Assaggi Emozionanti

In località Scedina, a San Floriano del Collio, si trova l’azienda Draga condotta dalla famiglia Miklus, una vera e propria “boutique winery” vista la piccola produzione e la personalità e qualità dei vini qui realizzati. I vigneti si estendono nelle migliori zone di questo versante del Collio friulano, sostanzialmente divisi fra i due appezzamenti Draga e Breg, posti fra i 200e i 220 metri di altezza sul livello del mare; i vitigni sono quelli della tradizione, Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia in primis, seguiti da quelli più internazionali che qui hanno trovato una vera  e propria terra di elezione, Pinot Grigio, Sauvignon Blanc, Cabernet Sauvignon e Merlot.  A chiudere la stimolante proposta anche un Picolit d’autore, eccellente vino da fine pasto e non da molto delle bollicine realizzate secondo il metodo ancestrale.

Il Venezia Giulia Ribolla Gialla Igp Natural Art è ottenuto senza uso di pesticidi e diserbanti, come il resto della produzione d’altronde, macerato per trenta giorni, a cui segue un affinamento in barrique di acacia per quarantotto mesi ed un periodo di riposo in bottiglia di circa sei mesi; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo dorato, piuttosto consistente nel calice.  Al naso si apre in progressione con una sequenza di fiori bianchi, frutti tropicali, ricordi di acacia, miele e zenzero, il tutto intenso ed ampio; il palato è caldo e morbido, con una percezione deliziosa di trama tannica che si sposa ad una tensione minerale ed una freschezza generosa. Molto complesso, assaggiarlo non troppo freddo permette di seguire le diverse sfaccettature che emergono con il passare dei minuti.

Il finale lungo e molto persistente sottolinea un grande presente ma anche un lungo futuro per questa ribolla gialla d’autore.

Eccellente da solo, in tavola l’abbinerei con piatti a base di pesce della costiera adriatica, non troppo lontana da San Floriano del Collio.

Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl 2017, Ronco Severo

by Vitocco Francesco on

Come possiamo leggere nella lettera ai clienti e consumatori, che riporto in calce, l’azienda vitivinicola Ronco Severo produce vini “genuini, di colore molto intenso, che durano nel tempo evitando di aggiungere conservanti”. A questo, mi permetto di aggiungere altri due aggettivi: emozionanti ed eccezionali.

Ci troviamo a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, e l’azienda, fondata nel 1962 dal padre Severo, è costituita oggi da Stefano Novello e dalla sua splendida famiglia, persone eccezionali come i loro vini, frutto questi di un vero e proprio cambiamento “di mentalità” nell’approccio alla viticoltura iniziato nel 1999, e lanciato, se così possiamo dire, già nel 1990 con l’acquisto delle prime barriques. Seguiranno le lunghe macerazioni, la riduzione delle rese e l’inizio di una viticoltura responsabile non sempre capita ed apprezzata nel modo corretto; ad oggi Stefano è un vero e proprio artigiano del vino, capace di interpretare con classe vitigni come il Friulano, la Ribolla Gialla, il Pinot Grigio, lo Schioppettino, il Refosco ed il Merlot.

Oggi assaggiamo il Colli Orientali del Friuli Merlot Doc Artiûl proveniente dalla vendemmia 2017, affinato in barriques nuove per ventiquattro mesi; senza filtrazioni o chiarifiche, dopo un’ulteriore sosta in bottiglia di quasi due anni ci giunge nel calice vestito di un bel manto rosso rubino fitto e scuro, decisamente consistente nel calice dove, a diciotto gradi di servizio, si apre al naso con grande espressività ed intensità; il profilo olfattivo è intrigante, con una sequenza di note che richiamano il pepe nero, il sottobosco, le prugne, la carruba, i chiodi di garofano ed a tratti la cannella e la china, di grande ampiezza e generosità.

Al palato è morbido e rotondo, elegante più che potente, con un’espressione del frutto piena e ben delineata; sapido e fresco, con belle note pseudocaloriche perfettamente calibrate, chiude con un finale molto lungo e persistente.

Un Merlot di grande qualità, armonico e complesso, delicato ma al tempo stesso vigoroso, davvero una delizia per il palato e per lo spirito.

Mitterberg Pinot Bianco Igt Helios 2017, Kränzelhof

by Vitocco Francesco on

In località Cermes, a due passi da Merano, si trova l’azienda vitivinicola Kränzelhof, condotta da Franz e Stephanie von Pfeil; vino, arte, natura, qui si fondono in un’esperienza totalizzante e raffinata, emozionante ed avvincente, da poter vivere in un’ambiente meraviglioso ed originale.

La bellissima enoteca dove si possono assaggiare i prodotti è una delle più accoglienti dell’Alto Adige, con un ampio e curato spazio all’aperto immerso nel verde ed un locale al chiuso in stile tirolese; da qui vi è poi l’ingresso ai 7 giardini, una vera e propria opera d’arte vivente tutta da scoprire e da godere, e a “condire” il tutto, l’ottimo ristorante Miil.

Opere d’arti viventi sono anche i vini che qui vengono realizzati dai circa sei ettari aziendali, coltivati a Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Schiava, Merlot, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, declinati in molte etichette e stili diversi; oggi ci versiamo nel calice un vero e proprio gioiello, il Mitterberg Pinot Bianco Igt Helios, proveniente dalla vendemmia 2017: dotato di tappo a vite come tutti i vini di Kränzelhof, viene lasciato maturare in botti per circa due anni e raggiunge il nostro calice dopo quattro. Di colore giallo paglierino piuttosto scintillante, di media consistenza nel calice, raggiunge l’olfatto con delicata intensità, con ricordi eleganti di pesca, buccia di limone, erbe medicinali, ortica, uva spina, con cenni di bosso e pietra focaia; al palato è una poesia di sequenze minerali e fruttate, sottolineate da freschezza e morbidezza di grande espressione, in un’eleganza armonica che lascia emergere tratti del vitigno meno esplorati dalla classicità.

Il finale è gentile, pacato ma estremamente prolungato, una voce autorevole che non ha bisogno di urlare per farsi ascoltare.

Il vino che assaggiamo oggi non si produce più. Il Colli Orientali del Friuli Doc Refosco dal Peduncolo Rosso Calvari 2006 è il frutto dell’ultima vendemmia di questa incredibile opera d’arte che a cavallo degli anni novanta e duemila ha consacrato l’opera del vignaiolo Enzo Pontoni; sì, è vero che tutti prodotti dell’azienda Miani sono di grande qualità, il “Calvari” però, come pochi altri vini italiani, si è affermato come un mito della nostra enologia. Produzione esigua (era), non più prodotto (ora) – e sul perchè non mi voglio dilungare, tanto tutto ed il contrario di tutto si è già detto – ma soprattutto, mai si era riusciti ad interpretare e realizzare un Refosco capace di rivaleggiare con tutti i più grandi vini del mondo.

Per apprezzarlo al meglio ho degustato questa annata 2006 nell’arco di ventiquattro ore circa, seguendone dei significativi mutamenti soprattutto a livello olfattivo; il colore è quello del rosso rubino cupo e fitto, impenetrabile con ampi riflessi color granato. Molto consistente nel calice, portandolo al naso inizialmente i sentori erano piuttosto intensi con richiami alla frutta sotto spirito, alla viola essiccata ed al cardamomo; con il passare del tempo lo spettro olfattivo è diventato molto più intenso, con note profonde ed avvolgenti di rabarbaro, caffè, china, cannella e neroli, tutti di eccezionale ampiezza.

Maestoso l’ingresso in bocca, potente nella sua incessante spinta fresco – sapida, con un frutto ancora perfetto ed una complessità infinita; la componente tannica risulta perfettamente integrata e svolta, la tensione mai doma, con un equilibrio che lo rende quasi un “comodo cuscino” per il palato. Gustoso ed elegante, scandisce l’armonia con un finale lunghissimo da cui nascono sorprese e conferme, emozioni e nostalgie.

Forse qualcosa di più di un vino, forse l’emozione di un vero vino.

 

 

Condrieu A.O.C. La Doriane 2018, E.Guigal

by Vitocco Francesco on

Ci troviamo ad Ampuis, in piena Côte Rôtie, nella Valle del Rodano, quel distretto vitivinicolo situato a sud – est della Francia, lungo il corso del fiume Rodano che la percorre per quasi 240 km da nord a sud; e proprio nella parte più settentrionale si trova la denominazione che in italiano tradurremmo “Costa Arrostita”, Côte Rôtie appunto, la patria del vitigno a bacca rossa Syrah, infatti è proprio da qui che provengono i più grandi vini a base Syrah di tutto il mondo. Alcuni di questi vengono prodotti dalla celebre azienda E. Guigal, famosa per alcuni vini indimenticabili dell’A.O.C. Côte Rôtie come il La Mouline, il La Landonne, il La Turque ed il Château d’Ampuis.

L’azienda è stata fondata nel 1946 da Etienne Guigal, poi nel 1961 il figlio Marcel subentrò nella direzione della cantina; oggi l’enologo è il figlio di Marcel, Philippe, classe 1975,che con la moglie Eve porta avanti la tradizione di famiglia.

Il Condrieu A.O.C. La Doriane è un grande vino bianco, ottenuto da uve Viogner in purezza, affinate per dodici mesi in botti nuove; maestoso e scintillante, possiede una veste dorata e di grande consistenza nel calice da cui si apprezzano sferzanti note di frutta esotica, ginestra, gelsomino, biancospino, scorza di cedro e pepe bianco. In bocca sposa potenza e finezza, in una cornice fresco-sapida magistrale, sottolineata da una morbidezza e piacevolezza estrema; il finale si protrae in progressione, sempre maestoso e magistrale, con una linea di freschezza perenne.

Bianco emozionante, da provare in tavola in abbinamento con una cernia al forno con patate.

Pauillac, riva sinistra della Gironda, una delle zone più famose al mondo per la produzione dei grandi vini rossi di Bordeaux, generalmente potenti e molto longevi; qui sorge lo splendido Château Pontet – Canet, fondato nel 1750 dal grande scudiero del re Jean – Francois Pontet, a cui successivamente si unì la “casa di Canet”, raggiungendo ad oggi un’estensione di vigne di quasi ottanta ettari.

Lo Château Pontet – Canet Grand Cru Classe 2008 è costituito al 65% da Cabernet Sauvignon, al 30% da Merlot, al 4% da Cabernet Franc e all’1% da Petit Verdot; dotato di un bel colore ancora rosso rubino con leggeri riflessi color granato, si dimostra decisamente consistente nel calice.

Al naso risulta ampio ed avvolgente, con un discreto e soffuso attacco balsamico, seguito da sensazioni vegetali, con toni di frutti di bosco, rosmarino, menta, tamarindo e china; in bocca i tannini sono eccezionalmente amalgamati in una struttura compatta, setosa, ancora dotata di freschezza e sapidità. Sensazioni di more e cioccolata aprono ad un succo pieno e profondo, di grande eleganza ed armonia; grande il finale, lungo, misurato e pieno.

 

Un grande rosso in piena tradizione bordolese, ottimo in abbinamento con una tasca di vitello ripiena.

Colli Orientali del Friuli Friulano Doc Filip 2016, Miani

by Vitocco Francesco on

Assaggiamo oggi l’annata 2016 del Colli Orientali del Friuli Friulano Doc, proveniente dal vigneto Filip, che richiama il nome del proprietario di questo appezzamento. Secondo lo stile di Enzo Pontoni le uve vengono affinate in barrique di rovere francese per circa un anno, per dare vita a vini ottimi da bere subito ma anche capaci di impreziosirsi con il passare del tempo.

Ci versiamo il vino nel calice e possiamo subito apprezzare un bel colore giallo paglierino luminoso e scintillante, con leggeri riflessi oro, di buona consistenza; al naso richiama con intensità la pesca, il melone, erbe officinali, cedro ed una mandorla tipica del Friulano. Ma è in bocca che le sensazioni raggiungono una pienezza sincera e vibrante: nei migliori vini di solito si parla di freschezza e sapidità in equilibrio, ma in questo caso è come se si fossero fuse insieme per dar vita ad una sensazione unica, profonda e appagante. Le note pseudocaloriche si percepiscono appena nonostante un grado alcolico generoso, e la complessità del sorso si armonizza perfettamente con una splendida eleganza e finezza.

Un Friulano che a mio parere risulta molto tipico ma anche molto personale, di certo un vino eccellente che avrebbe potuto tranquillamente aspettare ancora anni ben conservato in cantina.

In località Marlengo, in provincia di Bolzano, si trova la splendida sede della Cantina Merano, nata nel 2010 dalla fusione delle due storiche realtà enologiche della Cantina Burggräfler, fondata nel 1901, e della Cantina Vini di Merano fondata nel 1952; ad oggi questa splendida cantina sociale conta su circa trecentottanta soci per un totale di più di duecentocinquanta ettari vitati.

Le linee produttive esaltano i vitigni locali, con una particolare attenzione anche a quelli internazionali: Pinot Bianco, Pinot Grigio, Müller Thurgau, Kerner, Riesling, Moscato Giallo, Gewürztraminer, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Schiava, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Lagrein e Merlot.

L’Alto Adige Pinot Bianco Doc Riserva Five Years, è ottenuto dal vigneto Tirolo posto a circa cinquecentocinquanta metri sul livello del mare, le cui uve vengono fermentate in grandi botti di rovere e serbatoi d’acciaio per un anno; ottenuto l’assemblaggio viene lasciato a contatto con i lieviti in acciaio per altri quattro anni, a cui seguono altri quattro mesi in bottiglia.

L’annata 2014 si presenta di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri riflessi dorati, piuttosto consistente nel calice; al naso si percepisce una ventata di aromi intensi che richiamano la pesca bianca, il mango, la frutta tropicale, fiori bianchi, gelsomino e caprifoglio, con cenni di acacia, salvia e sambuco. In bocca è perfettamente bilanciato fra freschezza, sapidità minerale e note pseudocaloriche, con un corpo pieno ed elegante; complesso ed in evoluzione nel calice, con un finale lungo e molto persistente lascia presagire un’interessante evoluzione negli anni.

Una vera gemma dell’Alto Adige, un Pinot Bianco che è un vero e proprio fuoriclasse nel suo genere; da provare in abbinamento con dei gamberoni in crosta di Parmigiano Reggiano.

 

Gavi dei Gavi d’Antan Etichetta Nera 2007, La Scolca

by Vitocco Francesco on

L’azienda di Giorgio e Chiara Soldati affonda le proprie radici nel territorio di Gavi da quasi un secolo, rappresentando così un vero e proprio punto di riferimento di questo territorio piemontese; la Scolca è stata fondata nel 1919 e ad oggi raggiunge una produzione annua che si aggira intorno al mezzo milione di bottiglie. Da circa sessanta ettari vitati provengono autorevoli interpretazioni del vitigno Cortese, non solo in versione ferma ma anche con grandi spumanti di cui ricordiamo il Soldati La Scolca Brut d’Antan Millesimato ed il Gavi Soldati La Scolca Brut Millesimato, piacevoli, complessi e longevi.

Dalla selezione delle migliori cuve aziendali di Cortese, con un lunghissimo affinamento sui lieviti che tocca i dieci anni, viene realizzate solo nelle ottime annate il Gavi dei Gavi d’Antan Etichetta Nera; dalla vendemmia 2007 ci giunge nel calice ricco di un bellissimo colore giallo paglierino brillante, con cenni ancora verdolini. Dopo aver aperto la bottiglia un’ora prima al naso si percepiscono aromi molto intensi e di grande raffinatezza, ananas, mango, salvia, pietra focaia e note citrine, molto ampi e ben delineati; in bocca è una poesia di sensazioni gustative dettate da un equilibrio meraviglioso, sapido e fresco, morbido e caldo, spesso e complesso. Il finale è un susseguirsi di emozioni, che abbandonano i sensi con garbo molto lentamente e gentilmente.

Un vino eccezionale, nel doppio seno del termine: qualità altissima, al di fuori degli schemi tradizionali; lo consiglio da bere da solo, da meditazione per regalarsi un piacere personale.

Colli Orientali del Friuli Sauvignon Doc Zitelle 2018, Miani

by Vitocco Francesco on

Ho assaggiato per la prima volta un vino dell’azienda agricola Miani circa tre mesi fa e ne sono rimasto affascinato. Se penso che negli ultimi dieci anni ho degustato vini provenienti da ogni parte del mondo credo di essere arrivato alla cantina di Enzo Pontoni piuttosto in ritardo; situata a Buttrio, in provincia di Udine, si estende ad oggi su circa ventiquattro ettari di proprietà da cui dall’ultima vendemmia sono state realizzate meno di diecimila bottiglie. Non e’ un errore e non e’ nemmeno un caso sporadico, qui le rese sono le più basse che io conosca e la selezione in vigna portata all’estremo della perfezione.

Ho incontrato Enzo Pontoni a metà novembre, il quale si e’ dimostrato estremamente gentile e disponibile; nonostante mi abbia dedicato un’ ora del suo tempo, tra l’altro proprio nel momento del pranzo, e detto tantissime cose interessanti, ho percepito in lui un giusto desiderio di riservatezza e soprattutto la volontà di far parlare i propri vini, strumenti più efficaci delle sole parole. Per questo non vi racconterò della mia visita in cantina, seppur stupenda.

I vini di Enzo Pontoni pero’ non sono così facili da trovare, la produzione e’ contenuta e va venduta subito, in cantina infatti non ce ne sono da acquistare; inoltre, com’e’ a mio parere giusto che sia, se la domanda e’ molto alta, la qualità’ superba, di conseguenza i prezzi delle bottiglie sono di fascia adeguata.

Quindi memore del mio primo assaggio di tre mesi fa – Chardonnay Baracca 2018 – una volta terminato il  mio incontro in quel di Buttrio in cuor mio maturai subito la voglia di assaggiare tutta la linea dei cru aziendali.  Qualcuno dice che la ricompensa del viaggio e’ il viaggio stesso, così in un relativo breve lasso di tempo sono riuscito a procurarmi nell’ordine: Chardonnay Baracca, Sauvignon Zitelle, Sauvignon Saurint, Ribolla Gialla Pettarin, Friulano Buri, Friulano Filip, Malvasia La Mont di Zuc, tutti dalla vendemmia 2019, il Refosco Cossut 2016 ed una delle ultime bottiglie di Refosco Calvari 2006. Ancora a caccia dei due Merlot Buri e Filip – ma e’ solo questione di tempo- per la prima volta per quanto riguarda le degustazioni di Wineworldstyle ho intenzione nel prossimo futuro di proporre in un solo articolo la degustazione di tutta la linea produttiva aziendale.

Oggi stappiamo l’annata 2018 del Sauvignon Zitelle, proveniente come tutti i cru di Miani da un singolo vigneto ed affinato in barrique per circa dodici mesi; il colore splendente è un giallo paglierino acceso, decisamente consistente nel calice, da cui emergono intensi profumi di salvia ed erbe officinali, seguiti da pesca bianca, fiori di sambuco ed uva spina, ampi e decisi. Ma è al palato che l’assaggio entra in progressione sensoriale, prolungando naturalmente quanto apprezzato all’olfatto con corrispondenze fruttate e floreali, esaltate da un frutto pieno solcato da un fine equilibrio fra freschezza e sapidità; piuttosto morbido e delicato, chiude con un finale elegante e molto persistente.

Un vino di grande qualità, da seguire avendone la possibilità nel tempo, nel racconto che Enzo Pontoni ci regala alla ricerca dell’anima dei propri vigneti.