Assaggi Emozionanti

Toscana Rosso Igt D’Alceo 2012, Castello dei Rampolla

by Vitocco Francesco on

In località Panzano, nella zona del Chianti Classico conosciuta come Conca d’Oro, sorge l’azienda vitivinicola Castello dei Rampolla; fondata nel 1965, coltiva circa quaranta ettari di vigna secondo i dettami della biodinamica, posta ad un’altezza di circa trecentosessanta metri sul livello del mare.

La produzione si attesta intorno alle cinquantamila bottiglie, dato che può variare di molto a seconda delle annate, con un livello qualitativo estremamente alto; i vitigni sono essenzialmente il Sangiovese ed il Cabernet Sauvignon, affiancati da Merlot, Petit Verdot ed una piccola quantità di uve a bacca bianca, Chardonnay, Sauvignon, Malvasia e Traminer, da cui si realizza l’interessante Trebianco. La linea dei rossi è meravigliosa, con un  convincente Chianti Classico, il Sangiovese di Santa Lucia ottenuto da uve vinificate in anfore di terracotta ed i due campioni Sammarco e D’Alceo.

Il Toscana Rosso Igt D’Alceo è costituito da Cabernet Sauvignon all’85% e da Petit Verdot al 15%, vinificato per tre mesi in tini di cemento, affinato poi per circa un anno in tonneaux e due anni in bottiglia; dalla vendemmia 2012 ci giunge nel calice vestito di un bel manto rosso rubino scuro e fitto, decisamente consistente. I profumi che si percepiscono all’olfatto sono decisi ed intensi, con richiami alla viola essiccata, alle more, al cioccolato, al rabarbaro ed al tabacco, con cenni soffusi di china. Al palato scorre con buona morbidezza ed un impatto tannico elegante e piacevole, con un frutto pienamente espresso e generoso; complesso e corposo, è magistralmente dosato nei suoi aspetti di freschezza e sapidità, con ritorni speziati e fruttati. Lungo e molto persistente il finale, accenna ad un futuro che sarà capace di esaltare ancora meglio le potenzialità questo grande ed emozionante vino.

Capolavoro che abbinerei ad un classico cinghiale al ginepro.

Situata in località Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, l’azienda vitivinicola Cantine del Notaio rappresenta uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la produzione di vini di qualità dal classico vitigno Aglianico, nella sua versione che rende pregiata la Basilicata. Nata nel 1998, negli anni questa splendida cantina è stata in grado di realizzare prodotti di eccellenza, interpretando e rendendo grande la tradizione vinicola locale.

Dei tanti gioielli aziendali assaggiamo oggi l’Aglianico del Vulture Doc Il Repertorio, affinato in grotte naturali di tufo vulcanico in carati o tonneaux di rovere francese per almeno dodici mesi; l’annata 2015 si presenta di un bel colore rosso rubino acceso con leggeri riflessi che richiamano il granato, molto consistente nel calice. Il bouquet olfattivo è ampio e generoso, con note di prugna e marasca, viola essiccata e sottobosco, cannella, chiodi di garofano e cioccolato; in bocca è monumentale, pieno, goloso e succoso, con tannini già splendidi ma che si levigheranno ancora. Fresco, caldo, fruttato e speziato, soddisfacente per pienezza ed equilibrio, con un finale importante, molto lungo e molto persistente.

Grande Aglianico, di qualità eccellente, da provare in abbinamento con la selvaggina.

 

Soave Classico Doc La Rocca 2016, Pieropan

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Pieropan è stata fondata nel lontano anno 1880 a Soave, cittadina medievale, famosa per la splendida cinta muraria ed il castello che si possono ammirare già dall’autostrada, prima di immergersi nei tanti vigneti che caratterizzano questa zona del veronese.

Dal centrale palazzo Pullici è cominciata l’avventura di questa cantina, diventata nel tempo punto di riferimento di tutta la zona per la produzione di vini di alta qualità, con alcuni celebri vigneti diventati veri e propri gran cru: il Calvarino e il La Rocca.

Oggi assaggiamo proprio il Soave Classico Doc La Rocca, da uve Garganega in purezza, affinate in legno per circa un anno con una sosta in vetro prima di essere messo in commercio: dalla vendemmia 2016 giunge nel calice un vino di colore giallo dorato, luminoso e scintillante, di buona consistenza nel calice.

Al naso si apre con gentili ma intensi richiami alla pesca ed all’ananas, seguiti da ricordi di ginestra, anice, caprifoglio e coriandolo, con una linea minerale di sottofondo; in bocca scorre molto rotondo e perfettamente equilibrato, la sapidità si sposa con la freschezza e le note pseudocaloriche regalando grande eleganza e profondità. Gustoso e complesso, si protrae in un bel finale completo e molto persistente, toccando un’emozionante armonia generale.

Soave ai suoi massimi livelli, un campione imprescindibile per chi vuole apprezzare al meglio i frutti di quest’angolo di Veneto; lo abbinerei a delle capesante con un ridotto di aceto balsamico.

Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois 2016, Les Cretes

by Vitocco Francesco on

Fondata nel 1989, l’azienda vitivinicola Les Crȇtes, condotta dalla famiglia Charrère, rappresenta un punto di riferimento ormai consolidato per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, non solo in Valle d’Aosta, ma in Italia e nel mondo. Dalla cantina di Aymavilles nascono vini magici, come lo Chardonnay Cuvée Bois ed il Moscato Passito Les Abeilles, solo per ricordarne due, ma tutta la linea produttiva risulta di livello altissimo e di alta qualità; di sicuro interesse sono da una parte i vitigni autoctoni, con interpretazioni da provare di Fumin, Petite Arvine e Petit Rouge, ma anche dall’altra i vini da uve Pinot Noir e Syrah.

Assaggiamo oggi proprio il Valle d’Aosta Dop Chardonnay Cuvée Bois, vinificato ed affinato “sur lie” per undici mesi in rovere francese con la tecnica del battonage; l’annata 2016 si presenta di un bel colore giallo dorato luminoso e splendente, di buona consistenza nel calice. Al naso il bouquet olfattivo è intenso ed elegante, con sentori di ananas, banana, vaniglia, ginestra, caprifoglio e pesca bianca, di ottima ampiezza; al palato scorre con avvolgente morbidezza, con continui richiami fruttati, esprimendo un equilibrio fra freschezza, sapidità e note pseudocaloriche di grande impatto. Aristocratico ma estremamente piacevole, si prolunga in un finale fine e molto lungo, chiudendo un assaggio armonico ed emozionante.

Uno dei grandi Chardonnay d’Italia, lo abbinerei ad una tipica fonduta.

Malvazija Sv. Jakov 2015, Clai

by Vitocco Francesco on

In località Krasica, nell’Istria croata, sorge l’azienda vitivinicola Giorgio Clai, considerata da molti uno dei personaggi più interessanti del mondo del vino. I terreni vitati si estendono per circa otto ettari, dedicati soprattutto alla coltivazione di uve locali: Malvasia, Refosco e Moscato. Qualità e non quantità, esaltazione del terroir e dei vitigni autoctoni, rispetto della natura e nessun sistema di trattamento, queste sono le linee guida di questa straordinaria realtà.

Dei vari vini, uno più interessante dell’altro, assaggiamo oggi il Malvazija Sv. Jakov, ottenuto da una macerazione sulle bucce prolungata ed un affinamento per dodici mesi in botti grandi di legno; l’annata 2015 possiede un bel colore fra il dorato ed il paglierino, decisamente consistente nel calice. Al naso si apprezzano note di pesca bianca, ananas, a tratti frutta candita, melograno, anice e vaniglia, con una delicata chiusura minerale; in bocca esprime grande sostanza ed estratto, ripropone molta frutta ed una bocca gustosa e grassa. Generoso e progressivo, risulta caldo e rotondo, con buona freschezza e sapidità. Il finale è qualcosa di sorprendente per pienezza e lunghezza, lasciando un lungo ricordo al palato.

Vino dalla personalità importante, una piccola opera d’arte di valore assoluto.

Veneto Cabernet Igt Alzero 2008, Quintarelli Giuseppe

by Vitocco Francesco on

L’azienda Quintarelli Giuseppe sorge in località Cerè di Negrar, in Valpolicella, terra questa orami celebre per l’Amarone, il grande vino rosso conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo; la cantina del compianto “Bepi”, come lo chiamavano gli amici, ne realizza alcune delle versioni più sontuose ed indimenticabili, alle volte quasi immortali. Le sue etichette scritte in corsivo ricordano un tempo passato ed una concezione del vino artigiana, per molti degna delle grandi opere d’arte.

Il Veneto Cabernet Igt Alzero è composto in maggioranza da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con anche del Merlot; le uve sono lasciate sui graticci ad asciugare da fine settembre circa fino a dicembre e l’affinamento si prolunga inizialmente per trenta mesi in differenti botti di rovere francese e poi per altri trenta mesi in un’unica botte di rovere di slavonia.

L’annata 2008 si presenta di un colore rosso granato, molto consistente nel calice; i profumi sono molto ampi e intensi, con richiami di more in marmellata, prugna matura, rabarbaro, pepe nero, vaniglia e ancora cioccolato, humus e cuoio; al palato è uno splendore, morbido e rotondo, fruttato e speziato, esprime grande potenza e calore senza rinunciare ad equilibrio e armonia.

Il finale è ricco e generoso, molto persistente e lunghissimo; l’Alzero è una grande prova d’autore, un vino memorabile e da assaggiare una volta nella vita.

L’azienda vitivinicola Romano Dal Forno nasce nel 1983 nel comune di Illasi, in località Cellore, in Valpolicella; ad oggi la produzione si aggira intorno alle sessantamila bottiglie, ripartita sostanzialmente su tre vini: l’Amarone, il Valpolicella Superiore ed il vino dolce Vigna Serè. Qui la parola d’ordine è qualità, a tratti, dico io, perfezione.

Oggi apriamo l’ Amarone della Valpolicella Doc Vigneto di Monte Lodoletta annata 2008, composto da uve Corvina al 60%, Rondinella al 20%, Croatina al 10% e Oseleta al 10%, con una maturazione che avviene in barrique di rovere Americano di primo passaggio; nel bicchiere si apprezza un bel colore rosso rosso fra il rubino ed il granato, luminoso e di estrema consistenza.

Al naso si alternano senza termine aromi di amarena, ciliegia sotto spirito e prugna matura, seguiti da note balsamiche e di terra bagnata, poi humus, ribes, more e ancora caramello, pepe nero, cioccolato ed una punta di liquirizia; al palato le emozioni si susseguono, l’assaggio esprime un equilibrio ed un’armonia d’eccellenza: le parti sapide e fresche sposano una esemplare rotondità ed una trama tannica incredibilmente soffusa ed elegante, mentre la pienezza del frutto e la grande complessità coordinano l’insieme.

Il finale suggella l’armonia prolungandola in maniera interminabile ed indimenticabile; semplicemente eccellente.

L’azienda vitivinicola Dr. Heger è una delle più prestigiose del distretto vinicolo Tedesco del Baden; situata in località Ihringen, si trova a ovest della splendida città di Freiburg. Gli ettari dedicati alla coltivazione della vite sono venti, coniugati in una produzione che si aggira intorno alle centoventimila bottiglie all’anno, a prevalenza Spätburgunder, circa il trenta per cento del totale, seguito da Grauburgunder, Weissburgunder, Riesling, Silvaner e Chardonnay.

Oggi assaggiamo una storica annata del Riesling Ihringer Winklerberg Spätlese, la 2002: di uno splendido colore giallo fra il paglierino ed il dorato, si muove nel calice con una certa consistenza; al naso, dopo averlo lasciato distendere, regala generose note di mimosa, arancia candita, albicocca, litchi e ginestra, con ventate di mela e zafferano, molto ampie ed intense. In bocca è una poesia di aromi e simmetrie, richiami floreali e fruttati avvolti e confezionati da una regale freschezza, perfettamente abbinata al residuo zuccherino che impreziosisce il tutto; il tempo ha reso la struttura equilibrata e profonda, con un finale lunghissimo ed emozionante.

Riesling prezioso, annata che ha solcato il mare del tempo con il vento sempre in poppa.

In località Pedemonte, in provincia di Verona, si trova l’azienda vitivinicola Speri, una delle realtà storiche del mondo del vino italiano, le cui radici affondano nella prima metà dell’ottocento. Ad oggi coltiva circa sessanta ettari di vigna, dedicandosi alle uve classiche della zona: Corvina, Rondinella e Molinara in primis, coadiuvate da Oseleta, Rossanella e altre minori. Dal 2015 l’azienda è stata certificata biologica, confermando così una ricerca di equilibrio fra la lavorazione della vigna e delle uve poi in cantina, e l’ambiente che ci circonda.

La Valpolicella è la terra del celebre Amarone e qui se ne produce uno dei migliori e pregiati d’Italia, l’ Amarone della Valpolicella Classico Docg Vigneto Monte Sant’Urbano; stappiamo oggi, o meglio, abbiamo stappato preventivamente tre ore fa, l’annata 2013, che si presenta nel calice di un bel colore rosso granato luminoso e limpido, denotando una grande consistenza. Al naso è intenso e avvolgente, con toni eleganti di frutta matura, prugna e mora, seguiti da richiami al sottobosco, al rabarbaro e alla viola essiccata, terminando con note di liquirizia, pepe e cannella.

In bocca si apprezza una grande morbidezza ed un’intensa presenza pseudocalorica, buona freschezza e sapidità controllata; grintoso, possente ma calibrato, propone un frutto maturo e pieno, lasciando spazio a riflessioni per il futuro quando sarà interessante riassaggiarlo fra una decina d’anni.

Il finale lungo e molto persistente chiude l’assaggio di un Amarone eccellente e di grande personalità, mai eccessivo e sempre piacevole ed emozionante. Proviamolo in abbinamento con carni rosse decisamente saporite, ma sarà ottimo e soddisfacente anche da solo.

Costa d’Amalfi Furore Bianco Doc Fiorduva 2015, Marisa Cuomo

by Vitocco Francesco on

Furore, provincia di Salerno, è situata qui l’azienda Marisa Cuomo, capace di vincere l’ardua impresa di eguagliare la bellezza della natura e del paesaggio di questa zona, attraverso grandissimi vini di qualità; l’intera gamma aziendale risulta di grande interesse e alto livello: ottimi i bianchi Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco e Costa d’Amalfi Doc Ravello Bianco, entrambi uvaggi di Falanghina al 60% e Biancolella al 40%, e preziosi vini rossi, soprattutto le due Riserve Costa d’Amalfi Doc Furore Rosso Riserva, per metà Aglianico e per metà Piedirosso, e il Costa d’Amalfi Doc Ravello Rosso Riserva, Piedirosso al 70% con un 30% di Aglianico.

Dalla cantina Marisa Cuomo ogni anno viene realizzato uno dei migliori vini bianchi d’Italia, e quindi del mondo: il Costa d’Amalfi Doc Furore Bianco Fiorduva, uvaggio di Fenile al 30%, Ginestra al 30% e Ripoli al 40%, ottenuto dalle uve provenienti dai terrazzamenti costieri posti ad un’altezza variabile fra i 200 e i 550 metri sul livello del mare e lasciato poi ad affinare per circa sei mesi in piccole botti di legno di rovere.

Dalla vendemmia 2015 ci giunge nel calice un vino di colore giallo paglierino, a tratti dorato, di ottima consistenza e lucentezza. I profumi sono molto intensi e ampi, con richiami alla pesca e alla ginestra, all’ananas e al pompelmo, con cenni di salvia e tanta mineralità.

In bocca scorre con magistrale morbidezza e calore, regalando freschezza e sapidità perfettamente in equilibrio tra loro; strutturato e profondo, di gran classe ed eleganza, sembra quasi capace di imbrigliare il sole della Costa d’Amalfi nel frutto dell’uva matura.

Vino d’eccellenza, da provare in abbinamento con un risotto ai frutti di mare.