Bianco

Alto Adige Bianco Doc Stoan 2017, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava. Oggi assaggiamo l’Alto Adige Bianco Doc Stoan, costituito al 65% da Chardonnay, al 20% da Sauvignon, al 10% da Pinot Bianco e da un 5% di Gewürztraminer; affinato per undici mesi circa in botti grandi di legno e per tre mesi in bottiglia, dalla vendemmia 2017 ci giunge nel calice un liquido dorato di colore giallo paglierino con ampi riflessi dorati, limpido e luminoso. Di buona consistenza nel calice, sprigiona all’olfatto intensi aromi di pesca bianca, ginestra, mela golden, caprifoglio, litchi e pompelmo; al palato scorre con eleganti sensazioni fruttate, calibrato sui toni sapidi e generoso nelle note pseudocaoriche, possiede una certa struttura ed una perfetta simmetria. Il finale armonico lungo e persistente chiude l’assaggio di un vino d’autore, meravigliosa espressione di un grande territorio; lo abbinerei con dei tortelli al ragù di cernia.

Valle d’Aosta Bianco Dop Neige d’Or 2016, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Il Valle d’Aosta Bianco Dop Neige d’Or, ottenuto da un sapiente blend di uve a bacca bianca locali, richiama nel nome il candore della neve che in questa zona colora le montagne in inverno; l’annata 2016 possiede un bel colore giallo paglierino splendente, con accenni ancora verdolini, di buona consistenza nel calice. Al naso si apre su note di pompelmo, pesca bianca, caprifoglio e salvia, molto intense ed eleganti, con ulteriori sensazioni di burro e frutta secca; al palato si apprezza un ottimo equilibrio fra freschezza e sapidità, buona complessità e perfetta espressione del frutto. Delicato e fine, chiude con un finale lungo, persistente e coerente con quanto espresso all’olfatto.

Vino bianco di classe, lo proverei in abbinamento con un rombo al forno in crosta di patate.

Friuli Isonzo Bianco Doc Sontium 2016, I Feudi di Romans

by Vitocco Francesco on

A San Canzian d’Isonzo, in provincia di Gorizia, si trova l’azienda vitivinicola I Feudi di Romans, azienda storica fondata nel 1974 nel cuore della denominazione di origine controllata Friuli Isonzo. Gli ettari vitati sono settanta e la produzione media annua si aggira intorno alle quattrocentocinquanta mila bottiglie, con una grande varietà di vitigni coltivati: Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia Istriana, Refosco e Verduzzo, autoctoni della zona, affiancati da Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Traminer Aromatico, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, Pinot Nero, Glera e Moscato.

Oggi assaggiamo il Friuli Isonzo Bianco Doc Sontium, un vino ottenuto da una selezione dei più vecchi vigneti di Pinot Bianco, Friulano, Malvasia e Traminer Aromatico: l’annata 2016 ci regala uno bel colore giallo paglierino con accenni dorati, luminoso e splendente nel calice; di buona consistenza, si apre con vigore all’olfatto proponendo profumi di pesca bianca, mimosa, salvia, litchi, mela golden e biancospino.

In bocca è sapido e fresco, ben bilanciato e abbastanza morbido, elegante e succoso; il finale persistente e lungo appaga a pieno il palato, cullandolo su sensazioni fruttate e minerali.

Altro vino friulano campione di qualità, da abbinare a piatti di pesce saporito.

Alto Adige Bianco Doc Stoan 2016, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

Oggi assaggiamo l’Alto Adige Bianco Doc Stoan, costituito al 65% Chardonnay, al 20% da Sauvignon, al 10% da Pinot Bianco e da un 5% di Gewürztraminer; affinato per undici mesi circa in botti grandi di legno e per tre mesi in bottiglia; l’annata 2016 si presenta vestita di un bel colore giallo dorato luminoso, di buona consistenza nel calice. Al naso si dimostra intenso, con un fine bouquet olfattivo delineato da note di melograno, litchi e pera, seguite da pesca bianca, caprifoglio e richiami al burro; in bocca la freschezza procede a braccetto con la mineralità, esprimendo buone note pseudocaloriche ed una ottimo equilibrio.

Elegante e gustoso, si distende in un finale lungo, molto piacevole e persistente; un’altra perla di questa cantina meravigliosa, da provare in abbinamento con dei noodles della cucina tai con pollo e gamberetti.

L’azienda vitivinicola Ronchi di Manzano nasce nel 1969 nell’omonima località di Manzano, in provincia di Udine, in piena denominazione di origine Colli Orientali del Friuli. Condotta da Roberta Borghese e dalle figlie Lisa e Nicole, producono da circa quaranta ettari vitati una media annua di duecentomila bottiglie; nelle due line produttive “classici” e “cru” ritroviamo i tipici vitigni della viticoltura friulana: Pinot Grigio, Friulano, Chardonnay, Sauvignon, Ribolla Gialla, Verduzzo, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, Refosco e Pignolo, con anche una limitata produzione di Picolit.

Dalla linea cru ci versiamo nel calice il Friuli Colli Orientali Bianco Doc Ellégri, un felice incontro di uve Friulano, Sauvignon e Chardonnay, con un 5% circa di Picolit, il quale insieme allo Chardonnay, fermenta in botti di legno da 5 hl; dalla vendemmia 2017 ci giunge nel calice un vino di colore giallo paglierino con ampi riflessi dorati, luminoso e di buona consistenza nel calice. Al naso siamo accolti da intense note di frutta tropicale, scorza di limone, salvia, burro e melone, il tutto sottolineato da una bella line minerale; in bocca si ritrova questa decisa mineralità che va a braccetto con la generosa freschezza, toccando insieme alle note pseudocaloriche un buon equilibrio. Saporito e molto piacevole, non manca di spessore ma non annoia mai ammiccando ad un secondo sorso; fine ed elegante, chiude con un buon finale piuttosto lungo e persistente.

Vino bianco di grande qualità, da provare in abbinamento con un buon filetto di branzino.

Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc Fiorduva 2015, Marisa Cuomo

by Vitocco Francesco on

Furore, provincia di Salerno, è situata qui l’azienda Marisa Cuomo, capace di vincere l’ardua impresa di eguagliare la bellezza della natura e del paesaggio di questa zona, attraverso grandissimi vini di qualità; l’intera gamma aziendale risulta di grande interesse e alto livello: ottimi i bianchi Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco e Costa d’Amalfi Doc Ravello Bianco, entrambi uvaggi di Falanghina al 60% e Biancolella al 40%, e preziosi vini rossi, soprattutto le due Riserve Costa d’Amalfi Doc Furore Rosso Riserva, per metà Aglianico e per metà Piedirosso, e il Costa d’Amalfi Doc Ravello Rosso Riserva, Piedirosso al 70% con un 30% di Aglianico.

Dalla cantina Marisa Cuomo ogni anno viene realizzato uno dei migliori vini bianchi d’Italia, e quindi del mondo: il Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco Fiorduva, uvaggio di Fenile al 30%, Ginestra al 30% e Ripoli al 40%, ottenuto dalle uve provenienti dai terrazzamenti costieri posti ad un’altezza variabile fra i 200 e i 550 metri sul livello del mare e lasciato poi ad affinare per circa sei mesi in piccole botti di legno di rovere.

Dalla vendemmia 2015 ci giunge nel calice un vino di colore giallo paglierino, a tratti dorato, di ottima consistenza e lucentezza. I profumi sono molto intensi e ampi, con richiami alla pesca e alla ginestra, all’ananas e al pompelmo, con cenni di salvia e tanta mineralità.

In bocca scorre con magistrale morbidezza e calore, regalando freschezza e sapidità perfettamente in equilibrio tra loro; strutturato e profondo, di gran classe ed eleganza, sembra quasi capace di imbrigliare il sole della Costa d’Amalfi nel frutto dell’uva matura.

Vino d’eccellenza, da provare in abbinamento con un risotto ai frutti di mare.

Friuli Colli Orientali Bianco Doc Identità 2015, Specogna

by Vitocco Francesco on

In località Corno di Rosazzo, avamposto rinomato del vino del Friuli Venezia Giulia, sorge l’azienda vitivinicola Specogna. Fondata nel 1963, la cantina è giunta ormai alla terza generazione di famiglia, con un livello qualitativo dei propri prodotti che si è alzato anno dopo anno; gli ettari vitati di proprietà sono circa venti, per una produzione annua che si aggira intorno alle centomila bottiglie. Qui siamo nel regno dei vitigni a bacca bianca, soprattutto Ribolla Gialla, Friulano, Malvasia, Pinot Grigio e Sauvignon Blanc, con autentiche interpretazioni monovitgno ed eccellenti blend, come il Friuli Colli Orientali Bianco Doc Identità che assaggiamo oggi.

Frutto di Friulano al 70%, Ribolla Gialla al 15% e Malvasia al 15%, maturati in acciaio per un anno ed in tonneau per un altro anno, si presenta per l’annata 2015 di un bel colore giallo paglierino luminoso, con ampie stirature color dell’oro; consistente nel calice, si apre con autorevolezza con profumi di pesca, ginestra, ananas, burro, mandorla e verbena, seguiti da incisivi e meravigliosi toni minerali e fumè, intensi ed ampi. In bocca dimostra struttura e carattere, freschezza da vendere ben intersecata con la sapidità minerale; si tratta di un vino d’autore, classico ma originale, simmetrico, lungo compatto senza dimenticare una grande piacevolezza.

Un vino che mi ha decisamente sorpreso ed emozionato, da abbinare con piatti saporiti e decisi.

Bianco Veronese Igt Massifitti 2014, Suavia

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Suavia rappresenta uno dei fari assoluti nella via e nello sviluppo del vino veronese nella zona di Soave. La storia della famiglia Tessari e della viticoltura si incrocia sin dal 1800, per arrivare ai giorni nostri con tanta tradizione ma anche tanta qualità raggiunta tramite uno sviluppo dell’avanguardia nel lavoro svolto in cantina.

Fra i campioni aziendali ci versiamo nel calice il Bianco Veronese Igt Massifitti, prodotto per la prima volta nel 2008 e subito apprezzato dalla critica e dagli amanti del vino d’autore; da uve Trebbiano di Soave in purezza, matura in acciaio per quindici mesi a contatto con le fecce fini e sosta ulteriori dodici mesi in bottiglia prima di essere immesso nel mercato. Dalla vendemmia 2014 ci giunge un vino di colore giallo paglierino, luminoso e non troppo carico, di media consistenza nel calice; al naso propone intense note di pesca bianca, ananas, caprifoglio, a tratti mimosa e mela, con una mineralità importante; il percorso spiccatamente minerale prosegue in bocca, con buona sapidità e freschezza, note pseudocaloriche misurate ed una pienezza del frutto decisa. Elegante, di buon corpo e struttura, amplia il sorso con una persistenza aromatica davvero importante e di grande pregio.

Un grande vino, dall’ottimo rapporto qualità – prezzo che non guasta per gli acquisti degli appassionati; lo proverei con un risotto alle capesante.

Salento Bianco Sauvignon Murà Igt 2015, Duca Carlo Guarini

by Vitocco Francesco on

L’azienda agricola Duca Carlo Guarini possiede più di novecento anni di storia, settecento ettari di proprietà, di cui circa settanta adibiti a vigneto e duecentosessanta ad oliveto, per una produzione annua di vino che si attesta sulle duecentocinquantamila bottiglie, con una buona parte certificata biologica.

Il Salento Bianco Sauvignon Murà Igt 2015 si presenta di un bel colore giallo paglierino, abbastanza consistente nel calice; al naso propone ricordi di pesca bianca, mela, foglia di pomodoro, muschio e caprifoglio. In bocca è mediamente morbido, decisamente fresco e abbastanza sapido, piacevole e di buona eleganza; lungo e persistente, chiude con una bella scia fruttata.

Lo proverei in abbinamento con una buona Caesar Salad.

Bianco di Torgiano Doc Torre di Giano 2015, Lungarotti

by Vitocco Francesco on

L’azienda vitivinicola Lungarotti rappresenta una delle realtà enologiche più significative dell’Umbria e fra le più importanti d’Italia per la produzione di grandi vini di qualità. Fondata nel 1962, la cantina si trova a Torgiano, in provincia di Perugia, e può vantare una produzione importante che si aggira intorno ai due milioni e duecentomila bottiglie all’anno. L’ampia gamma di prodotti è suddivisa fra interessanti vini bianchi come ad esempio il Torre di Giano ed il Bianco di Torgiano Vigna il Pino, capaci di valorizzare e miscelare i vitigni Trebbiano, Grechetto e Vermentino e grandi vini rossi, primo fra tutti il Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva, un vero e proprio gioiello.

Il Bianco di Torgiano Doc Torre di Giano, frutto di uve Vermentino, Trebbiano e Grechetto, si presenta per la vendemmia 2015 di un bel colore giallo paglierino, di media consistenza nel calice; al naso arrivano intense note di albicocca e pesca bianca, caprifoglio, ananas e ginestra. Ottimo al palato, svetta con tanta freschezza e giusta sapidità, discrete note pseudocaloriche ed un’elegante pulizia di bocca; abbastanza lungo e persistente, fa della piacevolezza la sua carta vincente, impreziosita dall’ottima fattura tipica della cantina Lungarotti.

Ottimo in abbinamento con piatti di pesce come il branzino e l’orata ai ferri.