Gran Malvazija 2017, Moreno Coronica

by Vitocco Francesco on

Nella splendida Umago, in località Coronichi, si trova l’azienda vitivinicola Moreno Coronica, da sempre magistrale interprete di questo terroir istriano capace di infondere una carattere inconfondibile ai propri vini. Sulle terre rosse istriane vengono coltivati i vigneti autoctoni Malvasia Istriana e Terrano, a cui si aggiungono Cabernet Sauvignon e Merlot; oggi assaggiamo la Gran Malvazija ottenuta da uve Malvazija Istriana al 100%, affinata in legno per un periodo che può variare di vendemmia in vendemmia. Dall’annata 2017 ci giunge nel calice un liquido dorato scintillante e pieno, di ottima consistenza nel calice; al naso si apprezzano richiami di pesca bianca, ananas, pera e glicine, con una grande mineralità diffusa, il tutto di una mirabile pulizia ed intensità.

In bocca scorre con freschezza e giusta sapidità, ottima espressione del frutto ed eleganza; un secondo assaggio ci porta all’assoluto piacere, grande equilibrio ed estesa persistenza aromatica.

Non potrebbe chiamarsi altrimenti, è proprio una gran Malvasia, come deve essere e anche oltre; un vino del territorio che abbinerei con i piatti a base di pesce del territorio.

Sauvignon Blanc Zieregg Ried Grosse Skt 2017, Tement

by Vitocco Francesco on

Situata in località Zieregg, frazione di Berghausen, l’azienda vitivinicola Tement rappresenta una delle realtà più prestigiose ed affermate della Stiria del vino; ci troviamo in una terra di confine, tanto è vero che la linea Domaine Ciringa viene prodotta nell’adiacente Slovenia.

Fondata nel 1959, ad oggi la cantina austriaca produce ottimi vini dai vitigni Sauvignon Blanc in primis, ma anche Pinot Bianco, Morillon, Moscato Giallo, Riesling e Welschriesling, Gewürztraminer e Zweigelt, Merlot, Cabernet Sauvignon e Blaufränkisch.

Oggi ci versiamo il Sauvignon Blanc Zieregg Ried Grosse Skt, affinato sulle fecce fini per due anni: l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, decisamente consistente nel calice. Al naso è una sinfonia di profumi inizialmente floreali, gelsomino e biancospino, seguiti da frutta tropicale come l’ananas ed ampi cenni minerali, con note erbacee molto intense; bellissimo l’ingresso in bocca, fine e misurato, caldo e rotondo, con un’ottima sapidità  e freschezza. Estremamente elegante, possiede un ottimo corpo ed una lunghissima persustenza aromatic intensa.

Un Sauvignon Blanc magistrale, ottimo in abbinamento con una gustosa seppia ripiena.

L’azienda vitivinicola Cantina di Caldaro rappresenta una delle realtà cooperative più estese dell’Alto Adige, frutto dell’unione di cinque aziende unitesi nel tempo, ad oggi può vantare circa seicentocinquanta soci e quattrocentocinquanta ettari di vigneto; diverse le linee produttive, protagonisti sono i classici vitigni della zona: Pinot Bianco e Grigio, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Gewürztraminer, Müller Thurgau, Moscato Giallo e Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Pinot Nero e ovviamente Schiava.

Oggi assaggiamo l’Alto Adige Lago di Caldaro Classico Superiore della prestigiosa linea Quintessenz: dai migliori vigneti di Schiava, l’annata 2018 ha affinato sulle fecce fini per sei mesi fra cemento e grandi botti di legno. Di colore rosso rubino intenso e luminoso, di media consistenza nel calice, possiede intensi aromi di marasca, frutti di bosco, rosa canina, marmellata di more e cardamomo; in bocca scorre molto snello e compatto, fresco e sapido al punto giusto, con una leggera trama tannica pulita e molto piacevole. Il finale avvolgente  e molto persistente ripropone un frutto pieno e ricco di passione; ben equilibrato, un vino dalla grande tipicità e qualità, da provare in abbinamento con delle tagliatelle al ragù di corte.

Toscana Igt Il Tarabuso 2016, Terre del Marchesato

by Vitocco Francesco on

La storia dell’azienda vitivinicola Terre del Marchesato nasce nel lontano 1954, quando la famiglia Fuselli acquistò  Bolgheri dal Marchese Incisa della Rocchetta dei terreni, che nel tempo dall’iniziale destinazione agricola vennero trasformati per la produzione attuale di grandi vini di qualità.

I vitigni coltivati sono i classici della zona, ovvero gli internazionali Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, ma anche Vermentino, realizzato sia secco che dolce. Oggi assaggiamo il Toscana Rosso Igt Il Tarabuso, una selezione di Cabernet Sauvignon affinata per almeno diciotto mesi in barrique di rovere francese e per altri dodici mesi in bottiglia; l’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi colora granata, decisamente consistente ne calice. Al naso si apre in progressione su note di lampone ed amarena, peperone verde, pepe nero, cannella, e ginepro, con cenni balsamici ed ancora speziati; in bocca scorre con buona morbidezza solcata da tannini ben lavorati e gentile, la struttura è calda e corposa in buon equilibrio, con ritorni fruttati succosi e appaganti. Ottima la persistenza aromatica e il lungo finale che chiude l’assaggio di un ottimo rosso che saprà affrontare con classe il passare del tempo. Lo proverei in abbinamento con una succulenta faraona al tartufo.

Fra le maestose montagne, i masi e i suggestivi monasteri sorge la Cantina Valle Isarco, la più giovane realtà cooperativa del vino alto atesino, composta da centotrentacinque soci uniti nella realizzazione di un progetto comune, ovvero vini di grande qualità. Qui si possono trovare ottimi vini bianchi dai vitigni Riesling, Gewürztraminer, Sylvaner, Grüner Veltliner, Müller Thurgau, Sauvignon Blanc, Chradonnay, Pinot Grigio e Bianco, ma anche interessanti rossi, vini da fine pasto ed anche delle bollicine.

Oggi stappiamo l’Alto Adige Valle Isarco Kerner Doc della prestigiosa linea Aristos: l’annata 2018 si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, con riflessi che virano sul verdolino. Di buona consistenza nel calice, al naso è intenso e fresco, con richiami alla mela, alla salvia e alla rosa, con cenni minerali importanti, conditi sensazioni che fanno pensare al litchi e all’ananas.

In bocca il sorso è fresco e ancora minerale, caldo, corposo ed appagante, con ritorni fruttati e aperture speziate; elegante e saporito, chiude in progressione con grande lunghezza e giusta persistenza.

Grande bianco da provare in abbinamento con un trancio di salmone accompagnato da una golosa salsa remoulade.

Vino Nobile di Montepulciano Docg Casina di Doro 2015, Canneto

by Vitocco Francesco on

L’azienda agricola Canneto si trova a Montepulciano, in quella meravigliosa provincia di Siena ricca di borghi, splendide colline e soprattutto vigneti; siamo nella patria del Sangiovese, e qui a  partire dal 1987 si è realizzata la volontà di un gruppo di amici di Zurigo di poter produrre vini di alta qualità. A farla da padrona è la produzione da Sangiovese appunto, Rosso, Vino Nobile e Vino Nobile Riserva di Montepulciano; il Filippone possiede un 50% di Merlot, mentre il Calamus è un interessante bianco ottenuto da uve Sauvignon Blanc, Malvasia Toscana, Riesling, Traminer e Petit Manseng, per concludere con il Muffato, una vendemmia tardiva con le stesse uve bianche ad eccezione del Sauvignon Blanc.

Il Vino Nobile di Montepulciano Docg Casina di Doro viene ottenuto assemblando i migliori cru di Sangiovese, con una maturazione in fusti di rovere francese da 5 hl per circa diciotto mesi, a cui seguono altri sei in botti di rovere di Slavonia da 30/40 hl, ulteriori mesi in tini d’acciaio per concludere l’affinamento in bottiglia per altri sei mesi; l’annata 2015 si presente di un bel colore rosso rubino luminoso e limpido, decisamente consistente nel calice. Al naso si percepiscono a pioggia aromi di papaia,  frutti di bosco, noce moscata, cannella, pepe nero ed un accenno di tabacco e cuoio; l’ingresso in bocca è caldo ed avvolgente, di buona freschezza e sapidità, esprime tannini ben svolti e piacevoli al palato. Di ottima struttura ed eleganza, con il tempo potrà raggiungere l’equilibrio perfetto e saprà durare con classe nel tempo.

Il finale è molto lungo e persistente, ottimo in abbinamento con una faraona al forno con funghi d’accompagnamento.

Toscana Igt Sapaio 2016, Podere Sapaio

by Vitocco Francesco on

In località Scopaio, a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, sorge Podere Sapaio, eccellente azienda vitivinicola di circa quaranta ettari, venticinque dei quali dedicati alla vigna, con le varietà Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot. Qui le tipiche uve bordolesi hanno trovato una vera e propria terra d’elezione con campioni di qualità come il Toscana Igt Sapaio che andiamo a degustare oggi; maturato per diciotto mesi in barrique e dagli otto ai dodici mesi in bottiglia, è composto in larga maggioranza da Cabernet Sauvignon.

L’annata 2016 si presenta di un bel colore rosso rubino fitto e luminoso, decisamente consistente nel calice; al naso è un ventaglio ricco e intenso di aromi che richiamano la prugna matura, le more, peperone, cannella, cioccolato bianco e pepe rosa. In bocca scorre con discreta morbidezza, caldo e dotato di nobili tannini ben levigati e lavorati, ottima freschezza e sapidità calibrata; di corpo e dotato di grande struttura, risulta coerente e convincente con quanto percepito all’olfatto.

Rosso di grande eleganza, chiude lungo e molto persistente; un grande vino, ottimo in abbinamento con la selvaggina.

In località Marlengo, in provincia di Bolzano, si trova la splendida sede della Cantina Merano, nata nel 2010 dalla fusione delle due storiche realtà enologiche della Cantina Burggräfler, fondata nel 1901, e della Cantina Vini di Merano fondata nel 1952; ad oggi questa splendida cantina sociale conta su circa trecentottanta soci per un totale di più di duecentocinquanta ettari vitati.

Le linee produttive esaltano i vitigni locali, con una particolare attenzione anche a quelli internazionali: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Kerner, Riesling, Moscato Giallo, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Schiava, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Merlot.

Oggi assaggiamo l’Alto Adige Pinot Bianco Doc Riserva Five Years, ottenuto dal vigneto Tirolo posto a circa cinquecentocinquanta metri sul livello del mare, le cui uve vengono fermentate in grandi botti di rovere e serbatoi d’acciaio per un anno; ottenuto l’assemblaggio viene lasciato a contatto con i lieviti in acciaio per altri quattro anni, a cui seguono altri quattro mesi in bottiglia.

Dalla vendemmia 2013 ci giunge vestito di un bel colore giallo paglierino brillante, con riflessi che virano al dorato, consistente nel calice; all’olfatto si apprezzano intensi profumi di ananas, scorza di arancia, pesca, melone, cedro, biancospino e frutta secca, ampi e generosi. In bocca si svolge elegante e bilanciato, caldo e complesso ma snello, teso e vibrante ma sempre fine; precisi i ritorni fruttati e floreali, richiama la frutta secca e sviluppa un finale molto lungo, pieno e molto persistente.

Ottimo in abbinamento con i crostacei, ottimo anche da solo, il Five Years si dimostra un eccellente campione di qualità, un altro grande vino dell’Alto Adige da cercare e che celebra al meglio una delle regioni più vocate al mondo per la produzione di vini bianchi.

Trentino Nosiola Doc Conzal 2018, Cavit

by Vitocco Francesco on

La Cantina Viticoltori del Trentino, abbreviata Cavit, unisce su di un unico fronte vitivinicolo ben quattromilacinquecento viticoltori, associati in una realtà cooperativa che conta ben dieci cantine sociali del trentino. Fondata nel 1950, può vantare ad oggi una sede, situata a Ravina di Trento, di ben ottantamila metri quadri, ed una splendida e suggestiva sede di rappresentanza posta sulle sponde del meraviglioso Lago di Toblino.

Dalla vasta e qualitativamente pregiata linea produttiva assaggiamo oggi il Trentino Nosiola Doc Conzal, facente parte della linea trentini superiori, ottenuto dall’unico vitigno a bacca bianca autoctono della regione da vigneti posti a circa trecentocinquanta metri di altezza, sul Monte Calavino: dalla vendemmia 2018 ci giunge nel calice con un bel colore giallo paglierino luminoso, con leggeri riflessi verdolini, di media consistenza. Al naso si apprezzano note di gelsomino, albicocca, mela, erbe medicinali e ginestra, di buona ampiezza ed intensità; in bocca scorre abbastanza morbido, solcato da ottima freschezza e sapidità, con ritorni floreali e fruttati. Di media struttura, risulta elegante ed abbastanza bilanciato; il finale chiude con una giusta persistenza ed un’ottima pulizia di bocca.

Lo abbinerei con una buon filetto di orata.

Il Castello di Buttrio, situato nell’omonima località in provincia di Udine, rappresenta una delle aziende vitivinicole di qualità del Friuli del vino, fatta non solo di ottimi bianchi ma anche di splendidi rossi. Esteso su ben ventisei ettari, il vigneto aziendale comprende Ribolla Gialla, Malvasia Istriana, Friulano, Sauvignon, Chardonnay, Verduzzo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Refosco e Pignolo.

Oggi stappiamo il Friuli Colli Orientali Sauvignon Doc Riserva Ettaro, un vino che affina per ben undici mesi a contatto con i lieviti e che raggiunge i nostri calici a partire da due anni e mezzo dopo l’epoca della vendemmia; l’annata 2015 si presenta di uno scintillante colore giallo paglierino, di buona consistenza nel bicchiere.

Al naso si apprezzano ampie ed intense note di albicocca, salvia, gelsomino, arancia e foglia di pomodoro, con una bella linea minerale che si ritrova anche in bocca; fresco e piuttosto caldo, possiede una bella struttura piena ed elegante, generosa nei richiami fruttati e vegetali.

Lungo e molto persistente il finale, lo proverei in abbinamento con dei tagliolini all’astice.