soave, cittadina medievale, famosa per la splendida cinta muraria ed il castello che si possono ammirare già dall’autostrada, prima di immergersi nei tanti vigneti che caratterizzano questa zona del veronese.

Dal centrale palazzo Pullici è cominciata l’avventura di questa cantina, diventata nel tempo punto di riferimento di tutta la zona per la produzione di vini di alta qualità, con alcuni celebri vigneti diventati veri e propri gran cru: il Calvarino e il La Rocca.

Il Soave Classico Doc Calvarino, Garganega al 70% e Trebbiano di Soave al 30%, affina in vasche di cemento vetrificato per circa un anno e per qualche mese in bottiglia; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo paglierino luminoso e scintillante, consistente nel calice. Al naso arrivano profumi intensi e ampi, con ricordi di pera, camomilla, biancospino, sambuco e frutta secca; in bocca scorre con ottima freschezza e giusta sapidità, buone sono le note pseudocaloriche e molto pregevole la struttura elegante e compatta.

Lungo, simmetrico e molto persistente il finale, chiude l’assaggio di un altro vino d’autore della cantina Pieropan.

L’azienda vitivinicola Sartori rappresenta un pezzo di storia della viticoltura veronese di qualità; situata a Santa Maria di Negrar e fondata nel lontano 1898, ad oggi può vantare un’impressionante produzione che si aggira intorno ai sedici milioni di bottiglie all’anno. Un vero e proprio colosso quindi, che è riuscito sempre a mantenere elevato il livello dei propri prodotti, caratterizzati dai classici campioni scaligeri: l’Amarone su tutti, il Recioto della Valpolicella ed il Recioto di Soave, il Ripasso, il Valpolicella Superiore ed il Soave.

L’Amarone della Valpolicella Classico Docg Corte Brà 2011 si compone di uve Corvina al 50%, Corvinone al 30%, Rondinella al 15% e Oseleta al 5%, affinate in botti di rovere di piccole e medie dimensioni per quattro anni, a cui segue una sosta di almeno altri sei mesi in bottiglia; dalla vendemmia 2011 ci giunge nel calice un vino di colore rosso rubino con ampi con riflessi granato, fitto e luminoso. Al naso si apre lentamente a note di prugna matura, ribes, papaya, rabarabaro e violetta essiccata, con cenni di tabacco biondo, pepe nero e cacao.

Al palato scorre con estrema morbidezza, i tannini sono vellutati, integrati in una struttura importante e profonda; succoso, fruttato e speziato, risulta ben bilanciato e con prospettive di grande longevità; compatto e simmetrico il finale, possiede una grande lunghezza e persistenza aromatica intensa.

Amarone di grande qualità, da provare in abbinamento con un succulento brasato all’Amarone.

Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella 2017, Bigi

by Vitocco Francesco on

La Casa Vinicola Bigi si trova in località Ponte Giulio, in provincia di Orvieto, dove dal 1972 si è spostata in una struttura moderna con una capacità produttiva di oltre trentamila ettolitri; gli ettari di proprietà dedicati alla vite sono centotrentasei, con una netta maggioranza, circa il 70%, di vitigni a bacca bianca, posti su colline ad un’altezza variabile compresa fra i centocinquanta e i quattrocentocinquanta metri sul livello del mare.

L’Orvieto Classico Doc Vigneto Torricella è ottenuto da uve Grechetto, Trebbiano Toscano, Verdello, Malvasia Toscana e Drupeggio e per l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino luminoso, di media consistenza nel calice; al naso è intenso e molto fresco, con note di pesca, biancospino, salvia, ananas e frutta secca, con cenni minerali diffusi.

All’assaggio esprime una decisa mineralità e freschezza, è abbastanza morbido e possiede un frutto pieno e succoso; snello ma di buona struttura, chiude coccolando il palato con ritorni fruttati ed una buona persistenza aromatica.

Qualità e tipicità in questo ottimo vino bianco, da abbinare a piatti delicati come un risotto con gamberetti e zucchine.

Soave Classico Doc La Rocca 2016, Pieropan

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Pieropan è stata fondata nel lontano anno 1880 a Soave, cittadina medievale, famosa per la splendida cinta muraria ed il castello che si possono ammirare già dall’autostrada, prima di immergersi nei tanti vigneti che caratterizzano questa zona del veronese.

Dal centrale palazzo Pullici è cominciata l’avventura di questa cantina, diventata nel tempo punto di riferimento di tutta la zona per la produzione di vini di alta qualità, con alcuni celebri vigneti diventati veri e propri gran cru: il Calvarino e il La Rocca.

Oggi assaggiamo proprio il Soave Classico Doc La Rocca, da uve Garganega in purezza, affinate in legno per circa un anno con una sosta in vetro prima di essere messo in commercio: dalla vendemmia 2016 giunge nel calice un vino di colore giallo dorato, luminoso e scintillante, di buona consistenza nel calice.

Al naso si apre con gentili ma intensi richiami alla pesca ed all’ananas, seguiti da ricordi di ginestra, anice, caprifoglio e coriandolo, con una linea minerale di sottofondo; in bocca scorre molto rotondo e perfettamente equilibrato, la sapidità si sposa con la freschezza e le note pseudocaloriche regalando grande eleganza e profondità. Gustoso e complesso, si protrae in un bel finale completo e molto persistente, toccando un’emozionante armonia generale.

Soave ai suoi massimi livelli, un campione imprescindibile per chi vuole apprezzare al meglio i frutti di quest’angolo di Veneto; lo abbinerei a delle capesante con un ridotto di aceto balsamico.