Assaggi di Longevità

Riesling Auslese Oestricher Doosberg 1992, Weingut Wegeler

by Vitocco Francesco on

La storica azienda vitivinicola Weingut Wegeler, fondata a metà del diciannovesimo secolo,  sorge in località Oestrich – Winkel, nel distretto tedesco del Rheingau, terreno d’elezione per la produzione del Riesling; da quest’angolo di Germania infatti provengono alcune delle migliori interpretazioni al mondo del nobile vitigno a bacca bianca. Da quarantacinque ettari vitati la cantina produce una media di trecentotrentamila bottiglie all’anno, praticamente solo di Riesling dalla diversa concentrazione zuccherina, dal secco trocken al dolce trockenbeerenauslese.

Il Riesling Auslese Oestricher Doosberg proveniente dalla vendemmia 1992 si presente di un bel colore giallo paglierino luminoso con ampi cenni dorati, di buona consistenza nel calice; al naso si apprezzano note raffinate e molto intense di ananas, limone, zenzero, sambuco e molta mineralità.

In bocca si esalta un equilibrio fra componenti gliceriche, calore e dolcezza, con una vibrante freschezza e ancora mineralità; spuntano note agrumate che ben si combinano con una struttura tesa ma rotonda, il tutto amalgamato con profondità e classe.

Il finale è molto lungo, fine e persistente, gli anni sembrano essere passati in un attimo lasciando presagire un future ancora radioso; una preziosa gemma da meditazione.

Veneto Cabernet Igt Alzero 2008, Quintarelli Giuseppe

by Vitocco Francesco on

L’azienda Quintarelli Giuseppe sorge in località Cerè di Negrar, in Valpolicella, terra questa orami celebre per l’Amarone, il grande vino rosso conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo; la cantina del compianto “Bepi”, come lo chiamavano gli amici, ne realizza alcune delle versioni più sontuose ed indimenticabili, alle volte quasi immortali. Le sue etichette scritte in corsivo ricordano un tempo passato ed una concezione del vino artigiana, per molti degna delle grandi opere d’arte.

Il Veneto Cabernet Igt Alzero è composto in maggioranza da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con anche del Merlot; le uve sono lasciate sui graticci ad asciugare da fine settembre circa fino a dicembre e l’affinamento si prolunga inizialmente per trenta mesi in differenti botti di rovere francese e poi per altri trenta mesi in un’unica botte di rovere di slavonia.

L’annata 2008 si presenta di un colore rosso granato, molto consistente nel calice; i profumi sono molto ampi e intensi, con richiami di more in marmellata, prugna matura, rabarbaro, pepe nero, vaniglia e ancora cioccolato, humus e cuoio; al palato è uno splendore, morbido e rotondo, fruttato e speziato, esprime grande potenza e calore senza rinunciare ad equilibrio e armonia.

Il finale è ricco e generoso, molto persistente e lunghissimo; l’Alzero è una grande prova d’autore, un vino memorabile e da assaggiare una volta nella vita.

L’azienda vitivinicola Romano Dal Forno nasce nel 1983 nel comune di Illasi, in località Cellore, in Valpolicella; ad oggi la produzione si aggira intorno alle sessantamila bottiglie, ripartita sostanzialmente su tre vini: l’Amarone, il Valpolicella Superiore ed il vino dolce Vigna Serè. Qui la parola d’ordine è qualità, a tratti, dico io, perfezione.

Oggi apriamo l’ Amarone della Valpolicella Doc Vigneto di Monte Lodoletta annata 2008, composto da uve Corvina al 60%, Rondinella al 20%, Croatina al 10% e Oseleta al 10%, con una maturazione che avviene in barrique di rovere Americano di primo passaggio; nel bicchiere si apprezza un bel colore rosso rosso fra il rubino ed il granato, luminoso e di estrema consistenza.

Al naso si alternano senza termine aromi di amarena, ciliegia sotto spirito e prugna matura, seguiti da note balsamiche e di terra bagnata, poi humus, ribes, more e ancora caramello, pepe nero, cioccolato ed una punta di liquirizia; al palato le emozioni si susseguono, l’assaggio esprime un equilibrio ed un’armonia d’eccellenza: le parti sapide e fresche sposano una esemplare rotondità ed una trama tannica incredibilmente soffusa ed elegante, mentre la pienezza del frutto e la grande complessità coordinano l’insieme.

Il finale suggella l’armonia prolungandola in maniera interminabile ed indimenticabile; semplicemente eccellente.

L’azienda vitivinicola Dr. Heger è una delle più prestigiose del distretto vinicolo Tedesco del Baden; situata in località Ihringen, si trova a ovest della splendida città di Freiburg. Gli ettari dedicati alla coltivazione della vite sono venti, coniugati in una produzione che si aggira intorno alle centoventimila bottiglie all’anno, a prevalenza Spätburgunder, circa il trenta per cento del totale, seguito da Grauburgunder, Weissburgunder, Riesling, Silvaner e Chardonnay.

Oggi assaggiamo una storica annata del Riesling Ihringer Winklerberg Spätlese, la 2002: di uno splendido colore giallo fra il paglierino ed il dorato, si muove nel calice con una certa consistenza; al naso, dopo averlo lasciato distendere, regala generose note di mimosa, arancia candita, albicocca, litchi e ginestra, con ventate di mela e zafferano, molto ampie ed intense. In bocca è una poesia di aromi e simmetrie, richiami floreali e fruttati avvolti e confezionati da una regale freschezza, perfettamente abbinata al residuo zuccherino che impreziosisce il tutto; il tempo ha reso la struttura equilibrata e profonda, con un finale lunghissimo ed emozionante.

Riesling prezioso, annata che ha solcato il mare del tempo con il vento sempre in poppa.

Toscana Igt Varramista 2002, Varramista

by Vitocco Francesco on

A Montopoli in Val d’Arno, in provincia di Pisa, e precisamente in località Varramista, sorge la fattoria Varramista, dinamica realtà capace di produrre ottimi vini, olio di qualità e di offrire ospitalità di alto livello e comfort.

Fondata nel 1992, l’azienda lavora circa quattordici ettari vitati, di cui nove di proprietà, realizzando una media di sessantamila bottiglie all’anno; qui sono i vitigni a bacca rossa a farla da padrona, con in primo piano il Sangiovese ed il Syrah.

Oggi stappiamo proprio un blend di Sangiovese e Syrah, il Varramista annata 2002; dopo due anni di barrique nuove e ben quattordici passati in bottiglia, il vino si presenta di un bel colore granato luminoso e profondo, consistente nel calice. Dopo quattro ore passate nel decanter e mezzora nel calice si apre al naso con bellissime note di prugna matura, rosa essiccata, chiodi di garofano, liquirizia e cannella, con un bel sentore di cuoio e tabacco a chiudere; in bocca è morbido e delicato, con una freschezza e mineralità ancora in equilibrio. Caparbio al palato, caldo, ci racconta gli anni che sono passati attraverso sentori evoluti e sensazioni speziate; complesso, corposo ed elegante, con i tannini perfettamente svolti ed amalgamati ad impreziosire il tutto, si dimostra lungo e molto persistente.

Vino autorevole e molto longevo, qui la qualità è davvero di casa.

 

Quando parliamo di Antinori parliamo di eccellenza. Sono più di seicento anni che questa storica famiglia si occupa di vino, un viaggio iniziato nel lontano 1385 e percorso attraverso generazioni e generazioni, ad oggi ben ventisei. Antinori ora è una sfaccettata e rinomata realtà vitivinicola, capace di creare qualità ed estrarre potenziale dai migliori e variegati territori d’Italia e del mondo. Tutto è cominciato in Toscana, ed oggi assaggiamo proprio uno dei gioielli del Chianti Classico, il Badia a Passignano.

Da uve Sangiovese in purezza, affinate in parte in barriques ungheresi nuove da 300 e 225 litri ed in piccola parte in barriques francesi nuove da 225 litri, si presenta per l’annata 2006 di un bel colore fra il granato ed il rubino; consistente nel calice, si apre inizialmente su note di mora e prugna, seguite col passare dei minuti da richiami al rabarbaro, alla terra bagnata e alla viola, per finire su ampi toni di liquirizia, pepe nero, china e cuoio. Eccellente in bocca la freschezza di un Chianti di dodici anni, ancora perfetto sia dal punto di vista del frutto, pieno e generoso, sia dal punto di vista del calore, della trama tannica cha apre ad un futuro ancora più longevo; elegante e molto appagante, regala un finale simmetrico e preciso, lungo e di buona persistenza.

Vino di classe, un Chianti generoso e raffinato.

Frascati Superiore Doc Luna Mater 2009, Fontana Candida

by Vitocco Francesco on

A Monteporzio Catone, in provincia di Roma, si trova una delle realtà più interessanti del Lazio del vino, l’azienda Fontana Candida. La cooperativa, fondata nel 1958, ha come base operativa uno storico casale, sul sito dove un tempo si trovava un’antica villa romana; ad oggi gli ettari vitati sono quasi cento, coniugati in una produzione annua che si attesta intorno ai quattro milioni di bottiglie.

Dalle selezioni di prestigio assaggiamo oggi il Frascati Superiore Doc Luna Mater, composto da un 50% di Malvasia di Candia, da un 30% di Malvasia del Lazio, da un 10% di Greco e da un 10% di Bombino, con un affinamento di dodici mesi di cui almeno quattro in bottiglia; dalla vendemmia 2009 ci giunge nel calice di un bel colore dorato luminoso, con striature più chiare, di buona consistenza. Al naso apre con grande intensità a note di pesca bianca, ananas, camomilla, litchi, caprifoglio, cedro, anice e sottili ventate minerali; la mineralità si percepisce anche al palato, coadiuvata da una netta freschezza e un frutto perfettamente espresso; molto piacevole, possiede una struttura coerente ed elegante, allungandosi in un finale importante, persistente e generoso.

Le vendemmie non si sentono e gli anni sono passati con profitto per questo grande esempio di Frascati Superiore; gli abbinamenti con i prodotti del territorio saranno un vero regalo che potrete farvi.

Venje Bijelo 2007, Enjingi

by Vitocco Francesco on

Nella cittadina di Vetovo, in quella parte della Croazia chiamata Slavonia, patria del vitigno Grasevina, sorge la celebre cantina di Ivan Enjingi, uno dei maestri storici della viticoltura privata croata. La viticoltura nella famiglia Enjingi è presente da più di cento anni e la filosofia produttiva è molto particolare e peculiare, con una grande maggioranza di vini ottenuti da Kasna Berba, vendemmie selezionate e spesso tardive. Qualità innanzitutto, poi vendita, a prezzi devo dire decisamente a buon mercato.

Oggi assaggiamo uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il Venje Bijelo, interessante ed originale blend di uve Grasevina, Riesling Renano, Sauvignon, Pinot Grigio e Traminer, affinate per un anno e mezzo in botti di rovere di Slavonia; dalla vendemmia 2007 ci giunge nel calice un vino di colore giallo dorato, molto intenso e consistente ne calice. Il bouquet olfattivo richiama alla mente la confettura di pesca, la frutta secca, mandorle e noci, pepe bianco, cannella, note affumicati, mielose e di zucchero a velo; in bocca è potente ma elegante, avvolgente e fresco, complesso e minerale, con un finale lunghissimo e molto persistente.

Vino di gran carattere, grande originalità e qualità, capace di affrontare al meglio gli abissi del tempo.

Blanc Fumé De Pouilly A.O.C. Silex 2007, Didier Dagueneau

by Vitocco Francesco on

Didier Dagueneau è stato considerato da molti quasi come una divinità nel mondo del vino, capace di plasmare il vitigno Sauvignon Blanc della zona di Poully Fumè a proprio piacimento realizzando vini mitici ed eccezionali. A settembre del 2008 è mancato a seguito di un tragico incidente aereo, lasciando un vuoto enorme, in minima parte colmato dai propri eredi; oggi, con enorme rispetto, assaggiamo l’ultima vendemmia curata personalmente da Monsieur Dagueneau del Blanc Fumé De Pouilly A.O.C. Silex.

Dalla vendemmia 2007 ci giunge un vino di colore giallo paglierino carico, a tratti dorato, decisamente consistente nel calice; il bouquet olfattivo è inizialmente canonico, con fiori bianchi in abbondanza, frutta a polpa gialla, litchi ed il classico sentore fumè dei Sauvignon della zona, il tutto molto intenso ed elegante. Dopo una decina di minuti qualcosa cambia ed i sentori si trasformano in ricordi di frutta secca e miele, per poi virare nettamente su sentori eccezionali di gorgonzola e tartufo bianco, davvero rari in un vino bianco.

All’assaggio si viene inizialmente conquistati e stupiti dalla grande freschezza di questo vino, eccellente per un Sauvignon di dieci anni, a cui fa eco una mineralità carica di note affumicate e speziate; la nota pseudocalorica emerge con grande finezza, per poi sfociare in un finale travolgente per persistenza e completezza.

L’armonia del sorso e la personalità unica di questo vino, unita alla complessità olfattiva e strutturale ci portano in un territorio per pochi eletti; un vino quasi mistico, a tratti malinconico, in parte illuminante.

Bolgheri Sassicaia Doc 2007, Tenuta San Guido

by Vitocco Francesco on

La Tenuta San Guido è uno dei templi indiscussi del vino mondiale, qui a Castagneto Carducci infatti, si sono scritte pagine immortali della storia dell’enologia. Dai questi terreni sassosi, e ad uno sguardo superficiale, poco adatti alla coltura della vite, dai vigneti di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, nasce il Bolgheri Sassiccaia; un vino mitico, storico ma sempre all’avanguardia, capace di regalare, vendemmia dopo vendemmia, emozioni e sfumature sempre diverse, toccando in alcune annate una perfetta armonia quasi commuovente.

Composto da un 85% di Cabernet Sauvignon e da un 15% di Cabernet Franc, affinati per ventiquattro mesi in barrique, si presenta per quanto riguarda l’annata 2007 vestito di un bellissimo manto rosso granato, decisamente luminoso e molto consistente nel calice.

Avvicinandolo al naso si è avvolti da una scia intensa di profumi inizialmente fruttati, prugne e more, lamponi in confettura, a cui fanno seguito note evolute di cioccolato, menta, pepe rosa, tartufo nero e grafite; in bocca si apprezza una scia di tannini portati perfettamente alla rotondità, amalgamati finemente in una struttura delicata ma di grande complessità. La simmetria con quanto apprezzato all’olfatto risulta puntuale e il connubio fra freschezza e morbidezza, impreziosito da una sapidità leggera, consolida un assaggio elegante, equilibrato ed armonico.

Il finale impressiona per potenza, finezza e persistenza, lo abbinerei più che ad una pietanza ad una sinfonia, come la nona di Beethoven.