Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Doran 2018, Cantina Andriano

by Vitocco Francesco on

Fondata nel lontano 1893, la cantina di Andriano è per questo la più antica e ricca di tradizione dell’Alto Adige; lungo la via che da Bolzano porta a Merano, dal 2008 è subentrata la conduzione da parte della Cantina di Terlano, la quale ha saputo portane avanti i valori e la conclamata ed affermata qualità.

Dalla linea selezioni assaggiamo oggi l’Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Doran, da vigne poste fra i trecentocinquanta e i quattrocentocinquanta metri di altitudine, con un affinamento che avviene per circa un anno in tonneaux e per tre mesi in acciaio; l’annata 2018 si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, di buona consistenza nel calice. Al naso si apre con vigore ed intensità, proponendo richiami eleganti alla mela, al pompelmo ed all’ananas, seguiti da sensazioni di pepe bianco, burro e timo; piuttosto morbido e caldo al palato, si assapora una freschezza e sapidità in equilibrio, con un progredire di complessità e sfaccettature floreali e minerali. Pieno e molto piacevole, riassume il tutto in un lungo finale succoso, completo e molto persistente.

Chardonnay di grande qualità, una delle interpretazioni più autorevoli di tutta la regione; ottimo in abbinamento con una tartare di tonno.

In località Bergullo, Imola, si trova l’azienda vitivinicola Tre Monti, fondata nel 1971 e capace nel corso degli anni di diventare uno dei punti di riferimento dell’Emilia Romagna per quanto riguarda la produzione di vini di qualità. Da un vigneto di circa sessanta ettari vengono realizzate ogni anno una media di duecentomila bottiglie dai vitigni Albana di Romagna, Trebbiano, Chardonnay, Sauvignon, Merlot, Cabernet e Sangiovese; dalla linea i vini del cuore oggi stappiamo l’annata 2018 del Sangiovese di Romagna Superiore Doc Riserva Thea, un grande rosso da monovitigno affinato per nove mesi in barriques di Allier nuove di media tostatura: di colore rossi rubino fitto e scintillante, piuttosto consistente, regala dal calice aromi intensi ed ampi di more, ribes, viola, ginepro e prugna secca, con echi balsamici e lievi sentori di cioccolato.

Delicata la trama tannica immersa in un corpo pienamente fruttato, pregevole la spinta fresco – sapida e la complessità degli aromi, simmetrica a quanto colto all’olfatto; caldo e profondo, chiude con un bel finale snello, pulito e molto lungo.

 

Uno dei migliori Sangiovese di Romagna prodotti nel nostro paese, capace ad ogni vendemmia di progredire e confermare la qualità assoluta; da provare in abbinamento con del pregiato pecorino di fossa.

Dalla Cantina Produttori Santa Maddelena e Produttori di Gries è nata nel 2001 Cantina Bolzano, una splendida realtà dell’Alto Adige, fra le eccellenze oggi regionali e nazionali. Gli ettari posti a vigna sono in totale circa trecentoventi con un ragguardevole numero di bottiglie prodotte ogni anno che si aggira intorno ai tre milioni; la gamma dei vini è ampia e vasta, con autorevoli interpretazioni dai vitigni classici del territorio e da quelli più internazionali che qui hanno trovato una culla d’elezione: Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc, Lagrein, Pinot Nero, Schiava, ma anche Moscato Giallo, Moscato Rosa, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Gewürztraminer e Müller Thurgau.

C’è da dire che la linea dei vini rossi è davvero eccezionale, con campioni di qualità come il Merlot Siebeneich, il Cabernet Mumelter e tutta la linea dei Lagrein; oggi assaggiamo un vino che rappresenta la tradizione vitivinicola del luogo, costituito in gran parte da uva Schiava, la più diffusa – e bevuta – in tutta la regione: l’Alto Adige St. Magdalener Classico Doc Moar.

Schiava appunto con un pizzico di Lagrein, si presenta per l’annata 2019 di un bel colore rosso rubino acceso e scintillante, di buona consistenza nel calice; al naso si apre con ottima intensità con profumi di viola, lamponi, ciliegie mature, accenni di humus ed erba tagliata di fresco. Di buona sapidità, delicato e morbido al palato, si dona immediato e fruttato, ma con una struttura non banale, caldo ed a tratti erbaceo. Scattante e di buona tensione, accompagna i sensi in un finale appropriato, lungo e persistente.

Grande qualità in un classico sempre molto piacevole e di grande territorialità; lo proverei in abbinamento con dei canederli con speck.

Vino del Passo 2019, Lieselehof

by Vitocco Francesco on

In località Caldaro ai piedi del Passo della Mendola, in una splendida posizione sopraelevata rispetto al paese ed al lago, sorge una delle più dinamiche realtà del mondo del vino alto atesino, l’azienda Lieselehof; il nome deriva dal diminutivo di Elisabeth, moglie del fondatore del maso risalente alla metà del diciannovesimo secolo. Ad oggi la tenuta di proprietà della famiglia Morandell non solo è certificata biologica, ma è anche una delle aziende più importanti per quanto riguarda la produzione di vini da uve Piwi, resistenti alle malattie fungine, cresciute senza utilizzo alcune di sostanze di origine sintetica.

Il Vino del Passo è un vino bianco ottenuto da uve Solaris, provenienti da vigne situate ad un’altitudine compresa fra i 1.200 e i 1.300 metri sul livello del mare, vicino al Passo della Mendola; di un bel colore giallo paglierino, mediamente consistente nel calice, esprime aromi intensi e freschi che richiamano frutti tropicali, erbe aromatiche, glicine, agrumi, pesca matura e lime. Abbastanza morbido e minerale, ripropone tratti fruttati e floreali sottolineati da grande freschezza, con riproposizioni retrolfattive puntuali; di grande carattere, piacevole ed elegante, riassume il tutto in un gran finale lungo, persistente ed armonico.

Un vino di grande qualità, frutto di un eccellente lavoro in vigna ma anche di un notevole savoir faire in cantina; da provare in abbinamento con dei noodles coreani alle verdure.

Malvazija Santa Lucia 2016, Kozlovic

by Vitocco Francesco on

A Momjan, in italiano Momiano, si trova l’azienda vitivinicola croata Kozlovic, una delle migliori di tutta l’Istria. Tradizione ed innovazione si incontrano qui magnificamente, come si può già notare dalla moderna struttura della cantina costruita nel 2012, dotata di un’accogliente sala degustazione e da una terrazza panoramica con vista sui vigneti di Valle. I vitigni coltivati sono soprattutto la Malvazija, il Muscat ed il Teran, seguiti da Sauvignon Blanc, Merlot e Cabernet Sauvignon.

La Malvazija Santa Lucia targata 2016, dopo un anno di maturazione in botte da 32 hl, 3 mesi in acciaio e un ulteriore anno in bottiglia, si presenta di un bel colore fra il giallo paglierino ed il dorato, scintillante e di ottima consistenza nel calice.

Elegante l’interpretazione dei sentori che richiamano intensamente la pesca bianca, il tiglio, la susina matura e le erbe aromatiche; avvolgente al palato, scuote i sensi con una bella freschezza e sapidità ben amalgamate in una struttura bilanciata ed espressiva. La tensione minerale pervade tutto il sorso, sino al finale lungo e decisamente persistente, fine e completo.

Una delle punte di diamante nella produzione croata di Malvasia, un vino territoriale ma anche di grande personalità; ottimo con un buon risotto di mare.

Fra le maestose montagne, i masi e i suggestivi monasteri sorge la Cantina Valle Isarco, la più giovane realtà cooperativa del vino alto atesino, composta da centotrentacinque soci uniti nella realizzazione di un progetto comune, ovvero vini di grande qualità. Qui si possono trovare ottimi vini bianchi dai vitigni Riesling, Gewürztraminer, Sylvaner, Grüner Veltliner, Müller Thurgau, Sauvignon Blanc, Chradonnay, Pinot Grigio e Bianco, ma anche interessanti rossi, vini da fine pasto ed anche delle bollicine.

L’Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Doc Aristos si presenta per l’annata 2019 di un bel colore giallo paglierino luminoso, con bei riflessi che virano sul verdolino; di buona consistenza nel calice, propone al naso profumi intensi che ricordano la pera, la susina, la mela, con cenni di lavanda, banana e pepe bianco, il tutto esaltato da una fresca mineralità. Saporito ed elegante al palato, si dimostra caldo e morbido, vegetale al punto giusto con una spinta di freschezza e sapidità minerale che lo inquadrano in un ottimo equilibrio; il finale di buona lunghezza e persistenza chiude l’assaggio di un Sylvaner di qualità e grande tipicità.

Da provare in abbinamento con una gustosa preparazione di seppie in umido.

 

Alto Adige Gewürztraminer Doc Kastelaz 2019, Elena Walch

by Vitocco Francesco on

L’azienda di Tramin Elena Walch è una delle più note e rinomate nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige; fondata nel 1988, produce alcune delle migliori espressioni dai vitigni tipici della zona, come Lagrein , Riesling, Pinot Nero e Gewürztraminer, oltre ad interessanti interpretazioni da altri vitigni come Merlot, Chardonnay e Sauvignon, con un grande blend di altissimo livelo, il Kermesse Vdt, unione sapiente di Syrah, Petit Verdot, Merlot, Lagrein e Cabernet Sauvignon.

I più grandi Gewürztraminer si possono trovare proprio in questa parte d’Alto Adige, campioni di gran carattere come l’Alto Adige Gewürztraminer Doc proveniente dalla vigna Kastelaz, vero e proprio cru posto ad un’altezza di 340 – 380 metri sul livello del mare, su di un terreno calcareo e roccioso; il frutto della vendemmia 2019 si presenta di un bel colore giallo paglierino scintillante, denso e consistente nel calice. Aromi di litchi e albicocca aprono un bouquet olfattivo intenso e ricco, con richiami alla menta, al pompelmo, al sambuco e al pepe bianco; morbido e caldo al palato, scorre con bilanciata acidità e sapidità, molto garbato ed elegante ma al contempo sontuoso e ricco di succo. Pieno ma snello, regala un finale molto lungo e molto persistente; un grande Gewürztraminer di pregiata eleganza e innato carattere, da provare in abbinamento con delle quenelle di gorgonzola e zenzero.

 

Chablis A.O.C. Premier Cru Fourchaume 2018, Louis Jadot

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La Maison Louis Jadot nacque ufficialmente nel 1859, quando Louis Henry Denis Jadot diede seguito all’acquisto effettuato una trentina d’anni prima dalla sua famiglia, originaria del Belgio, di alcuni vigneti situati a Beaune, e precisamente del Premier Cru Clos des Ursules.

Per oltre un secolo si alternarono generazioni della famiglia Jadot alla guida della Maison, ingrandendola e sviluppando sempre di più i propri mercati di riferimento, soprattutto esportando in Inghilterra e negli Stati Uniti, fino a che, nel 1985, la signora Jadot decise di vendere la società alla famiglia del proprio importatore americano Rudy Kopf.

Al giorno d’oggi la Maison Louis Jadot coltiva più di duecento ettari di vigneto in tutta la Borgogna, producendo solo vini ad Appellation d’Origine Contrôlée, A.O.C.; Pinot Noir, Chardonnay e Gamay, con una varietà di prodotti capace di raggiungere, oltre alle più blasonate etichette della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, anche il Beaujolais ed il Mâconnais.

Lo Chablis A.O.C. Premier Cru Fourchame proveniente dalla vendemmia 2018 si presenta di un bel colore giallo paglierino nel calice, luminoso e consitente; il naso molto scattante si apre su note di pesca gialla, camomilla, burro, foglia di tè e salvia, con affondi minerali importanti seguiti da accenni di glicine e acacia. Al palato scorre teso e grintoso, generoso in freschezza e sapidità, con una line minerale profonda e molto piacevole; caldo, preciso ed elegante, risulta equilibrato e giustamente complesso, con un finale lungo e molto persistente.

Uno Chablis di terroir, minerale, fruttato, di assoluta qualità; ottimo in abbinamento con le ostriche.

Champagne Premiere Cuvee Extra Brut, Bruno Paillard

by Vitocco Francesco on

Nella bellissima Reims si trova la Maison Bruno Paillard, le cui viti si estendono ad oggi su circa trentaquattro ettari, di cui dodici classificati Grand Cru; l’azienda porta avanti un’agricoltura sostenibile in vigna ed uno stile molto personale in cantina, con un assemblaggio delle cuvée non solo dei vitigni e non solo dei vari cru, ma anche dei diversi millesimi, con un utilizzo delle varie riserve che si ripete anno dopo anno.

Lo Champagne Première Cuvée Extra Brut che andiamo ad assaggiare oggi rappresenta un’espressione di ben trentacinque cru diversi, con un utilizzo importante di riserve prodotte dal 1985 in poi per quasi la metà della cuvée; di colore giallo dorato brillante con riflessi paglierino, possiede belle bollicine fini, numerose e molto persistenti.

Al naso propone ricordi di pasticceria secca, agrumi, ananas, pompelmo, ribes, pesca sciroppata con un bel soffio minerale continuato; in bocca è fresco e teso, vivace, con una bella struttura piacevolmente agrumata, ricca di ritorni aromatici percepiti all’olfatto. Buona la complessità, chiude in lunghezza con una generosa persistenza.

Perfetto per un aperitivo, distribuito in Italia da Cuzziol Grandi Vini.

Condrieu A.O.C. La Doriane 2018, E.Guigal

by Vitocco Francesco on

Ci troviamo ad Ampuis, in piena Côte Rôtie, nella Valle del Rodano, quel distretto vitivinicolo situato a sud – est della Francia, lungo il corso del fiume Rodano che la percorre per quasi 240 km da nord a sud; e proprio nella parte più settentrionale si trova la denominazione che in italiano tradurremmo “Costa Arrostita”, Côte Rôtie appunto, la patria del vitigno a bacca rossa Syrah, infatti è proprio da qui che provengono i più grandi vini a base Syrah di tutto il mondo. Alcuni di questi vengono prodotti dalla celebre azienda E. Guigal, famosa per alcuni vini indimenticabili dell’A.O.C. Côte Rôtie come il La Mouline, il La Landonne, il La Turque ed il Château d’Ampuis.

L’azienda è stata fondata nel 1946 da Etienne Guigal, poi nel 1961 il figlio Marcel subentrò nella direzione della cantina; oggi l’enologo è il figlio di Marcel, Philippe, classe 1975,che con la moglie Eve porta avanti la tradizione di famiglia.

Il Condrieu A.O.C. La Doriane è un grande vino bianco, ottenuto da uve Viogner in purezza, affinate per dodici mesi in botti nuove; maestoso e scintillante, possiede una veste dorata e di grande consistenza nel calice da cui si apprezzano sferzanti note di frutta esotica, ginestra, gelsomino, biancospino, scorza di cedro e pepe bianco. In bocca sposa potenza e finezza, in una cornice fresco-sapida magistrale, sottolineata da una morbidezza e piacevolezza estrema; il finale si protrae in progressione, sempre maestoso e magistrale, con una linea di freschezza perenne.

Bianco emozionante, da provare in tavola in abbinamento con una cernia al forno con patate.