Assaggi Emozionanti

Gavi dei Gavi d’Antan Etichetta Nera 2007, La Scolca

by Vitocco Francesco on

L’azienda di Giorgio e Chiara Soldati affonda le proprie radici nel territorio di Gavi da quasi un secolo, rappresentando così un vero e proprio punto di riferimento di questo territorio piemontese; la Scolca è stata fondata nel 1919 e ad oggi raggiunge una produzione annua che si aggira intorno al mezzo milione di bottiglie. Da circa sessanta ettari vitati provengono autorevoli interpretazioni del vitigno Cortese, non solo in versione ferma ma anche con grandi spumanti di cui ricordiamo il Soldati La Scolca Brut d’Antan Millesimato ed il Gavi Soldati La Scolca Brut Millesimato, piacevoli, complessi e longevi.

Dalla selezione delle migliori cuve aziendali di Cortese, con un lunghissimo affinamento sui lieviti che tocca i dieci anni, viene realizzate solo nelle ottime annate il Gavi dei Gavi d’Antan Etichetta Nera; dalla vendemmia 2007 ci giunge nel calice ricco di un bellissimo colore giallo paglierino brillante, con cenni ancora verdolini. Dopo aver aperto la bottiglia un’ora prima al naso si percepiscono aromi molto intensi e di grande raffinatezza, ananas, mango, salvia, pietra focaia e note citrine, molto ampi e ben delineati; in bocca è una poesia di sensazioni gustative dettate da un equilibrio meraviglioso, sapido e fresco, morbido e caldo, spesso e complesso. Il finale è un susseguirsi di emozioni, che abbandonano i sensi con garbo molto lentamente e gentilmente.

Un vino eccezionale, nel doppio seno del termine: qualità altissima, al di fuori degli schemi tradizionali; lo consiglio da bere da solo, da meditazione per regalarsi un piacere personale.

Colli Orientali del Friuli Sauvignon Doc Zitelle 2018, Miani

by Vitocco Francesco on

Ho assaggiato per la prima volta un vino dell’azienda agricola Miani circa tre mesi fa e ne sono rimasto affascinato. Se penso che negli ultimi dieci anni ho degustato vini provenienti da ogni parte del mondo credo di essere arrivato alla cantina di Enzo Pontoni piuttosto in ritardo; situata a Buttrio, in provincia di Udine, si estende ad oggi su circa ventiquattro ettari di proprietà da cui dall’ultima vendemmia sono state realizzate meno di diecimila bottiglie. Non e’ un errore e non e’ nemmeno un caso sporadico, qui le rese sono le più basse che io conosca e la selezione in vigna portata all’estremo della perfezione.

Ho incontrato Enzo Pontoni a metà novembre, il quale si e’ dimostrato estremamente gentile e disponibile; nonostante mi abbia dedicato un’ ora del suo tempo, tra l’altro proprio nel momento del pranzo, e detto tantissime cose interessanti, ho percepito in lui un giusto desiderio di riservatezza e soprattutto la volontà di far parlare i propri vini, strumenti più efficaci delle sole parole. Per questo non vi racconterò della mia visita in cantina, seppur stupenda.

I vini di Enzo Pontoni pero’ non sono così facili da trovare, la produzione e’ contenuta e va venduta subito, in cantina infatti non ce ne sono da acquistare; inoltre, com’e’ a mio parere giusto che sia, se la domanda e’ molto alta, la qualità’ superba, di conseguenza i prezzi delle bottiglie sono di fascia adeguata.

Quindi memore del mio primo assaggio di tre mesi fa – Chardonnay Baracca 2018 – una volta terminato il  mio incontro in quel di Buttrio in cuor mio maturai subito la voglia di assaggiare tutta la linea dei cru aziendali.  Qualcuno dice che la ricompensa del viaggio e’ il viaggio stesso, così in un relativo breve lasso di tempo sono riuscito a procurarmi nell’ordine: Chardonnay Baracca, Sauvignon Zitelle, Sauvignon Saurint, Ribolla Gialla Pettarin, Friulano Buri, Friulano Filip, Malvasia La Mont di Zuc, tutti dalla vendemmia 2019, il Refosco Cossut 2016 ed una delle ultime bottiglie di Refosco Calvari 2006. Ancora a caccia dei due Merlot Buri e Filip – ma e’ solo questione di tempo- per la prima volta per quanto riguarda le degustazioni di Wineworldstyle ho intenzione nel prossimo futuro di proporre in un solo articolo la degustazione di tutta la linea produttiva aziendale.

Oggi stappiamo l’annata 2018 del Sauvignon Zitelle, proveniente come tutti i cru di Miani da un singolo vigneto ed affinato in barrique per circa dodici mesi; il colore splendente è un giallo paglierino acceso, decisamente consistente nel calice, da cui emergono intensi profumi di salvia ed erbe officinali, seguiti da pesca bianca, fiori di sambuco ed uva spina, ampi e decisi. Ma è al palato che l’assaggio entra in progressione sensoriale, prolungando naturalmente quanto apprezzato all’olfatto con corrispondenze fruttate e floreali, esaltate da un frutto pieno solcato da un fine equilibrio fra freschezza e sapidità; piuttosto morbido e delicato, chiude con un finale elegante e molto persistente.

Un vino di grande qualità, da seguire avendone la possibilità nel tempo, nel racconto che Enzo Pontoni ci regala alla ricerca dell’anima dei propri vigneti.

 

Isola dei Nuraghi Igt Capichera 2018, Capichera

by Vitocco Francesco on

Nella splendida Sardegna, in località Arzachena, in provincia di Sassari, sorge l’azienda vitivinicola Capichera, una delle realtà più importanti del mondo vinicolo sardo ed italiano; fondata nel 1975, la cantina della famiglia Ragnedda ha sviluppato anno dopo anno uno stile inconfondibile, vocato sin da subito alla ricerca della più alta qualità. Ad oggi  si estende su circa cinquanta ettari, per una produzione annua di circa duecentocinquantamila bottiglie l’anno, da uve Vermentino in primis, ma anche Carignano e Syrah.

Oggi assaggiamo l’Isola dei Nuraghi Igt Capichera, da uve Vermentino di Sardegna in purezza, affinato in legno ma soprattutto in acciaio per circa sette mesi; dalla vendemmia 2018 ci giunge nel calice di un bel colore giallo paglierino scintillante, di buona consistenza.

Al naso risulta molto intenso, con profumi ampi di pesca bianca, salvia e ananas, ma anche biancospino, agrumi e una sensazione minerale sottile ma molto elegante; al palato scorre molto teso e fresco, giustamente sapido e bilanciato da note pseudocaloriche che aprono ad una buona morbidezza. Di grande equilibrio e simmetria, regala un finale generoso, molto lungo e molto persistente.

Ottimo bianco di razza, di grande qualità e tipicità, lo proverei in abbinamento con dei calamari ripieni.

Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy 2017, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

L’Alto Adige Chardonnay Doc Riserva Troy viene realizzato dai migliori vigneti posti ad un’altitudine di circa cinquecento metri sul livello del mare; nella locale lingua antica “Troy” sta a significare “sentiero” e vuole idealmente rappresentare il percorso di sperimentazione su questo vitigno internazionale che ha portato la cantina a questo eccellente risultato.

Le uve affinano per circa trentatre mesi, sempre sui propri lieviti, i primi undici in barrique e i seguenti ventidue in acciaio, con un’ulteriore sosta di quattro mesi in bottiglia; il frutto della vendemmia 2017 si presenta nel calice di un bel colore giallo dorato splendente, piuttosto consistente. Il profilo olfattivo si dimostra un ventaglio complesso di intensi aromi che ricordano il melone, la banana, pesca bianca, ananas, burro, caprifoglio, erbe aromatiche e mandorla fresca; al palato si distende tonico su una linea minerale che avvolgerà tutto il sorso, regalando freschezza e pienezza del frutto, con grande eleganza ed armonia.

Il finale è un esempio di finezza alpina, sinfonia di compostezza e profondità, simmetria e grande persistenza aromatica; Chardonnay splendido ora, da seguire però nel tempo lungo il sentiero tracciato da qui al futuro.

L’azienda vitivinicola Bucci si trova ad Ostra Vetere, in provincia di Ancona, e precisamente in località Pongelli; fondata nel 1983 è stata capace in poco tempo di raggiungere livelli qualitativi di assoluta eccellenza e di diventare un punto di riferimento per la produzione del Verdicchio marchigiano, e non solo. Dai circa trentun ettari vitati, certificati biologici da più di vent’anni, si realizzano quattro vini: il Bucci ed il Villa Bucci Riserva, dal vitigno Verdicchio, il Villa Bucci Rosso ed il Tenuta Pongelli, entrambi da uve Montepulciano e Sangiovese.

Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg Villa Bucci affina per circa diciotto mesi in botti di rovere di Slavonia da 50 e 70 hl, a cui ne fanno seguito almeno ulteriori dodici in bottiglia; l’annata 2016 riempie il calice di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri cenni dorati, decisamente consistente.

Al naso si viene letteralmente rapiti da un’armonia di note fruttate, pesca e melone, a cui seguono richiami alla mandorla, al fieno, alla lavanda, con cenni di biancospino, vaniglia e una linea minerale diffusa; al palato scorre morbido e caldo, solcato da una vibrante freschezza e impreziosito da una mineralità elegante. Se si chiudono gli occhi e si assapora il finale lunghissimo si raggiunge un equilibrio gustativo eccezionale; sarà interessante seguirne l’evoluzione negli anni, un vino già eccellente che saprà cambiare ed appassionare continuamente.

Lo proverei con dei tagliolini al tartufo.

Venezia Giulia Bianco Igt Doc Dut’Un 2017, Vie di Romans

by Vitocco Francesco on

Vini di pianura, vini eccezionali, ecco il biglietto da visita che mi sento di raccomandare quando si parla dell’azienda vitivinicola Vie di Romans; situata a Mariano del Friuli in provincia di Gorizia, la cantina della famiglia Gallo produce dal 1978 vini di qualità, capaci vendemmia dopo vendemmia di creare uno stile inconfondibile fine ed elegante, dai vitigni Sauvignon e Chardonnay in primis, ma anche Malvasia, Friulano, Pinot Grigio, Riesling, Merlot e Pinot Nero.

All’interno di una linea per lo più caratterizzata da monovarietali, il Venezia Giulia Bianco Igt Doc Dut’Un rappresenta invece l’incontro sapiente di Chardonnay e Sauvignon Blanc, con un elevage sui lieviti di nove mesi ed un affinamento in bottiglia di venti mesi; l’annata 2017 si presenta vestita di un bel colore giallo paglierino scintillante, con riflessi che virano verso l’oro. Al naso esprime una grande finezza di aromi intensi e ampi, con richiami al melograno ed alla scorza d’arancia, al timo e alla vaniglia, con una bella progressione di salvia, caprifoglio ed erbe officinali. In bocca è abbastanza caldo e morbido, fresco e giustamente sapido, da subito approccia fine e sempre elegante, con un frutto deciso ed un carattere perentorio; splendido il finale, corposo ma sempre snello, equilibrato e simmetrico con quanto percepito all’olfatto.

Grande vino bianco, ottimo subito ma che merita di essere seguito nel tempo, fra dieci anni saprà stupire e riconquistare; ora lo abbinerei a del rombo al forno con patate.

Collio Sauvignon Doc Ronco delle Mele 2019, Venica & Venica

by Vitocco Francesco on

A Dolegna del Collio, località Cerò, in provincia di Gorizia, incastonata in uno splendido territorio ricco di dolci colline e splendidi boschi, si trova l’azienda vitivinicola Venica & Venica, vero e proprio punto di riferimento per quanto riguarda la produzione di vini di qualità non solo in Friuli ma in tutta Italia.

Il viaggio di questa storica cantina inizia novant’anni fa, nel lontano 1930 con i primi dieci ettari, che con il passare delle vendemmie diventano gli odierni novanta, di cui quaranta vitati; se il Collio è soprattutto – ma non solo – terra di grandi vini bianchi, Venica & Venica ci regala alcune delle più grandi interpretazioni dei vitigni a bacca bianca Malvasia, Traminer Aromatico, Pinot Bianco e Grigio, Chardonnay, dei locali Ribolla Gialla e Friulano, e certamente del Sauvignon.

Oggi stappiamo l’annata 2019 del Collio Sauvignon Doc Ronco delle Mele, ottenuto da una fermentazione e maturazione per sei mesi dell’80% in acciaio e del 20% in botti grandi di Slavonia da 20/27 hl; il vino si presenta nel calice vestito di un bel colore giallo paglierino luminoso, consistente ed elegante. Al naso sbocciano profumi intensi di gelsomino e caprifoglio, cedro e foglia di pomodoro, con sensazioni che richiamano il timo, il burro di arachidi, il pompelmo, con rifiniture soffuse di salvia e pietra focaia; al palato è estremamente gentile, con freschezza e sapidità che incontrano calore e morbidezza regalando una sinfonia armonica, lunga e molto persistente.

L’equilibrio e la finezza si incontrano in questo eccellente Sauvignon per raccontarci un territorio generoso ed unico al mondo, da cui Venica & Venica ci regalano ad ogni vendemmia un nuovo capolavoro; lo proverei in abbinamento con dei tagliolini con scampi ed asparagi.

Voglio segnalare anche l’ottima struttura ricettiva, perfetta per chi cerca relax e un ambiente da favola.

Alto Adige Gewürztraminer Doc Epokale 2013, Tramin

by Vitocco Francesco on

La cantina di Tramin affonda le proprie radici nel tempo, più di un secolo fa essendo stata fondata nel 1898 a Termeno, in provincia di Bolzano; questa cooperativa coltiva all’incirca duecentocinquanta ettari di terreno, per un totale di bottiglie prodotte all’anno di un milione e ottocentomila. Realtà cooperativa, ma spesso come succede in Alto Adige, livello altissimo dei propri prodotti: Gewürztraminer in primis, in versione sia secco sia dolce, ma anche Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling, Moscato Rosa, Lagrein, Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot e Schiava.

Oggi assaggiamo un vino che ormai è già diventato una leggenda in Alto Adige, l’Alto Adige Gewürztraminer Doc Epokale, un campione capace di ottenere i cento punti dal critico Robert Parker, primo vino bianco in assoluto in Italia.  Dopo un affinamento di ben sette anni nella miniera di Ridanna Monteneve, a circa duemila metri di altitudine, con una temperatura costante di undici gradi e buio assoluto, ci giunge nel calice vestito di un bel colore giallo paglierino scintillante, con leggeri riflessi dorati; consistente nel calice, si apre con aromi di rosa, litchi, albicocca e menta, con cenni di zenzero e noce moscata, molto intensi e fini.

In bocca impatta il palato con gentilezza ed eleganza, compatto, caldo e snello, perfettamente equilibrato fra freschezza e sapidità, con una vena dolce discreta e piacevole; lo sviluppo delle emozioni è perentorio e costante in un finale lunghissimo e armonico.

Gewürztraminer unico nel panorama italiano, eccellente ed emozionante, da provare con del fois gras di qualità.

Gran Malvazija 2017, Moreno Coronica

by Vitocco Francesco on

Nella splendida Umago, in località Coronichi, si trova l’azienda vitivinicola Moreno Coronica, da sempre magistrale interprete di questo terroir istriano capace di infondere una carattere inconfondibile ai propri vini. Sulle terre rosse istriane vengono coltivati i vigneti autoctoni Malvasia Istriana e Terrano, a cui si aggiungono Cabernet Sauvignon e Merlot; oggi assaggiamo la Gran Malvazija ottenuta da uve Malvazija Istriana al 100%, affinata in legno per un periodo che può variare di vendemmia in vendemmia. Dall’annata 2017 ci giunge nel calice un liquido dorato scintillante e pieno, di ottima consistenza nel calice; al naso si apprezzano richiami di pesca bianca, ananas, pera e glicine, con una grande mineralità diffusa, il tutto di una mirabile pulizia ed intensità.

In bocca scorre con freschezza e giusta sapidità, ottima espressione del frutto ed eleganza; un secondo assaggio ci porta all’assoluto piacere, grande equilibrio ed estesa persistenza aromatica.

Non potrebbe chiamarsi altrimenti, è proprio una gran Malvasia, come deve essere e anche oltre; un vino del territorio che abbinerei con i piatti a base di pesce del territorio.

Sauvignon Blanc Zieregg Ried Grosse Skt 2017, Tement

by Vitocco Francesco on

Situata in località Zieregg, frazione di Berghausen, l’azienda vitivinicola Tement rappresenta una delle realtà più prestigiose ed affermate della Stiria del vino; ci troviamo in una terra di confine, tanto è vero che la linea Domaine Ciringa viene prodotta nell’adiacente Slovenia.

Fondata nel 1959, ad oggi la cantina austriaca produce ottimi vini dai vitigni Sauvignon Blanc in primis, ma anche Pinot Bianco, Morillon, Moscato Giallo, Riesling e Welschriesling, Gewürztraminer e Zweigelt, Merlot, Cabernet Sauvignon e Blaufränkisch.

Oggi ci versiamo il Sauvignon Blanc Zieregg Ried Grosse Skt, affinato sulle fecce fini per due anni: l’annata 2017 si presenta di un bel colore giallo paglierino brillante, decisamente consistente nel calice. Al naso è una sinfonia di profumi inizialmente floreali, gelsomino e biancospino, seguiti da frutta tropicale come l’ananas ed ampi cenni minerali, con note erbacee molto intense; bellissimo l’ingresso in bocca, fine e misurato, caldo e rotondo, con un’ottima sapidità  e freschezza. Estremamente elegante, possiede un ottimo corpo ed una lunghissima persustenza aromatic intensa.

Un Sauvignon Blanc magistrale, ottimo in abbinamento con una gustosa seppia ripiena.